BIRRE ARTIGIANALI

Genova Beer Festival solidale con gli sfollati di Ponte Morandi

di Giambattista Marchetto

3' di lettura

Una città ancora provata dal lutto, a poco più di un mese dal crollo del Ponte Morandi, prova a sorridere con un sorso di birra. E proprio agli sfollati dell'area intorno al ponte crollato sono dedicate le iniziative di solidarietà nella quarta edizione del Genova Beer Festival.
L'evento – che occupa il weekend da venerdì 19 a domenica 21 ottobre - porta nelle sale della settecentesca Villa Bombrini di Cornigliano quasi 150 birre alla spina, con 16 tra i migliori birrifici artigianali italiani, e 9 stand gastronomici per un fitto programma di degustazioni, incontri, laboratori e solidarietà.

Selezioni Craft dalla provincia italiana
Il focus sono le birre artigianali, che saranno protagoniste grazie a 16 birrifici provenienti da tutta Italia. Ci sarà una selezione della produzione ligure, con Altavia (Sassello, SV), Birrificio Scarampola (Millesimo, SV); Fabbrica della Birra Busalla (Busalla, GE); Maltus Faber (Genova) e Nadir (Sanremo, IM). Da fuori Liguria arriveranno Argo (Lemignano di Collecchio, PR); Batzen (Bolzano); Birrificio di Cagliari (Cagliari); Birrificio Italiano (Lurago Marinone, CO); Birrificio Mastino (San Martino Buon Albergo, VR); Birrificio del Forte (Pietrasanta, LU); Brewfist (Codogno, LO); Canediguerra (Alessandria); Eastside Brewing (Latina, LT); Kamun (Predosa, AL); Cr/aK (Campodarsego, PD). In totale, saranno quasi 150 le birre alla spina che si alterneranno nella tre giorni: spazio alla nuova ondata delle luppolate, ma non mancheranno ottime birre a bassa fermentazione, così come i più classici stili belgi e inglesi.
Saranno inoltre 30 gli homebrewers, provenienti anche da fuori regione, che domenica (ore 12) porteranno le loro birre prodotte in casa in assaggio ad una giuria di esperti presieduta da Simone Cantoni, docente Slow Food e giudice all'evento Birra dell'Anno.

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Piatti da chef e beer-pairing
Ad accompagnare le birre, una proposta gastronomica pensata per l'abbinamento con malti e luppoli. Ci saranno le bruschette de Ai troeggi; le trofie al pesto de Il Genovese; il gulash e la cucina dell'Est del Kowalski; gli hamburger del Masetto; i ravioli di brasato alla birra, la cima e le torte di verdura di Gastronomia Bovio; il pulled pork del gruppo Beefolchi; i fritti di UVA (Urban Vineyard Area), le specialità del tapas bar italo-spagnolo Jalapeño, il cioccolato e il gelato di Viganotti. Non mancano i momenti legati agli abbinamenti con birra, provando cioccolato, ostriche e sigari, oltre ai piatti d'autore dei migliori chef genovesi abbinati ai prodotti ospiti del festival.

Una città di sapori e bellezza
Il Genova Beer Festival può esser l'occasione per conoscere meglio la città, per un weekend all'insegna del gusto e della bellezza.
Una passeggiata al Porto Antico è d'obbligo, così come a Boccadasse, per mettere i piedi in acqua in un borgo che ti trasporta nelle Cinque Terre pur rimanendo in piena Genova. Altrimenti una scelta meno scontata può essere una trasferta in treno a Genova Pegli per la visita a Villa Pallavicini, il cui parco ottocentesco è stato ideato dall'architetto Michele Canzio come un vero e proprio percorso teatrale in più atti.
Per il caffè o la colazione meritano un passaggio Tazze Pazze, nel cuore dei vicoli, dove i fratelli Cremone propongono il caffè di qualità dall'espresso monorigine a svariate tipologie di estrazione, o la caffetteria di Viganotti in salita del Prione, storico produttore genovese di cioccolato, nel cui laboratorio sono ancora in funzione macchine di inizio Ottocento.

Per pranzo e cena si può restare in centro: al Genovese in Via Galata, il cui pesto è da campionato del mondo, oppure alla Trattorie delle Grazie, altro baluardo della tradizione. Se si cerca un'esperienza gourmet i locali suggeriscono La Meridiana, in uno palazzo cinquecentesco che fa parte dei rolli genovesi, dove lo chef Davide Cannavino propone la sua cucina istintiva che è ligure ma con uno sguardo molto personale. Oppure The Cook dove, sotto gli gli affreschi dell'iconoclasta Bernardo Strozzi, Ivano Ricchebono propone una cucina elegante che si conclude con dolci ottimi. Per l'aperitivo o un drink dopocena i genovesi raccomandano Les Rouges, al secondo piano di Palazzo Imperiale, dove i fratelli Abarbanel preparano ottimi miscelati, o lo speakeasy Malkovich al comando di Giorgio Carnevali, che si nasconde nelle cantine segrete dell'hamburgeria Groove.

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