Tre anni dal crollo

Genova si ferma per commemorare le vittime del Morandi

Dopo le fiaccolate nella notte, con la Messa nella basilica di Certosa, celebrata dall’arcivescovo Marco Tasca, sono cominciate oggi le cerimonie del terzo anniversario - Draghi: Stato ha tradito fiducia cittadini

(ANSA)

5' di lettura

Il nubifragio ha lasciato il posto al caldo torrido, ma a distanza di tre anni Genova si ferma a commemorare le vittime del Morandi. Dopo le fiaccolate nella notte in memoria delle vittime, una Messa nella basilica di Certosa, celebrata dall’arcivescovo Marco Tasca, ha aperto le cerimonie del terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi che il 14 agosto del 2018 causò 43 vittime e portò a sfollare 619 persone e ad abbattere quattro edifici civili. In chiesa i ministri della Giustizia e delle Infrastrutture Marta Cartabia e Enrico Giovannini, con il sindaco Marco Bucci, il presidente della Regione Giovanni Toti, familiari delle vittime, cittadini comuni. «Siamo qui insieme per testimoniare questa ricerca delle risposte alle tante domande che ci sono. Penso alle famiglie delle 43 vittime e a tutte le persone che stanno soffrendo», ha detto l'arcivescovo Tasca, nell'omelia. «A Genova, lo Stato ha tradito la fiducia che i cittadini ripongono nei confronti delle istituzioni. Con il Ponte Morandi sono crollate le fondamenta del vivere civile, che è alla base della nostra comunità», ha detto . il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in occasione del terzo anniversario dal crollo del Ponte Morandi a Genova. «La realizzazione del Viadotto San Giorgio - sottolinea - è un primo passo verso il ripristino di questo legame. Dobbiamo progettare con lungimiranza, costruire con rapidità e attenzione, manutenere con cura”. “Per questo - conclude il premier -, voglio ringraziare il Sindaco di Genova, Marco Bucci, il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il Senatore a vita Renzo Piano e tutti coloro che sono stati coinvolti in quest’opera».

Il memoriale del parco sul Polcevera

Dopo la messa, la cerimonia per l’avvio della costruzione del Parco della Memoria, disegnato dall’architetto Stefano Boeri, con la demolizione di alcuni edifici; la commemorazione delle vittime con gli interventi dell’arcivescovo, dell’imam, del sindaco, del governatore, dei ministri e di Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo vittime del Morandi. Tutto nell’area sotto il nuovo ponte. Alle 11:36, momento del crollo del viadotto, è stato rispettato un minuto di silenzio e contemporaneamente sulla passerella che da ieri sera porta il nome “14 agosto 2018, in memoria delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi”, cittadini comuni e sfollati hanno lanciato nel torrente Polcevera 43 rose bianche, un lancio sarà accompagnato dai rintocchi di una campana tibetana, come avviene il 14 di ogni mese.

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Inchiesta e il processo

Per la tragedia del ponte Morandi la procura di Genova ha rinviato a giudizio 59 persone, tra le quali gli ex vertici di Aspi e della ex controllata Spea incaricata delle manutenzioni, e le stesse società. Le accuse, a vario titolo, sono di crollo doloso, attentato alla sicurezza dei trasporti, omicidio stradale, omicidio colposo plurimo, falso, omissione d’atti d’ufficio e rimozione dolosa di dispositivi per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Sul fronte giudiziario, a giugno di quest'anno la procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio di 59 persone per il crollo del Morandi. I pm contestano ad alcuni anche la colpa cosciente. Il 15 ottobre, come si è visto, inizierà l'udienza preliminare. Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d’atto d’ufficio, e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro.Rispetto agli indagati iniziali, 10 sono le posizioni stralciate in attesa di ulteriori approfondimenti (si tratta comunque di figure marginali), mentre tre indagati sono morti prima della chiusura delle indagini. è stato chiesto il giudizio anche per le società Aspi e Spea, la controllata che aveva il compito di eseguire le manutenzioni.

Tempi della giustizia e rischi prescrizione

La ricerca della verità e il lavoro della giustizia insomma vanno avanti, come il dibattito politico: «Sono convinto che non ci sarà alcuna prescrizione, salvo per i reati di minore importanza che sono stati doverosamente contestati, come l’omissione di atti d’ufficio per cui i tempi di prescrizione sono molto brevi», ha detto l’ex procuratore capo di Genova Francesco Cozzi a margine della cerimonia per il terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi. «Però per i reati più gravi, l’omicidio colposo, il disastro, i termini di prescrizione sono molto avanti e credo che i giudici sapranno giudicare in tempi ragionevoli. Rispettiamo i tempi della giustizia, c’è un’udienza preliminare che deve decidere se ci sarà un rinvio a giudizio. Non diamo cose per scontate, i tempi del processo devono portare a compimento le attività necessarie. Ci sono elementi che rendevano il cedimento prevedibile? Questa era la richiesta di rinvio a giudizio che ha fatto la procura, è evidente che se è contestata l’ipotesi colposa c’è anche una valutazione di prevedibilità dell’evento. E’ implicita. Per la Regione non lo so, sono certo che si costituirà parte civile il comune lo ha già detto».

La costituzione di parte civile

«Sulla costituzione di parte civile, che è anche un fatto tecnico, occorre non fare polemica. Di sicuro non seguiremo i consigli di chi ha promesso invano cose che non sono successe, ma ci muoveremo ascoltando i nostri avvocati per dare il massimo ritorno e il massimo risarcimento a questo territorio», ha affermato il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti questa mattina margine delle celebrazioni in occasione della commemorazione dei 3 anni dal crollo del viadotto Morandi a Genova.«Chi alimenta il tema della costituzione di parte civile - ha aggiunto- è la stessa parte che girava in lungo e in largo la Liguria dicendo che si potevano ritirare a costo zero le concessioni di autostrade. Sì e visto com’è finita. La costituzione di parte civile avverrà quando entreremo nella fase dibattimentale del processo, che è ancora nella fase istruttoria, quindi tra molti e molti mesi. La fede dibattimentale non comincerà prima della prossima primavera». Molti gli interventi di politici in ricordo delle vittime. «Ancora oggi resta molto difficile poter descrivere il sentimento di incredulità e di disperazione di fronte alle immagini del crollo del Ponte Morandi, una tragedia che poteva, e doveva, essere evitata. Ai familiari delle vittime va la nostra vicinanza, come a tutta la città di Genova», scrive il presidente della Camera Roberto Fico. «L'Italia riparta dal #ModelloGenova e dalla forza dei genovesi. La velocità nella ricostruzione del #PonteMorandi è un miracolo italiano e un messaggio di speranza. Oggi più che mai sono vicina nel ricordo delle vittime alle famiglie e alle loro battaglie di legalità e giustizia», scrive su Twitter la presidente del Senato Elisabetta Casellati. «Cercare la verità e la giustizia è un compito della magistratura. Ovviamente, l’attenzione va posta sugli aspetti penali dovuti a comportamenti sbagliati od omissioni e alla conseguente responsabilità civile», ha detto in un’intervista alla Stampa, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini, oggi a Genova per il terzo anniversario del crollo del ponte Morandi. «Garantire la sicurezza delle opere è prima di tutto un dovere etico e tutti devono lavorare per questo obiettivo».

«Tre anni fa una tragedia colpì Genova e l'Italia intera: 43 persone persero la vita in seguito al crollo del Ponte Morandi. Noi non dimentichiamo», dice il leader della Lega Matteo Salvini sul suo profilo Facebook. «Niente potrà mai cancellare quanto accaduto il 14 agosto di tre anni fa. Una giornata da ricordare sempre, ma che non sia solo una commemorazione ma un monito per la sicurezza dei cittadini. Una preghiera per le 43 vittime e i loro familiari. #PonteMorandi» scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia

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