Il progetto

Genova, l’aeroporto volta pagina L’ampliamento vale 16 milioni

Restyling grazie agli stanziamenti incanalati sulle infrastrutture con il decreto Genova. Incremento record di passeggeri (+5,5%). Accantonati i progetti di privatizzazione della società

di Raoul de Forcade

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Il rendering di come sarà l'aerostazione di Genova una volta portato a termine il progetto di ampliamento che aggiungerà 5.500 metri quadrati alla volumetria già esistente

Restyling grazie agli stanziamenti incanalati sulle infrastrutture con il decreto Genova. Incremento record di passeggeri (+5,5%). Accantonati i progetti di privatizzazione della società


4' di lettura

Dopo alcuni anni difficili, l’aeroporto di Genova sta vivendo un momento di ripresa che il management punta a stabilizzare e incrementare con un progetto di ampliamento dell’aerostazione che dovrebbe essere completato nel 2022. Un piano da oltre 16 milioni di euro, reso possibile grazie agli stanziamenti incanalati sulle infrastrutture del capoluogo ligure con il cosiddetto Decreto Genova, dopo il crollo del viadotto Morandi. Un piano che andrà avanti nonostante la contingenza dell’allarme coronavirus.

Sono stati accantonati i progetti di privatizzazione della società di gestione, Aeroporto di Genova spa, le cui quote restano divise tra Autorità di sistema portuale di Genova e Savona (60%), Camera di commercio (25%) e Aeroporti di Roma (15%). Nel 2019 il traffico del Cristoforo Colombo ha superato, per la prima volta, la soglia del milione e mezzo di passeggeri raggiungendo la quota di 1,53 milioni di viaggiatori sui voli commerciali (linea e charter). Un incremento del 5,5%, rispetto al 2018, che già era stato un anno record. A trainare lo sviluppo dello scalo genovese, spiega il direttore generale, Piero Righi, che, con il presidente Paolo Odone è l’artefice della risalita, è stato soprattutto il traffico internazionale, +12,4%; quello nazionale è salito dell’1,1%. L’aumento del numero di passeggeri ha contribuito anche a un incremento del riempimento medio dei voli (punto spesso dolente per l’aeroporto di Genova), cresciuto del 2,6% sul 2018.

«L’evento coronavirus - di ce Righi - incrementa naturalmente l’incertezza sulle previsioni di traffico delle prossime settimane, ma non modifica le strategie di sviluppo a medio e a lungo periodo. Siamo convinti che il calo di traffico dovuto a questa emergenza sarà riassorbito velocemente».

Piero Righi. Il direttore generale dell'aeroporto Cristoforo Colombo è l'artefice, insieme al presidente, Paolo Odone, della crescita dello scalo, che è ripartito dopo diversi anni difficili

Per quanto riguarda però il 2019, «la crescita di Genova – sottolinea Righi - risulta ancora più positiva se confrontata con il resto degli scali italiani, nei quali il traffico passeggeri l’anno scorso è cresciuto mediamente del 4%, contro il +5,5% del Colombo».

Questi dati, tuttavia, non bastano a fare di Genova un aeroporto efficiente. E Righi lo sa bene. «Le nostre aspettative – afferma – non sono di avere uno scalo al 20° o 21° posto nella classifica degli aeroporti italiani. Noi vogliamo crescere dando un servizio migliore. Sfruttando anche la posizione dell’aeroporto, che si raggiunge in pochi minuti dal centro città».

Lo scalo di Genova ha un bacino potenziale di 1,6 milioni di residenti in Liguria. Ma si confronta con concorrenti grandi e agguerriti: gli aeroporti di Milano e Bergamo (Orio al Serio) e poi Nizza, Torino e Pisa. «Abbiamo 600 destinazioni – sottolinea Righi – ma pochi sono i voli diretti. A fronte di questa situazione, la nostra prima linea di sviluppo si concentra appunto sulla forte vicinanza dello scalo alla città e sulla possibilità di dare più servizi. La seconda si appunta sull’incoming del traffico crocieristico, che Nizza, ad esempio, non ha e Pisa solo in parte. Torino e Milano, viceversa, ce l’hanno ma con l’aggravio dei trasferimenti». Le linee di sviluppo descritte, chiarisce Righi, «si portano appresso la necessità ampliare l’aerostazione, realizzata nel 1986. La pista, invece, è molto lunga; è di 3 chilometri, costruita per ospitare anche i Boeing 747. Il London City Airport, ad esempio, ha una pista di soli 1,3 chilometri». Per quanto riguarda l’aerostazione, «bisogna ampliare le aree per i clienti e aumentare le attività commerciali presenti», dice Righi.

«Abbiamo affidato la progettazione - prosegue - a One Works, con un contratto da 288mila euro, che fa parte della spesa complessiva per la realizzazione dell’opera, pari a circa 16 milioni. L’intervento relativo al terminal passeggeri prevede la realizzazione, sul lato Levante dell’aerostazione, di un nuovo fabbricato di circa 5.500 metri quadrati, su tre livelli, che si aggiungono ai 15mila attuali, nonché il restyling dell’edificio esistente, con particolare riferimento alle aree del check-in, dei controlli di sicurezza e degli imbarchi. Il progetto comprende anche la predisposizione di un nuovo impianto di smistamento bagagli e la preventiva predisposizione dei sottoservizi».

Il piano, continua Righi, «è da pochi giorni arrivato al vaglio dell’Enac, che comunque l’ha già potuto seguire in fase di preparazione. Pensiamo che ci vogliano un paio di mesi per arrivare all’approvazione. E speriamo di partire prima dell’estate col bando di gara per l’affidamento dei lavori, il cui completamento dovrebbe giungere a termine entro il 2022. Intanto abbiamo già investito un milione di euro sui lavori propedeutici all’ampliamento, che sono già iniziati».

Nel Piano nazionale aeroportuale del 2013, il Colombo è stato declassificato da scalo strategico ad aeroporto di interesse nazionale. Ora, in vista del prossimo piano dei trasporti, l’obiettivo della società di gestione è di dare allo scalo una forte caratterizzazione (come si è accennato, city airport con incoming crocieristico). Ma per farlo occorre anche migliorare il collegamento con la città tramite ferrovia e autobus. «Esiste un progetto - ricorda Righi - per unire direttamente aeroporto e ferrovia. Ma la precondizione per costruire la cabinovia di collegamento, la cui realizzazione spetta a noi, con un investimento da 9 milioni, finanziati col Decreto Genova, è la costruzione, da parte di Rfi, della nuova stazione ferroviaria degli Erzelli». Questa ha un costo di 65 milioni e, in teoria, dovrebbe essere pronta entro il 2022. I tempi , però, potrebbero allungarsi, visto che i lavori prevedono espropri e deviazioni di fasci di binari. Il servizio bus-navetta per il Colombo, intanto, è stato migliorato.

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