un anno dal crollo del ponte

Genova senza Gronda, gli imprenditori sul piede di guerra

Gli imprenditori genovesi sono pronti anche a scendere in piazza per far ripartire i cantieri di realizzazione della Gronda autostradale del Ponente genovese, bloccati dal ministro Toninelli

di Raoul de Forcade


Ecco cosa dice la perizia sul ponte Morandi

4' di lettura

Gli imprenditori genovesi sono pronti a tutto, perfino a scendere in piazza, se sarà necessario, per far sì che partano i cantieri di realizzazione della Gronda autostradale del Ponente genovese, bloccata nei giorni scorsi dal ministro delle Infrastrutture , Danilo Toninelli. A sottolinearlo è Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, la quale è tra le 30 realtà, fra associazioni, sindacati e ordini professionali, che hanno firmato a gennaio il manifesto a favore della Gronda.

Mondini è molto duro anche sulla questione ArcelorMittal, perché i traccheggiamenti del Governo sulla norma che sopprime l’immunità penale per il piano ambientale dell’ex Ilva di Taranto e il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale, rischiano di compromettere il futuro dell’acciaieria pugliese (la proprietà ha minacciato di fare un passo indietro) e anche quello dello stabilimento genovese, il cui futuro dipende dalle lavorazioni tarantine.

L’economia genova regge, ma non decolla
Mondini esprime le sue posizioni presentando l’analisi congiunturale dell’economia genovese nel primo semestre 2019 e le previsioni per il secondo semestre. Per quanto riguarda questi dati, Genova appare in grado di galleggiare ma non di decollare. Del resto, nei primi sei mesi del 2019, alcuni settori maggiormente esposti (logistica, trasporti e turismo) sono stati penalizzati dagli effetti, ancora percepiti, benché attenuati rispetto al semestre precedente, del crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. Nel primo semestre dell’anno, l’industria subisce (rispetto allo stesso periodo 2018) u na diminuzione di domanda per investimenti e consumi dei clienti italiani (fatturato e ordini Italia segnano rispettivamente -0,8% e -3% ) ma si rafforza sui mercati internazionali (fatturato e ordini esteri salgono a +4,1% e +2,6%).

VIDEO/Morandi, dal crollo al nuovo ponte

Vanno bene, poi, l’informatica e il terziario avanzato e tiene il turismo (fatturato Italia +1,1% ed estero +0,6%) con flussi in aumento di passeggeri da crociere (+52,4%) e aeroporto (+4,7%), mentre sono in diminuzione, nel periodo gennaio-maggio, rispetto al 2018, gli arrivi (-6,9%) e le presenze (-7,3%) negli alberghi. In diminuzione, invece, i traffici portuali tra gennaio e giugno (merci totali -3,7% e container -1,2%). In leggero calo gli occupati in organico (-0,9%).

La situazione della Gronda è «imbarazzante»
Sulla Gronda, sottolinea Mondini, «la situazione è imbarazzante e di sicuro qualcosa va fatto. Dobbiamo pensare bene a cosa. Non credo molto alle manifestazioni, ma se sarà necessario scendere in piazza lo faremo, se sarà più efficace altro, faremo altro: vedremo a settembre, insieme con la Camera di Commercio, le associazioni e le categorie professionali. Dobbiamo far capire al Governo che, su quest’opera, c’è un coinvolgimento favorevole dell’intera società civile, non è solo la mania di protagonismo di un’associazione. La Gronda serve alla città. È un’opera da fare a tutti i costi. Il progetto è pronto, serve solo partire. Il manifesto pro Gronda che abbiamo stilato a gennaio, peraltro, non è servito a granché, visto che non il Governo non si è neppure degnato di darci una risposta».

Riguardo poi all’ex Ilva, Mondini è tranchant: «Se la situazione di ArcelorMittal non si risolverà, allora possiamo chiudere, in generale, l’industria in Italia». La questione, aggiunge «è una di quelle vicende che mi pare si stiano protraendo nel tempo in maniera assolutamente ingiustificabile; e questo crea tensioni. Parliamo di un problema che non si dovrebbe neanche generare. Per risolverlo è necessaria, anche se non dovrebbe esserlo, una mediazione. Ed è inevitabile che vada così». Anche perché, secondo Mondini, «non è possibile che succeda qualcosa di diverso da quello che era un accordo sottoscritto col più grosso produttore mondiale di acciaio che è arrivato sul nostro territorio. ArcelorMittal è venuta a investire in Italia, e ha previsto importantissimi interventi. A Taranto, se glielo faranno fare, realizzerà il primo parco coperto in un suo stabilimento in Europa. Se facciamo scappare anche loro si apre un problema di cui non voglio neanche parlare. Sono certo che tutto verrà risolto».

L’effetto del Morandi inizia ad alleggerirsi
Mondini spiega poi come l’effetto del crollo del viadotto Morandi sull’economia di Genova inizi ad alleggerirsi, benché non sia del tutto superato. Nel primo semestre 2019, in effetti, l’economia genovese ha sostanzialmente tenuto, «e questo – dice Mondini - è già un buon risultato, alla luce del momento d’incertezza che caratterizza lo scenario internazionale. Il tessuto produttivo tende a sopravvivere. Ci sono segnali di difficoltà che arrivano dall’industria (produzione -2,8%, ndr) ma ci sono altri settori che, nonostante qualche criticità, stanno andando abbastanza bene. E le previsioni complessive per la seconda parte dell’anno non vedono particolari cambiamenti (fatturato a +2%; ordini a +1,9%, export -1,8%)».

Riguardo a esercenti e commercianti della Valpolcevera «è evidente – afferma Mondini - che soffrono ancora, ma a livello macro Genova ha tenuto, grazie all’ottima azione delle amministrazioni, che hanno reagito e spinto il Governo ad agire. Certo, si può sempre fare meglio, ma credo sia stato fatto tutto quel che si doveva».

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...