«rivedremo sistema concessioni»

Genova, Toninelli: Autostrade metta i soldi, il ponte lo ricostruiamo noi. Toti: meno parole e più fatti

di An.Ga.

Crollo di Genova: un nuovo ponte in acciaio entro il 2020 pagato da Autostrade

5' di lettura

«Autostrade i soldi li mette, ma lo ricostruiamo noi il ponte». Lo afferma a Radio Anch'io il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, tornando a parlare della ricostruzione del ponte di Genova. «Che Autostrade debba ricostruire il ponte è scontato in termini risarcitori - ha detto - Sugli immani danni morali e civili è normale che debba mettere i soldi, ma è altrettanto normale che non possa ricostruire. Sarebbe irrispettoso nei confronti delle famiglie e dei cittadini».

«A rifare il ponte dovrà essere per me un’azienda di Stato. Fincantieri è un'eccellenza mondiale, possono realizzare il ponte in meno di un anno e lo faranno nel cantiere di Genova così da portare anche lavoro e lustro alla
città e ai genovesi che si stanno già rimettendo in piedi ma hanno bisogno di tutto il nostro supporto. Il fatto che sia Fincantieri, con Cassa depositi e prestiti, a occuparsi della ricostruzione permetterà allo Stato di avere un controllo molto
forte su tutto il processo». Così scrive invece Luigi Di Maio su Facebook.

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«Oggi Autostrade, con un ritardo di dieci anni, si vanta di aver dato il via libera alla pubblicazione della convenzione con il ministero dei Trasporti. Bella forza! Nel giro di pochi giorni sarebbe stata comunque pubblicata da Danilo Toninelli, nonostante la diffida a farlo che era arrivata proprio da parte del gruppo controllato dai Benetton».

Il governatore Toti: parlare meno fare di più per Genova
Nel botta e risposta sulla soluzione del caso Genova è intervenuto anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti: «Non si onora la memoria delle vittime ritardando la ricostruzione del ponte. Dal Governo mi aspetto fatti, non parole, men che meno polemiche». Così Toti replicando al ministro Di Maio. Toti non vuole che «Genova e la Liguria debbano aspettare anni di liti giudiziarie, o anni di dibattito parlamentare per riavere il proprio ponte». «Grazie a ragionamenti come questo qualcuno ci ha già fatto perdere tante opportunità, vedi la Gronda» ha aggiunto il governatore. Toti ha sottolineato: «C’è chi parla troppo, fa poco, e mistifica la realtà. Il ministro Luigi Di Maio sa bene che al di là delle chiacchiere quel ponte è ancora oggi nella concessione di Autostrade. Quindi è Autostrade che deve pagare la ricostruzione e presentare un piano lavori. Che poi lo possa fare Fincantieri o un’altra azienda di Stato, già abbiamo detto di essere tutti d’accordo. Quindi: Autostrade dia l’incarico di costruire il ponte a un’azienda pubblica».

Per Di Maio «quel che è certo è che il tema delle concessioni autostradali non si esaurisce con questa trasparenza fuori tempo massimo. Anzi, siamo solo all'inizio. L'unica soluzione è la nazionalizzazione. Non possiamo infatti lasciarle ad Autostrade: non siamo affetti dalla sindrome di Stoccolma. Le altre opzioni sono due. O darle a uno degli altri due concessionari autostradali, ossia passare dalla padella alla brace. O darle agli stranieri, ma non possiamo mettere un'altra infrastruttura strategica in mani straniere, come hanno fatto in passato i partiti ad esempio per le telecomunicazioni». Dunque secondo il vicepremier «è compito dello Stato gestire queste infrastrutture e garantire ai cittadini un servizio all'altezza delle attese (e delle spese)”.

Toninelli in audizione, «serve imponente piano di manutenzione»
Oggi il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli è stato audito dinanzi alle commissioni lavori pubblici di Camera e Senato sul crollo del ponte Morandi.«Bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna ricominciare a programmare gli interventi per evitare che eventi di questo genere vengano a determinarsi» secondo Toninelli per il quale il crollo «non è dovuto a una tragica casualità, ma conferma drammaticamente quello che questo governo e questo ministero hanno sostenuto fin dal loro insediamento. La prima vera grande opera di cui ha bisogno questo Paese è un imponente e organico piano di manutenzione ordinaria e straordinaria».

E ancora: «Questo è il momento della solidarietà e della coesione, nel quale tutti abbiamo il dovere di stringerci intorno a Genova con un unico obiettivo:
restituirle il più presto possibile la quotidianità perduta, fare chiarezza sulle cause del crollo del ponte Morandi e individuare le responsabilità di questa tragedia, dando piena fiducia e sostegno al complesso lavoro della magistratura. Le prime famiglie hanno già ricevuto un alloggio e secondo il cronoprogramma tutte le persone sfollate avranno un'abitazione entro metà novembre».

GUARDA IL VIDEO - storia del viadotto Morandi, dalle polemiche al crollo

«Rivedremo intero sistema concessioni
«Questo governo - ha aggiunto il ministro - farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e degli obblighi convenzionali, valutando di volta in volta se l'interesse pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione oppure dalla rinegoziazione dei contratti in essere in modo che siano meno sbilanciati a favore dei concessionari».

«Presto su sito Mit tutte le convenzioni»
Quanto alla decisione di Autostrade per l’Italia di pubblicare online il testo della convenzione (e tutti gli allegati) con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, Toninelli ha evidenziato in audizione: «Venerdì scorso ho dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione. E ciò «malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire».

«L’ho fatto - ha rivendicato Toninelli - in modo da dare davvero trasparenza all'opinione pubblica sui numeri grazie ai quali i padroni delle autostrade
si sono arricchiti gestendo beni che appartengono a tutti noi». E ancora: «Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia oggi ha deciso improvvisamente di voler fare trasparenza, cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico. Lo ha fatto dopo i 43 morti di Genova ma in precedenza la stessa società ci aveva formalmente diffidato dalla pubblicazione minacciando azioni legali». E in un post su Facebook ha aggiunto: «Nelle prossime ore saranno» pubblicate «via via online sul sito del ministero tutti gli atti delle altre convenzioni» sulle concessioni autostradali.

«Su convenzioni responsabilità solo politica»
Toninelli ha sottolineato inoltre come «tutte le Convenzioni Uniche sottoscritte nel periodo 2007-2008 sono state approvate per legge sotto i Governi di centrosinistra e centrodestra di quegli anni. Questa procedura ha di fatto escluso la valutazione da parte degli Uffici amministrativi preposti all'epoca ovvero Anas, Mit e Mef. Quindi sullo stato attuale delle Convenzioni, essendo state escluse le Amministrazioni, la responsabilità è unicamente politica».

«Pedaggi andavano drasticamente ridotti»
«Il capitale investito dalla maggior parte delle concessionarie era già stato ampiamente ammortizzato e remunerato, tra la metà e la fine degli anni '90. Pertanto, le tariffe avrebbero quantomeno potuto essere drasticamente ridotte» ha aggiunto il ministro delle infrastrutture, che ha rincarato così la dose: «Degli extraprofitti hanno beneficiato totalmente le società concessionarie, a discapito dei cittadini che hanno visto e vedono di volta in volta aumentare il costo dei pedaggi».

Crollo di Genova: un nuovo ponte in acciaio entro il 2020 pagato da Autostrade

Da settembre convocati tutti concessionari
«A partire da settembre, convocherò tutti i concessionari delle infrastrutture, chiedendo un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a realizzare un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando. Ad esso dovranno essere corrisposte risorse adeguate agli utili che esse ricavano dalla gestione» ha concluso il ministro.

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