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Gualtieri: Lega vuole uscita da euro, nemica dell’Italia

Il neo commissario agli affari economici Gentiloni ha detto che la discussione sull'Edis, cioè lo schema comune di garanzia dei depositi, ultimo pilastro dell’Unione bancaria, «non sarà facile». La discussione ha mostrato le differenze tra i Paesi, ma è comunque un inizio


Che cos'e' e a che serve il Mes

4' di lettura

La Lega? Vuole l’uscita dall’euro, quindi è contro gli interessi dell’Italia. È il messaggio lanciato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dell’Ecofin. «È noto - ha detto il responsabile dell’Economia del Conte due - che Borghi e la Lega sono per l’uscita dall’euro e quindi si confermano nemici degli interessi dell’Italia, della tutela dei risparmi. Se si facesse quello che dice Borghi gli italiani perderebbero molti soldi, il valore dei loro stipendi e delle loro pensioni, verrebbe drasticamente ridotto, quindi l’Italia sarebbe un Paese molto più povero, è una ricetta fallimentare che per fortuna non incontra il favore degli italiani».

Il leader della Lega propone di ridurre le tasse per rilanciare l’economia? «Salvini - ha ricordato Gualtieri - ha alzato le tasse e ha aumentato il debito, è riuscito a fare le due cose insieme, invece noi riduciamo le tasse e mettiamo il debito su un percorso di discesa, e rilanciamo gli investimenti, non li tagliamo».

L’Eurogruppo, ha spiegato il presidente dell’organismo Mario Centeno - ha raggiunto un accordo di principio su «tutti gli elementi della riforma» del Mes, incluse le «note esplicative» sulle clausole di azione collettiva (cacs), su cui l’Italia si è battuta durante la riunione». Centeno ha sottolineato che serve ancora lavoro tecnico su altri aspetti che sarà concluso nella riunione di gennaio. Dopodiché il testo sarà tradotto nelle diverse lingue nel corso del primo semestre 2020, e nel secondo semestre sarà ratificato.

Gualtieri: eccesso di potere? Sì, ma degli Stati
Sul tavolo della riunione dell’Ecofin, dunque, la riforma del Mes. «Se c’è un eccesso di potere del Mes è un eccesso di potere degli Stati che hanno potere di veto, non si può prendere decisione se non all’unanimità o con una maggioranza che dà all’Italia potere di veto», ha aggiunto il ministro del Pd.

Evitate decisioni su debito sovrano, occorre confronto su tutti rischi
Il ministro ha confermato che la “roadmap” per il negoziato sul regime europeo di garanzia dei depositi bancari e il completamento dell’unione bancaria proposta dal livello tecnico dell’Eurogruppo «non è stata accettata dai ministri finanziari perché c’erano criticità». «Sono state evitate decisioni sulla modifica del trattamento prudenziale dei titoli di stato detenuti dalle banche che era la questione più rilevante per l’Italia perché - ha spiegato il ministro - tale modifica avrebbe un effetto negativo sulla stabilità e anche sulla competitività del nostro sistema finanziario rispetto ad altre giurisdizioni».

«C'è clausola flessibilità in ristrutturazioni»
Gualtieri ha ricordato che «la sub aggregazione (delle single limb cacs, ndr) è una clausola che consente un’opportuna flessibilità nei casi di ristrutturazione del debito, che resta una possibilità remota e non automatica. Quando questa circostanza avviene è importante esista una flessibilità e quindi un voto differenziato per tutelare tipologie di risparmiatori da comportamenti squilibrati».

Gentiloni: non c'è ancora una “roadmap” per garanzia depositi
Dopo una notte di negoziati il neo commissario agli affari economici, Paolo Gentiloni ha detto che la discussione sull’Edis, cioè lo schema comune di garanzia dei depositi, ultimo pilastro dell'Unione bancaria, «non sarà facile, la discussione di ieri ha mostrato le differenze tra i Paesi», ma «è un inizio, ed è rilevante che queste porte che sembravano chiuse un paio di anni fa ora sono state riaperte».

Il commissario: non solo Italia, anche altri hanno discusso
«C'è stata una discussione che ha coinvolto diversi Paesi su aspetti secondari, legali, la Commissione non è protagonista perché non firma il Trattato ma abbiamo visto una discussione dove almeno 5-6 Paesi avevano opinioni diverse, non c'è stato un processo legato ad un solo
Paese» ha aggiunto Gentiloni rispondendo a chi gli chiedeva se l’Italia avesse combattuto da sola la sua battaglia sul Mes. «Come vi ho sempre detto nessun Paese ha nulla da rischiare da questo nuovo meccanismo di backstop, tantomeno l'Italia», ha spiegato.

Gualtieri: difesi interessi Roma, evitato isolamento
«Sono molto soddisfatto dell'esito dell'Eurogruppo, si trattava di un passaggio molto importante, complesso, delicato, occorreva tenere conto delle prerogative parlamentari italiane, e sostenere e difendere gli interessi nazionali», evitando «l’isolamento del Paese e di dare messaggi sbagliati sull’impegno dell'Italia in Ue. Penso siamo riusciti a farlo in modo efficace» ha detto il ministro dell’Economia. In nottata, al termine dell’Eurogruppo Gualtieri veva spiegato che sul Mes «è stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali». Tre gli obiettivi raggiunti: «la possibilità di una subaggregazione dei titoli» (nell'ambito delle clausole Cacs, ndr), le ipotesi di «condizionalità sul backstop» e «l’eliminazione dalla roadmap a riferimenti al trattamento prudenziale dei titoli sovrani». «Io sono fiducioso - aveva aggiunto - che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza».

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