Dl Sostegni

Genitori separati e divorziati, arriva il bonus fino a 800 euro

La misura è stata prevista da un emendamento al provvedimento riformulato e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Il decreto è approdato in aula al Senato

di Andrea Carli

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2' di lettura

Dopo l’assegno unico e il bonus baby sitter, arriva dal decreto legge Sostegni (Dl 41/2021) un nuovo aiuto alle famiglie. In questo caso il sostegno è destinato ai genitori separati o divorziati in difficoltà economiche causa Covid. Si tratta di un fondo ad hoc per aiutarli a garantire l'assegno di mantenimento. La misura è stata prevista da un emendamento al provvedimento riformulato e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Il 6 maggio, al termine della discussione generale, il Governo ha posto la questione di fiducia sul maxi emendamento che recepisce le modifiche proposte dalle commissioni ed è interamente sostitutivo del Dl sostegni.

Massimo 800 euro al mese

La modifica prevede l'istituzione presso il ministero dell’Economia e delle Finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, di un Fondo da 10 milioni di euro per il 2021 per l'erogazione di una parte o dell'intero assegno fino a un massimo di 800 euro al mese. Sarà un decreto del Presidente del Consiglio, di concerto con il ministro dell'Economia, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto Sostegni, a definire i criteri di accesso e le modalità con cui verranno erogati i contributi. È la prima volta si prendono in considerazione i genitori separati e divorziati.

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No accesso al fondo per pagare l’assegno a coniuge o ex

Secondo il documento redatto dai Servizi studi della Camera e del Senato, l'accesso al Fondo, stando alla lettera della disposizione, sembra essere consentito ai lavoratori separati o divorziati per il pagamento soltanto degli assegni per il mantenimento dei figli. Sembrerebbe esclusa quindi la possibilità per il lavoratore separato o divorziato di poter fruire di questi contributi per il pagamento dell’assegno spettante al coniuge o ex coniuge a seguito di separazione o di scioglimento del matrimonio.

Nell’anno della pandemia divorzi in calo

Stando agli ultimi dati forniti dalla sezione Famiglia del Tribunale di Roma e elaborati dall'Associazione Diritto e Psicologia della Famiglia ( Dpf), nell'anno nero della pandemia si registra una diminuzione del 15% del numero delle separazioni rispetto all'anno precedente. Di contro si è rivelato un aumento, sia pure lieve delle separazioni consensuali (+2%), che hanno rappresentato così il 76% di quelle totali. «Temo che le ragioni di questa flessione vadano ricercate non tanto nella riscoperta di sopiti amori, quanto piuttosto nella grave crisi economica che è scaturita dall'epidemia in corso - ha spiegato il presidente della Dpf, avvocato Marco Meliti -. Di fonte ad anni di grande incertezza economica e con la paura di perdere il lavoro, molte coppie - soprattutto quelle a basso reddito - non se la sono sentita di affrontare una separazione che, oltre al costo umano ed economico, comporta un grave impoverimento per le finanze familiari».

Stop di Casellati a reddito di cittadinanza impignorabile

Tra le soluzioni per le famiglie rientrate nel passaggio in commissione del decreto Sostegni, anche la decisione di dichiarare “impignorabile” il reddito di cittadinanza, in quanto si configura come sostegno al sostentamento delle persone povere. L’emendamento è stato successivamente dichiarato improponibile dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che allo stesso tempo ha valutato ammissibile il maxi-emendamento interamente sostitutivo del decreto Sostegni. È invece rimasta per i proprietari di case l’esenzione Irpef sui canoni di locazione non percepiti.

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