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Gentiloni: «Il Recovery fund è senza condizionalità ma con obiettivi di riforme. Impegnare il 60% delle risorse entro il 2022»

Gli Stati membri si assumono la responsabilità della propria crescita: lo ha detto il commissario all'economia Paolo Gentiloni

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(EPA)

Gli Stati membri si assumono la responsabilità della propria crescita: lo ha detto il commissario all'economia Paolo Gentiloni


2' di lettura

Nessuna troika, ma un monitoraggio periodico per verificare il rispetto degli obiettivi di riforma indicati dagli stessi Governi. Il Recovery and Resilience facility «non ha a che fare con condizionalità e intrusione di Bruxelles, è volontario, gli Stati membri si assumono la responsabilità della propria crescita», ha spiegato il commissario all'economia Paolo Gentiloni presentando insieme al vicepresidente dell’Esecutivo Ue Valdis Dombrovskis i dettagli del piano di rilancio europeo anti-Covid, il «NextgenerationEu» svelato mercoledì 27 maggio da Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo. «Certamente il sostegno delle sovvenzioni è legato all'attuazione con successo delle politiche», ha aggiunto.

Gentiloni ha sottolineato la necessità che le risorse siano disponibili il prima possibile. «La nostra proposta è che almeno il 60% della sovvenzioni siano impegnate legalmente entro la fine del 2022, con un promemoria entro la fine del 2024. La Commissione - ha aggiunto - valuterà i piani di riforma dei governi nazionali per allocare i fondi esaminando se sono in linea con le sfide individuate nel semestre europeo, se contribuiscono a rafforzare crescita, resilienza e coesione e se vanno nella direzione della transizione verde e digitale».

Gli Stati devono presentare il Recovery plan alla Commissione ad aprile, come allegato al programma nazionale di riforme, ma possono già sottoporlo a ottobre assieme alla bozza di legge di stabilità così possiamo valutarlo più rapidamente, «anzi incoraggiamo a farlo», ha detto l’ex presidente del Consiglio.

«Il Recovery plan guarda al futuro degli investimenti, ma bisogna guardare anche a fare le necessarie riforme», ha aggiunto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis presentando il Recovery e resilience facility, uno degli strumenti del Recovery plan che avrà 560 miliardi a disposizione, la maggior parte in sovvenzioni e gli altri in prestiti. «Questo strumento aiuterà gli Stati a finanziare le riforme pro crescita, la coesione sociale e i problemi economici. Dobbiamo agire insieme». I fondi del Recovery plan «arriveranno agli Stati membri in tranche legate agli obiettivi di riforma», che gli stessi Stati indicheranno nel loro piano e che dovranno di volta in volta centrare. Se gli Stati membri non rispettano «le priorità stabilite dall'Ue» e «non implementano gli obiettivi, perdono i soldi di una rata», ha chiarito Dombrovskis

È di 750 miliardi di euro l'ammontare del Fondo per la Ripresa, così come proposto mercoledì 27 maggio dalla Commissione europea dopo lunghe settimane di tergiversazioni. L'esecutivo comunitario ha proposto inoltre che il nuovo strumento, che sarà oggetto ora di negoziato tra i Ventisette, distribuisca 500 miliardi sotto forma di sovvenzioni e altri 250 miliardi sotto forma di prestiti. E' uno storico passo nell'integrazione europea.

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