DOPO L’ATTACCO uSA IN sIRIA

Gentiloni: «L’azione di stanotte acceleri i negoziati»

di Nicoletta Cottone e Mariolina Sesto

Il lancio dei missili in Siria (Ansa)

5' di lettura

«L'azione di questa notte come noto si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, nel corso di una dichiarazione sulla Siria, questa mattina a Palazzo Chigi. «L’azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra», ha sottolineato ancora il premier Gentiloni. «Gli Stati Uniti - ha detto - hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare». Gentiloni ha reso noto di aver avuto in queste ore colloqui con il presidente francese Hollande e la cancelliera Merkel: «abbiamo preso il comune impegno perché l’Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria».

Impegno comune per la ripresa dei negoziati
Il presidente del Consiglio italiano ha sottolineato che «c'è l'impegno comune perché l’Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria». L’Italia, ha detto ancora il premier, «è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l’egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia». Sono convinto, ha detto ancora il premier, «che l’azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico». Questa notte il premier Gentiloni ha chiamato l'alto rappresentante per la politica Estera europea, Federica Mogherini in merito all'attacco Usa in Siria.

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Chi fa uso di armi chimiche non ha attenuanti
«Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni», ha detto ancora il premier Gentiloni nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. E ha ricordato le immagini di sofferenza viste nei giorni scorsi in seguito all’uso delle armi chimiche in Siria: «non possiamo pensare di rivederle».

Alfano, azione militare Usa proporzionata
«L’Italia comprende le ragioni di un'azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonché quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall'Onu», ha dichiarato il ministro degli Esteri Angelino Alfano una nota sottolineando che «il governo segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione». Gli attacchi aerei a Khan Sheikhoun del 4 aprile scorso, ha dichiarato ancora Alfano, «sono stati spietati per il loro carico di vite umane, inclusi molti bambini, e per la loro efferatezza. Sono atti vili che l’Italia e l’Ue hanno condannato fermamente e che si sommano alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Assad e delle atroci violenze ai danni dei civili nei confronti dei quali le sue forze armate si sono più volte rese responsabili».

Il vicario del Papa, cardinale Comastri: la guerra è la sconfitta dell’umanità
«La violenza non è mai una vittoria, non vince mai nessuno. La guerra è una sconfitta dell’umanità e non risolve i problemi. È nel dialogo che si risolvono i conflitti», ha detto il cardionale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano e arciprete della Basilica di San Pietro,ospite di ‘Bel Tempo si spera' su Tv2000, commentando il lancio di 59 missili degli Usa contro la Siria.
«L’Onu – ha aggiunto il card. Comastri - è nato dalla disperazione della Seconda Guerra Mondiale. Oggi purtroppo l’Onu non esiste più, è sconfitto il dialogo e non siamo più capaci di parlare. Le guerre si decidono a tavolino e chi decide di compierle non le soffre. Le guerre le soffrono i poveri, i piccoli, gli indifesi. Ecco perché la guerra non possiamo mai accettarla».

M5S: in piazza se l’Italia collabora
«Non so cosa succederà nelle prossime 24h, so soltanto che se il Governo italiano dovesse minimamente pensare di collaborare a questo crimine mi troverete sotto Palazzo Chigi ad attendere il ministro Pinotti e il presidente Gentiloni, e spero possiate esserci tutti voi con me. Questa gente è pericolosa», sottolinea Di Stefano. ha scritto su Facebook Manlio Di Stefano, responsabile Esteri del M5S.

Cicchitto: ora trattativa reale
Per Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera «questa azione militare Usa che costituisce una reazione all’attacco chimico blocca la tendenza finora prevalente per cui Assad godendo di una vasta copertura internazionale poteva impunemente distruggere tutti gli avversari come avvenuto ad Aleppo. D’ora in avanti ci dovrà essere una trattativa reale che non dia però per scontato nulla neanche il possesso totale della Siria da parte di un nucleo di potere da sempre largamente minoritario».

Salvini: Trump ostaggio di minoranze
«Ho cambiato idea su Trump? No, mi sembra però che sia ostaggio di troppe minoranze sia esterne che interne, i generali, gli ultrà, i neocon, i Democratici, la
riforma della sanità, gli anti-Putin», ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, interpellato dai giornalisti al suo arrivo per una visita al Salone del Mobile di Milano.«Spero - ha aggiunto - che riesca a mantenere quello che ha scritto nel suo programma, che io continuo a sostenere. Nel suo programma non c'era il sostegno all’Isis con i missili». Tra Trump e Putin? «Io - ha risposto - scelgo la pace, il dialogo, il commercio: 59 missili non sono mai una risposta intelligente a niente. Non si tratta di scegliere fra l’uno e l’altro: Putin è stato il primo, con coraggio, che ha combattuto contro l’Isis, che è il pericolo pubblico numero uno. E in questo momento questi missili danno ossigeno e forza all’Isis».

Meloni: l’attacco missilistico lascia perplessi
«Lascia perplessi l’attacco missilistico Usa in Siria prima che sia stata fatta piena luce sull’uso di gas letali nella città di Idlib», ha affermato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, sottolineando che la priorità dev’essere la lotta all’Isis e auspicando che Trump non segua «la folle politica» di Obama di «sostanziale sostegno» ai fondamentalisti islamici ed esca dalla «vergognosa ambiguità» degli Usa nell’area mediorientale.

Capezzone: Trump sveglia l’Occidente
«Con l’operazione Usa di stanotte in Siria, finisce l'era Obama (bene). Gli Usa abbandonano la strategia del non intervento (ancora bene). Ora servirebbe la rimozione di Assad e una transizione capace di eliminare Isis, togliere all’Iran una golden share nell'area, ed evitare che Putin sia il player principale. Si chiama Occidente: se Trump lo risveglia, forza Trump!», ha scritto in una nota Daniele Capezzone, deputato di Direzione Italia.

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