nuovo vertice A palazzo chigi

Gentiloni: «Alitalia non può essere nazionalizzata». Calenda: prestito da 300-400 mln

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«Sulla questione Alitalia bisogna dire la verità, l'ho già detta prima, lo dico anche adesso: non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione di Alitalia». Parole chiare, quelle usate questa mattina dal premier Paolo Gentiloni al termine di una visita al pastificio Rummo di Benevento, nel Sannio. Il Governo, ha sottolineato il presidente del Consiglio si sente comunque «impegnato a difendere lavoratori, utenti, contribuenti e cittadini per non disperdere risorse e asset della compagnia», una priorità su cui, ha ssicurato «lavoreremo sapendo tuttavia che l'esito del referendum rende più difficile la sfida». «Bisognerebbe - ha aggiunto Gentiloni, che non ha nascosto la sua preoccupazione per la vicenda dell’ex compagnia di bandiera - essere in grado di stare sul mercato per competere. Da parte mia c'è stata delusione per il fatto che l'opportunità dell'accordo tra aziende e sindacati non sia stata colta».

Vertice a Palazzo Chigi Gentiloni-ministri
In serata è stato convocato un nuovo vertice su Alitalia a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni e i ministri competenti Graziano Delrio, Giuliano Poletti, Carlo Calenda. Presente anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

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Calenda: prestito ponte da 300-400 milioni
Sulla drammatica crisi in cui versa l’ex compagnia di Stato è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, conermando l’ipotesi di un prestito ponte pubblico «intorno ai 300-400 milioni di euro per assicurare sei mesi di gestione» alla società in vista della vendita ad «un acquirente che sappia gestirla». Sull’ipotesi di un interessamento di Lufthansa Calenda ha risposto: «Lo spero, sarebbe interessante da esplorare». Intervenuto questa mattina a Mix24 condotto da Giovanni Minoli su Radio 24 il ministro ha sottolineato anche il fatto che nella vicenda Alitalia il management operativo della compagnia «ha sbagliato moltissimo, anche con una certa dose di arroganza» ma questo «non vuol dire che ci sia la possibilità di tornare ad un management pubblico che non mi pare abbia fatto meglio nel corso degli anni».

Calenda: crisi come quella Alitalia non è mai colpa dei dipendenti
Quanto alla diffidenza per il piano di salvataggio mostrata dai dipendenti Alitalia, Calenda ha spiegato che piloti e operatori di terra «vengono da 20 anni in cui le hanno viste tutte», senza dimenticare «che un pezzo di sindacato ha fatto circolare l’idea che poi alla fine paga Pantalone». Per il titolare del Mise una crisi aziendale come quella di Alitalia «non è mai colpa dei dipendenti. La dimensione in termini di costi di Alitalia rispetto a volumi che genera è una dimensione insostenibile, quindi la razionalità di fare un piano che preveda anche in maniera molto attenta una riduzione dei costi fissi è inevitabile».

La visita alle eccellenze produttive del Sannio
Prima della visita alla fabbrica Rummo a Benevento, rimesso a nuovo dopo essere stato gravemente danneggiato dall'alluvione che nell'ottobre del 2015 devastò ampie zone del Sannio, Gentiloni si è recato in elicottero ad Airola, per una veloce visita allo stabilimento Adler, considerata una delle eccellenze produttive della Campania nell'automotive e nell'aerospazio. Ad accoglierlo, tra gli altri, il presidente di Adler Group, Paolo Scudieri, il sindaco di Airola, Michele Napoletano, il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro.

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