la strada alternativa a ponte morandi

Genova, il nuovo by-pass per il porto non funziona: tutti in coda per un segnale

di Maurizio Caprino

default onloading pic


3' di lettura

Lo hanno aperto due settimane fa per lasciare ai mezzi pesanti un percorso preferenziale dall’autostrada A10 interrotta per il crollo del Ponte Morandi alle aree portuali genovesi. Ma per ora sul by-pass dello svincolo di Genova Aeroporto si vedono soprattutto auto private, che restano intasate assieme ai tir. E, paradossalmente, il vecchio itinerario che dovrebbero utilizzare i mezzi leggeri, resta vuoto. Probabilmente per colpa di una segnaletica poco comprensibile.

Lo svincolo di Genova Aeroporto è sempre stato complicato, stretto com’è tra la collina di Erzelli, il tracciato cittadino della via Aurelia e numerose strade a servizio dello stabilimento Ilva, di altre attività e degli scali marittimo e aereo. Per questo, è costituito da varie rampe in curva su più livelli, non larghissime e inadeguate per la gran mole di traffico anche pesante che vi si riversa forzatamente dopo il crollo del Ponte Morandi (per chi proviene da Savona, c’è l’uscita obbligatoria proprio a Genova Aeroporto).

Per i mezzi pesanti, c’è l’ulteriore complicazione che per ragioni di sicurezza non possono percorrere il cavalcavia che dallo svincolo vero e proprio porta alla rotatoria dell’aeroporto, passaggio obbligato per raggiungere la nuova via della Superba, che passa dentro l’area Ilva e li conduce verso il porto, aperta urgentemente dopo il crollo. Così, fino al 12 ottobre i mezzi pesanti venivano deviati per le strade di Sestri Ponente, in un giro lungo circa tre chilometri. Il by-pass consente di evitare questo giro, utilizzando in parte rampe preesistenti a due corsie: una continua a servire il flusso dall’aeroporto all’autostrada, l’altra invece è stata adibita alla circolazione in senso opposto, ma solo per gli autocarri oltre le 7,5 tonnellate e gli autobus.

Foto1

Il problema è che all’ingresso del by-pass (la biforcazione che va verso sinistra nella foto 1) c’è un segnale poco comprensibile (foto 2): avverte solo che l’«itinerario via della Superba» è riservato a questi mezzi pesanti.

Foto2

Un’espressione ambigua, anche perché chi non è della zona può anche non conoscere quella via (e potrebbe anche non capire l’italiano) e chi usa un navigatore non di rado ha mappe non aggiornate: non si capisce se sia riservata ai mezzi pesanti solo via della Superba o anche il by-pass.

Così, forse anche per la scarsità di indicazioni prima della biforcazione e per la presenza di una galleria sull’altro ramo (quello che fa parte dell’itinerario tradizionale, a destra nella foto 1), anche automobilisti e motociclisti sono indotti a imboccare il by-pass. Che s’intasa spesso (foto 3 e 4), mentre l’itinerario tradizionale (foto 5) resta semideserto.

Foto3

Foto4

Gli autotrasportatori lo hanno già denunciato, ma finora senza esito. Forse si riuscirebbe a evitare o ridurre il problema piazzando segnali di divieto di transito, uniti a pannelli integrativi che segnalino l’esenzione dei mezzi pesanti dal divieto.

Foto5

Di certo non è una situazione facile da risolvere: la biforcazione si trova ancora in ambito autostradale ma la rampa è stretta, quindi la Polizia stradale di fatto non può operare; bisognerebbe dislocare agenti sul piazzale del casello, che si trova qualche centinaio di metri prima. Inoltre, in casi del genere la segnaletica prevista dal Codice della strada (comunque diversa da quella che è stata piazzata) può non essere comprensibile a tutti.

Infine, c’è la complessità congenita di quello svincolo, che anche quando era nella sua configurazione normale fece anche una “vittima illustre”: l’ex-ministro dei Trasporti, Claudio Burlando, che, pur essendo genovese e ingegnere, nel settembre 2007 si trovò a percorrerlo contromano e subì un anno di sospensione della patente.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti