il commissario europeo

Gentiloni: per il Recovery serve sforzo sulle riforme. Bene certificato vaccinazioni, ci lavoriamo

Ancora necessari passi in avanti sugli investimenti e i tempi di realizzazione. Concorrenza, giustizia civile, efficacia della Pa, evasione fiscale gli ambiti in cui intervenire

di Nicola Barone

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2' di lettura

Nel suo Piano per la resilienza e ripresa per accedere al Next Generation Ue l’Italia ha fatto «bene sui grandi obiettivi strategici, un buon lavoro anche dal governo precedente, ma ci sono ancora passi in avanti necessari non solo nel precisare gli investimenti e sui tempi dei traguardi da raggiungere, ma soprattutto sul lato delle riforme». Fra queste in cima sono «concorrenza, tempi della giustizia civile, efficacia della Pa, evasione fiscale». Così il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni durante il Forum Ansa.

Sui piani nazionali «nessun Paese è indietro», precisa Gentiloni, augurandosi che «almeno per alcuni» il prefinanziamento del 13% possa essere erogato prima della pausa estiva. «Ma è una lotta contro il tempo, prima di tutto è in mano ai parlamenti nazionali che devono ratificare le decisioni».

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Bene convergenza sulle priorità europee

Il nostro Paese «ha fatto un buon lavoro nel convergere su quelle che sono le grandi priorità che la Commissione Ue ha voluto mettere per il Piano di rilancio e resilienza, e cioè sulle transizioni ambientale e digitale». Per il commissario Ue ciò non costituisce «un omaggio formale», giacché il rispetto degli impegni su questi fronti «è la prima delle priorità per noi» e la stessa Italia «ha molto da guadagnare» su tali fronti.

Sostenere l’economia ma con debito “buono”

Per Paesi ad alto debito come l’Italia «non è il momento del ritorno all’austerità, ma occorre che evitino di prendere decisioni che mettono vincoli permanenti di debito cattivo». Nelle parole del commissario europeo si riaffaccia la distinzione fatta al meeting di Rimini dal premier Mario Draghi, la scorsa estate. «È molto importante che l’Italia e i Paesi ad alto debito continuino a sostenere le loro economie», ha comunque affermato Gentiloni ricordando l’appello, al G20 finanziario, di tutti i Paesi a non ritirare troppo presto le misure di sostegno alla crescita. Come rilevato dall'Istat, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil nel 2020 è stato pari a -9,5%, a fronte del -1,6% nel 2019.

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Certificato vaccinazioni, lavoriamo a questo strumento

Quanto all’ipotesi di un certificato comune, a giudizio di Gentiloni «non deve contenere chissà quali informazioni ma semplicemente il dato che il titolare è stato vaccinato ed eventualmente se solo con la prima o anche con seconda dose». Detto questo c’è una parte «molto delicata e difficile del problema», che riguarda la necessità di «bilanciare l’interesse alla ripresa di settori economici con l’evitare discriminazioni». Intanto «lavoriamo a questo strumento» che deve essere europeo, perché «il rischio che ciascuno faccia in casa propria è un rischio che vogliamo evitare».

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