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Geni anche musicali

Dalla Bottega Discantica di Milano arriva “Scienziati musici nel Rinascimento e nel primo barocco”, registrato dall'Ensemble Conserto Vago

di Armando Torno


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2' di lettura

Vincenzo Galilei fu un virtuoso di liuto e viola. Compose madrigali e altro, scrisse saggi e di lui si ricorda il “Dialogo della musica antica et della moderna” (1581). Suo figlio Michelangelo diventò uno dei migliori liutisti-compositori del ‘600. Certo, c'era in famiglia anche Galileo, lo scienziato, fratello maggiore di quest'ultimo, che secondo il biografo Vincenzo Viviani raggiunse nel suonare il liuto una perfezione superiore a quella paterna.

Leonardo Da Vinci inventò strumenti e anch'egli era compositore oltre che cantore. Nel “Codice Atlantico” ha lasciato, al foglio 837, un progetto di tamburo meccanico. E tra le altre sue creazioni c'è una la lira a forma di teschio (si rivede nel “Codice Ashburnham”). Testimonianze ricordano che l'abbia utilizzata giunto a Milano per presentarsi a Ludovico il Moro. E quella volta dovette essere un vero teschio di cavallo, con aggiunte le corde per il suono. Nella “Collezione Windsor” vi sono suoi rebus musicali.
Medico, matematico e filosofo, anche Gerolamo Cardano – ha dimostrato l'americano Clement A. Miller – per le sue conoscenze tecniche specifiche va considerato un teorico minore della musica; in ogni caso occupa una posizione d'interesse nella letteratura cinquecentesca sugli strumenti musicali. E anche Johannes Kepler nei libri III e V dell'”Harmonices mundi” pose le leggi musicali in relazione con quelle che regolano il moto dei pianeti.

Questi e non pochi altri personaggi, i cui nomi ormai sono consegnati alla storia della scienza, lasciarono composizioni e tracce significative nel mondo musicale. Lo prova un compact disc realizzato dalla Bottega Discantica di Milano nel quale i nomi ricordati, più il gesuita tedesco Athanasius Kircher e figure quali Gioseffo Zarlino, degli anonimi e tra gli altri Giulio Caccini, sono presenti con brani che richiamano il mondo della scienza. Cardano, in particolare, anche se non fu propriamente un compositore, compare qui con il “Lamento per la morte del figlio”: lo scrisse e pubblicò in forma monodica dopo la decapitazione del suo amato Giovanni Battista (aveva ucciso la moglie che lo cornificava).
Il compact s'intitola “ Scienziati musici nel Rinascimento e nel primo barocco” ed è stato registrato dall'Ensemble Conserto Vago . Ecco Michelangelo Galilei con una toccata o Kepler con un contrappunto per liuto; Kircher offre tra l'altro una “Vera tarantella”, mentre Leonardo rivela i suoi “Rebus musicali”.
In tal caso è da ricordare chi li ha elaborati, vale a dire Massimo Lonardi, che in questa incisione è l'esecutore con il liuto rinascimentale e l'arciliuto (ha dimensioni doppie di quelle del liuto normale, con doppio manico e doppio sistema di corde).
L'insieme di questi brani evoca una dimensione fascinosa. Si riascoltano note che furono scritte alla nascita della scienza moderna da alcuni protagonisti di una rivoluzione del pensiero. Che amavano con la medesima passione i calcoli, le ricerche e le note.

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