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Genova torna alla vela leggera con le regate delle barche olimpiche

di Antonio Vettese

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3' di lettura

Bisognerebbe iniziare scrivendo il classico “c'era una volta”. Perché sì, nel secolo scorso uno degli appuntamenti principali per le regate dedicate alle barche olimpiche era la gloriosa Settimana Velica di Genova, una tradizione antica dello Yacht Club Italiano, pure lui antico visto che, fondato nel 1879, è il più anziano del Mediterraneo. Genova adesso riprova a impegnarsi per la vela leggera, complici una serie di concause: nuovi presidenti di Federazione Italiana Vela e Yacht Club, Francesco Ettorre e Nico Reggio, rinnovate passioni per il mare di Comune e Regione che celebrano una sintonia di intenti verso le barche e il mare senza precedenti negli ultimi anni.

L'evento di questi giorni è stato il CICO, Campionato Italiano Classi Olimpiche, la gestione organizzativa è del citato Yacht Club Italiano che fa da capofila di 14 circoli liguri. La grande novità è che il grande padiglione costruito per ospitare il Salone Nautico con progetto di Jean Nouvel è stato la sede a terra, che ha consentito in giorni di vento forte agli atleti la possibilità di lasciare le barche armate al coperto, quando di solito sono sulla spiaggia o sui pontili.

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(foto Martina Orsini/Fiv)

«Siamo molto soddisfatti – ha detto il presidente della Federazione Italiana Vela Francesco Ettorre – la manifestazione è riuscita molto bene e vogliamo farla crescere. Genova è la sede della nostra federazione e da anni non c'e una manifestazione di rilievo per queste classi. Devo ringraziare il Comune che ha avuto un ruolo trainante per coordinare tutti gli interventi, senza dimenticare Regione, Ucina Confindustria Nautica e ovviamente lo Yacht Club Italiano. Per i prossimi anni abbiamo in progetto una regata internazionale di avvicinamento alle Olimpiadi, che sono per tutti l’obiettivo da centrare».

Alla fine delle regate sono arrivati i titoli italiani per le 10 classi olimpiche e la paralimpica 2.4mR; i campi di regata erano tra il lido di Albaro e la diga foranea del porto di Genova, questo l’elenco dei campioni: Ruggero Tita e Caterina Banti, che poche settimane fa avevano vinto il premio Velista dell'Anno hanno conquistato il titolo nella classe Nacra 17, il catamarano misto olimpico; Antonio Squizzato vince nella categoria paralimpica 2.4 dopo aver dominato il campionato; Alessio Spadoni indossa il tricolore nel Finn, l'impegnativo singolo che è stato dei grandissimi campioni e la cui sorte è seriamente minacciata nel dopo Tokio; nel 470 vittoria di Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò che indossano anche la divisa del gruppo sportivo della Marina Militare; il titolo 470 femminile va a Benedetta Di Salle e Sveva Carraro; nella tavola RSX vince tra i maschi Mattia Camboni e tra le ragazze Flavia Tartaglini; titolo nello skif 49er per Gianmarco Togni e Uberto Crivelli Visconti; nei Laser Radial vince Joyce Floridia e nel Laser Standard Marco Gallo che sorprende i grandi favoriti nell'ultima giornata.

Dice il presidente obiettivo Tokio: il campo di regata delle prossime Olimpiadi sarà lo stesso della edizione 1964, con base presso lo Enoshima Yacht Club, il Comitato Olimpico internazionale, dopo lunghe discussioni e ventilate introduzioni di nuove classi come il kite surf ha deciso di confermare le stesse barche presenti a Tokyo ma ha ridotto il numero massimo degli atleti a 350 con la indicazione di arrivare in futuro alla “gender equality”, ovvero stesso numero di maschi e femmine che nella vela non è esattamente facile da raggiungere: a Rio i velisti erano 380 di 66 nazioni, 217 maschi e 163 femmine. La novità rispetto a Rio è che il Nacra 17 sarà in versione foiling, si solleva cioè dall'acqua.

«Vogliamo dare più consistenza alla nostra squadra olimpica, ci servono fondi ma anche partecipazione – ha detto il presidente Ettorre – servono circa 300 mila euro per anno e per raccoglierli vogliamo realizzare il quello che abbiamo chiamiato il Club Top 2020. La nostra idea è di circondarci di imprenditori e sponsor o meglio partner che con quote di partecipazione di 50/60 mila euro stiano vicini alla squadra e che l'aiutino nel suo percorso. La vela è circondata e partecipata da tanti che potrebbero avere un ruolo concreto».

È un po' il principio che ha sorretto le squadre olimpiche inglesi vincenti negli ultimi anni, dove la tradizione ha sempre visto protagonisti imprenditori e velisti, famiglia reale compresa, con risultati che l’hanno portata verso il primato nel medagliere. Certo i denari non bastano, come sempre bisogna sapere come spenderli. Ma questa è un'altra storia.

(foto Martina Orsini/Fiv)

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