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Gentiloni promosso dall’Europarlamento: «Sì all’uso delle finanze pubbliche per le economie in crisi»

Il commissario designato agli Affari economici relaziona a Bruxelles sulle linee guida della sua politica: «Farò uso delle flessibilità quando necessarie, per ottenere una fiscal stance appropriata»

dal nostro corrispondente Beda Romano

Paolo Gentiloni: ecco il profilo del nuovo commissario europeo

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Candidato commissario agli affari economici, Paolo Gentiloni ha ottenuto giovedì 3 ottobre il benestare del Parlamento europeo in una audizione pressoché priva di asperità. Pur fedele al ruolo delle regole di bilancio nella riduzione dei debiti statali, l'ex presidente del Consiglio ha messo l'accento sull'importanza delle finanze pubbliche per stabilizzare le economie nazionali, confermando di credere alla necessità di dare una impronta anti-ciclica al Patto di Stabilità.

«Darò alla bozza di bilancio italiano, attesa tra 12 giorni qui a Bruxelles, esattamente la stessa attenzione, lo stesso atteggiamento di dialogo e la stessa serietà che applicherò alle altre Finanziarie», ha affermato l'ex premier, rispondendo alle domande del deputato popolare tedesco Markus Ferber qui a Bruxelles. «Voglio essere chiaro su questo punto. Non sarò nel collegio dei commissari il rappresentante di un singolo governo, ma sarò semplicemente commissario europeo».

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In questo senso, Paolo Gentiloni ha aggiunto che le prossime previsioni economiche della Commissione, previste il 7 novembre, «ci diranno (…) se la crescita è destinata a riprendersi o se invece il rallentamento è destinato a durare. Questo sarà molto importante perché permetterà alla Commissione di indicare la posizione di bilancio (fiscal stance, ndr) per il prossimo futuro». La presa di posizione giunge mentre in Europa si dibatte se e come aumentare la spesa statale per aiutare l'economia.

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«No» solo da da nazionialisti e sinistra radicale
Più in generale, l'ex premier ha sottilineato l'importanza di usare le finanze pubbliche per stabilizzare le economie in difficoltà. Ha spiegato che da commissario il suo obiettivo sarà di perseguire «politiche di bilancio più coordinate tra loro, tenuto conto delle ovvie differenze nazionali, con una attenzione particolare agli investimenti». L'uomo politico ha fatto propria la posizione comunitaria secondo la quale i paesi con margini di bilancio dovrebbero aumentare la spesa pubblica.
Come detto, l'uomo politico italiano ha ottenuto il benestare delle forze politiche nella commissione affari economici, nonostante abbia aperto a politiche più espansive nella zona euro nel caso le prossime stime economiche fossero particolarmente pessimistiche. A esprimersi a favore sono stati i socialisti, i popolari, i verdi e i liberali. Contrari i nazionalisti e la sinistra radicale. La lettera di approvazione, ha detto un funzionario parlamentare, prevederà possibili osservazioni.

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Tornando all'audizione, Paolo Gentiloni si è detto favorevole a una semplificazione del Patto di Stabilità (una valutazione di due regolamenti deve essere compiuta entro la fine dell'anno). Si è detto d'accordo con la tesi del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche (Fiscal Board, in inglese) secondo il quale «il Patto dovrebbe essere più semplice, permettere politiche anti-cicliche, ed essere più facilmente applicabile» (si veda Il Sole/24 Ore del 14 settembre scorso).

Apertura sugli investimenti ambientali
Sempre nel corso dell'audizione, l'ex presidente del Consiglio ha precisato che «se decidiamo modifiche legislative del Patto di Stabilità bisognerà farlo con grande cautela», senza fare del Patto «un carciofo». Priviligerà quindi una interpetazione delle regole piuttosto che un cambiamento delle regole. Ha aggiunto che l'idea di scorporare dal calcolo del deficit gli investimenti in campo ambientale «è una questione molto seria di cui discutere nei prossimi mesi».
Infine, il candidato ha assicurato i deputati che intende lavorare «in modo ambizioso» su un progetto di riassicurazione dei sussidi di disoccupazione, fatto proprio dalla Commissione von der Leyen che entrerà in carica il 1 novembre. Ha avvertito però che lo schema non potrà prevedere trasferimenti tra Stati. «Mi rendo conto che il tema provoca divisioni tra paesi membri, ma la discussione deve continuare: il futuro dell'unione monetaria dipende da un suo rafforzamento».

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