a bruxelles

Gentiloni: «Boschi sarà candidata, su Etruria ha chiarito»

di C. Marroni e B. Romano


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(ANSA)

3' di lettura

BRUXELLES - «Non sono il giudice del valore aggiunto o non aggiunto. Penso che Maria Elena abbia chiarito tutto quello che c'è da chiarire, quindi sarà candidata dal Pd e mi auguro che abbia successo». Il premier Paolo Gentiloni
al termine del vertice Ue risponde così alla domanda se la candidatura della sottosegretaria Boschi – alla luce della vicenda che riguarda la Banca dell'Etruria e la testimonianza del presidente Consob in commissione banche - sia un valore aggiunto per il Pd. E aggiunge: «Il ministro Boschi ha chiarito le circostanze emerse nell'audizione del presidente della Consob. Non mi permetto di dare giudizi sulla commissione ma mi auguro che le prossime settimane non siano dominate da bisticci sulle banche», prendendo quindi le distanze da come le notizie sulle banche stiano condizionando il clima politico pre-campagna elettorale. E a proposito di voto, circa un'ipotetica “Lista Gentiloni” alle prossime elezioni afferma che «non mi sembra cosa realistica. La mia somiglianza con Dini (l'allora premier che fondò un suo nel 1996, ndr) grande personalità, è scarsa. Io faccio parte di un partito, sono dirigente di un partito, prestato in questo momento a fare il lavoro che sto facendo»

Gentiloni: inacettabili posizioni alcuni paesi Ue su migranti
«Resta un’indisponibilità a nostro avviso inaccettabile di alcuni Paesi a rispettare le decisioni prese» sulla gestione dei migranti, spiega il premier circa la riforma del regolamento di Dublino (che riguarda i rifugiati, ndr). E precisa: «non siamo a un'intesa e neppure alla vigilia di un'intesa». Inoltre «resta un’indisponibilità inaccettabile di alcuni Paesi, in particolare i Visegrad», che ieri hanno annunciato di versare all'Italia 36 milioni. «Non rispettare decisioni comuni è inaccettabile». Questa è quindi la posizione italiana sull’opposizione dei paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) ad applicare il sistema delle quote obbligatorie di ricollocamento dei rifugiati. Il premier conferma che in questa fase, nelle discussioni di qui a giugno, l’Italia cercherà di far affermare posizioni «nel consenso» e sembra fiducioso: «Il mio auspicio, la mia impressione fondata, è che se riusciremo ad avere risultati importanti nel freno alla pressione dei flussi irregolari e del traffico criminale di esseri umani, sara' possibile un atteggiamento meno di chiusura da parte dei paesi che oggi rifiutano le decisioni comuni».

«L’Italia non è la pecora nera della stabilità»
Al tavolo dei 27 c'è «un alto numero di Paesi in cui esistono, purtroppo, maggioranze fragili, governi di minoranza. Non c'è un contesto in cui l’Italia è la pecora nera e gli altri sono iper stabili» dice ancora Gentiloni sulla situazione interna italiana e il nodo stabilità in vista delle elezioni. «Si parla delle elezioni italiane come di quello che accade in Germania o che accadrà in Catalogna. La frequenza dei governi in Italia non coglie di sorpresa. Anzi, qualcuno parla di italianizzazione politica nei propri contesti, è una dinamica opposta», aggiunge. «Noi spingiamo per approfittare di questa situazione» di crescita perché «si traduca in una maggiore integrazione economica e monetaria. Non abbiamo paura noi italiani, anzi la consideriamo una priorità». E sulla riforma dell'eurozona di cui è iniziata la discussione sulla base delle proposte della commissione dice: «Sul tavolo c'è un contesto per fare passi in avanti e l'Italia giudica con favore, come una buona base di partenza, le proposte della Commissione Ue» sulla governance dell'Eurozona, ma certamente la discussione «ha mostrato al momento posizioni piuttosto divaricate».

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