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Genova avanposto d’Europa «Imbattibili sulla robotica»

La rete Ellis comprende 14 Paesi Ue: le unità sono state scelte per le eccellenze scientifiche
I ricercatori coinvolti in Liguria sono 13. L'obiettivo: unit locali per stimolare l'industria e la politica

di Raoul de Forcade

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L'unità ha sede a Genova, è diretta da Massimiliano Pontil, ricercatore responsabile del Machine learning lab di Iit; mentre vicedirettore è Lorenzo Rosasco, professore ordinario all'università di Genova, dove coordina il centrodi ricerca Malga

La rete Ellis comprende 14 Paesi Ue: le unità sono state scelte per le eccellenze scientifiche
I ricercatori coinvolti in Liguria sono 13. L'obiettivo: unit locali per stimolare l'industria e la politica


3' di lettura

Consentire all’Europa di avanzare nello studio e nell’applicazione pratica dell’intelligenza artificiale, rendendola capace di competere con i colossi mondiali in quel campo: Stati Uniti e Cina. Nasce con questo scopo la rete Ellis (European laboratory for learning and intelligent systems), che è stata presentata ufficialmente a metà settembre, comprende 30 centri di ricerca in 14 Paesi europei, si muove si 11 campi di ricerca e ha l’originale caratteristica di nascere “dal basso”, di essere cioè autogestita da ricercatori esperti del settore.

L’Italia partecipa al progetto con tre unità di ricerca: quella formata dall’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e dall’università di Genova (Unige), quella del Politecnico di Torino e quella dell’università di Modena.

Le unità Ellis sono state selezionate, sulla base dell’eccellenza scientifica, da un comitato di scienziati di diversi Paesi. E la rete che si è formata ha messo a disposizione, utilizzando risorse attinte dai budget di ciascuno dei partecipanti, un finanziamento comune di circa 300 milioni di euro, per un periodo iniziale di cinque anni. Il 20% di questa somma andrà alle attività formative, come scambi di studenti e docenti, e all'organizzazione di programmi di ricerca congiunti. Ellis è stata fondata a fine 2018, i programmi di ricerca sono partiti nel 2019 e le unità di ricerca sono state avviate a inizio 2020, con qualche rallentamento per la pandemia di Covid.

I 30 laboratori Ue che fanno parte del progetto sono centri d’eccellenza internazionale: tra questi figurano il Max Planck institute for intelligent systems in Germania, la Cambridge university e l’University college London in Gran Bretagna, il Center for artificial intelligence della Sorbona in Francia ed l’Eth in Svizzera.

Per quanto riguarda la Liguria, la caratteristica che ha permesso all’Iit e a Unige di entrare a fare parte della rete Ellis, è di essere all’avanguardia nella robotica, nello studio dell’intelligenza umana e nello sviluppo di software e architetture avanzate basate sul machine learning.

L’unità ha sede a Genova, è diretta da Massimiliano Pontil, ricercatore responsabile del Machine learning lab di Iit e docente all’University college di Londra; mentre vicedirettore è Lorenzo Rosasco, professore ordinario all’università di Genova, dove coordina il centro di machine learning, e visiting professor al Mit in Usa.

Obiettivo primario dell’unità è quello di comprendere come funzionano l’intelligenza artificiale e quella naturale e come possono interagire. Le possibili applicazioni sono in campi quali la creazione di sistemi intelligenti per la robotica, lo studio di modelli computazionali per le neuroscienze, metodi automatici di analisi di dati biomedicali, clinici e ospedalieri. Il tutto puntando sull’interazione con realtà produttive, economiche e sanitarie.

I ricercatori coinvolti in Liguria sono 13, impegnati in differenti settori: la robotica umanoide, l’apprendimento e l’interazione con il mondo circostante, cui si dedicano Lorenzo Natale e Agnieszka Wykowska (entrambi di Iit); la visione artificiale e il riconoscimento automatico delle immagini, con Barbara Caputo (che è la direttrice dell’unità Iit di Torino oltre che docente al Politecnico: si veda intervista a pagina 2) e Alessio Del Bue (Iit); le neuroscienze cognitive e computazionali, con Cristina Becchio e Stefano Panzeri (entrambi Iit); le teorie di machine learning, con lo studio degli aspetti matematici e delle applicazioni per la salute, con Pontil e Nicolò Cesa-Bianchi (di Iit) nonché Rosasco, Luca Oneto, Ernesto Devito, Silvia Villa e Alessandro Verri (tutti di UniGe).

Ellis, spiega Pontil, «è un’iniziativa nata per rendere più competitiva l’Europa in tema di intelligenza artificiale moderna, che si basa in particolare sul machine learning. E si muove sia nel campo della ricerca pura che in quello del technology transfer che guarda alle applicazioni a livello industriale. È interessante, poi, che sia un progetto che arriva dal basso: una rete autogestita da persone che in Europa lavorano sul machine learning. L’Ue sta dando un grande contributo all’intelligenza artificiale ma i ricercatori più bravi oggi trovano lavoro, per lo più, in realtà extraeuropee, come Amazon o Google. Questo succede perché in Ue gli investimenti per la ricerca sono indietro rispetto a Usa e Cina». Tra gli scopi di alto livello di Ellis, dunque, prosegue Pontil, «c’è quello di facilitare la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale, per rendere l’Europa più attrattiva per i ricercatori e frenare la fuga di cervelli. Altro obiettivo è avere unit locali che siano esempi di eccellenza e stimolino l’industria e la politica a dare maggiori finanziamenti alla ricerca. È importante, poi, che si creino, all’interno di Ellis, comunicazioni tra le varie unità locali europee; in Italia, ad esempio, le persone che lavorano sul machine learning sono molte rispetto a quante lo fanno in Germania, Francia e Uk».

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