14 agosto 2018-14 agosto 2019

Genova, il giorno del ricordo. I vertici di Autostrade lasciano la cerimonia

Mattarella sulle pagine del Secolo XIX: «Ci separa da quel tragico avvenimento un anno che non è trascorso invano. Un progetto di nuovo ponte, lineare, solido e bellissimo, è pronto e già sono stati avviati lavori per la sua costruzione. Il nuovo ricorderà per sempre quelle vittime innocenti, sepolte dalle macerie di una tragedia, causata dall'uomo, che si poteva e doveva evitare»


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4' di lettura

È terminata la cerimonia di commemorazione in ricordo delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi nel capannone sotto la nuova pila 9 del viadotto, dove è stata celebrata la messa dall'arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco.

Alla cerimonia, che ha avuto inizio con la lettura dei nomi delle vittime, ha partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto tra gli applausi. Il capo dello Stato è stato ricevuto dal prefetto Fiamma Spena, dal sindaco di Genova Marco Bucci e dal governatore della Liguria Giovanni Toti. Arrivati anche il vicepremier Salvini e i ministri Trenta, Tria, Stefani, Bonafede. Mattarella ha incontrato e abbracciato i familiari delle vittime.

IL DOSSIER / Ponte di Genova un anno dopo il crollo

Il Presidente ha abbracciato i familiari delle vittime. Dopo la cerimonia c’è stato un minuto di silenzio per le 43 vittime del crollo, interrotto solo dalle sirene in mare e dalle campane di tutta la città.

Il cardinale Bagnasco, al termine della messa, ha salutato i familiari delle vittime. Per alcuni c'è stata anche una carezza. Bagnasco si è fermato alcuni secondi a parlare con il presidente della Repubblica e poi ha salutato anche gli esponenti del governo e i rappresentanti delle istituzioni locali.

VIDEO / Come sarà il nuovo Ponte progettato da Renzo Piano

Stamane le parole di Mattarella sono apparse sulle pagine del Secolo XIX, il Presidente infatti accogliendo l'invito del direttore Luca Ubaldeschi e del senatore a vita e architetto genovese Renzo Piano ha scritto: «Ci separa da quel tragico avvenimento un anno che non è trascorso invano», scrive Mattarella. «Un progetto di nuovo ponte, lineare, solido e bellissimo, è pronto e già sono stati avviati lavori per la sua costruzione. Il nuovo ponte sarà in grado di ricucire, anzi, per usare un termine caro a Piano, di “rammendare” la ferita inferta dal crollo, riconnettendo una città spezzata, non solo materialmente, in due».

Rammendare, però, specifica il Presidente, «non significa cancellare». Il
nuovo ponte, infatti, «ricorderà per sempre quelle vittime innocenti, sepolte dalle macerie di una tragedia, causata dall'uomo, che si poteva e doveva evitare. Nulla può estinguere il dolore di chi ha perso un familiare o un amico a causa dell'incuria, dell'omesso controllo, della colpevole superficialità, della brama di profitto». Nei difficili frangenti di un anno fa «fu ben chiaro che la tragedia di Genova era la tragedia dell'Italia intera e che tutta l'Italia si stringeva, in un abbraccio ideale, attorno a Genova e ai genovesi», ricorda Mattarella.

Per lui, tornare a Genova, il 14 agosto di quest'anno, vuol dire innanzitutto: «fare memoria, dolorosa e composta, delle quarantatré persone che rimasero uccise» per ribadire «la vicinanza e la solidarietà della Repubblica italiana alle loro famiglie». Ognuna di esse «aveva una sua storia, una sua provenienza geografica, un universo di relazioni e di affetti, un volto, un nome. Nel loro nome dobbiamo pretendere che la giustizia vada fino in fondo, senza remore, svelando responsabilità e sanzionando colpevoli». La presenza, oggi, delle più alte istituzioni a Genova, conclude Mattarella, «ha il significato di testimoniare unanime sostegno, non solo a parole, a una città e alla tenacia e al coraggio dei
suoi abitanti, che hanno diritto alla rinascita economica e sociale attraverso lo sviluppo di una rete di infrastrutture e servizi capace di accompagnarne ed esaltarne lo spirito imprenditoriale».

«Non vi abbiamo dimenticato». Con queste parole il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha aperto il suo intervento: Genova è l’esempio della fierezza di un Paese che non dimentica il proprio dolore ma sa adoperarsi per rinascere e superare le proprie sfide. È simbolo di rinascita», ha proseguito. «Quel monito è diventato impegno e si è concretizzato in un percorso di operosa responsabilità. Lo scorso dicembre dopo 4 mesi ha avuto inizio la demolizione e i lavori si sono conclusi pochi giorni fa. Al su posto sorgerà un ponte più sicuro; la ricostrizione è cominciata, il cantiere è attivo 7 giorni su 7 e il ponte sarà percorribile, secondo le previsioni, ad aprile dell'anno prossimo. Abbiamo lavorato intensamente per mantenere l'impegno assunto con il sindaco e commissario Bucci, con il presidente Toti e il ministro Toninelli».

PER APPROFONDIRE / Come era fatto il Ponte Morandi

La delegazione di Atlantia e Autostrade per l’ Italia - in mattinata erano arrivati i vertici di Atlantia e Autostrade per l'Italia, il presidente Fabio Cerchiai e l'amministratore delegato Giovanni Castellucci, che è tra gli indagati per il crollo - ha lasciato il luogo della commemorazione ad un anno dal crollo del Ponte Morandi di Genova su richiesta di alcuni familiari delle vittime. La delegazione, informata, per rispetto della volontà dei familiari, si è allontanata. Il sindaco di Genova Marco Bucci ha sottolineato: «Tutte le manifestazioni devono essere rispettate e tutti devono essere presenti. E' giusto ed e' un gesto importante. E' importante essere tolleranti».

Bucci ha poi aggiunto che «Genova vuole crescere, si merita delle
infrastrutture di primo livello, la città è unita e sta collaborando. Sia sul lato ovest che est del ponte anche oggi stiamo lavorando, non abbiamo interrotto i lavori, la nuova pila 9 è quasi a 20 metri, abbiamo già 11 pile con fondamenta. stiamo rispettando il piano dei lavori, sono convinto che a fine aprile 2019 inaugureremo il ponte. Ho parlato con il premier Conte che - ha proseguito -si associa ai sentimenti della giornata di oggi con la volontà di commemorare chi ha perso la vita e allo stesso tempo di continuare a supportare gli investimenti di cui abbiamo bisogno per far tornare Genova una grande città. La prossima primavera Genova avrà il nuovo ponte, venite in macchina e ci passerete sopra».

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