le reazioni

Gentiloni: «Non è un lieto fine, Brexit monito contro nazionalismi». Made in Italy, salvo mercato da 25 miliardi

Soddisfatti per l’accordo raggiunto anche gli esponenti del governo italiano e i rappresentanti delle associazioni produttive

Brexit, Johnson: "Accordo raggiunto. Il piu' grande mai fatto"

4' di lettura

«Conclusa la riunione della Commissione. Von der Leyen e Michel Barnier hanno presentato l'accordo raggiunto. Un ottimo risultato». Lo scrive su Twitter il commissario europeo Paolo Gentiloni. «Ora guardiamo avanti nei rapporti tra Europa ed il Regno Unito - aggiunge -. Ma non è un lieto fine. La Brexit ci ricorderà quanto è pericoloso alimentare l'illusione nazionalista».

Oltre a quella del commissario Ue Gentiloni, non si sono fatte attendere le reazioni all’accordo da parte del mondo politico italiano e di alcuni rappresentanti delle associazioni produttive, come ad esempio Assolatte.

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Sassoli: Parlamento europeo deciderà nel nuovo anno

Nel frattempo il presidente del Parlamento europeo, l’italiano David Sassoli, ha precisato che «il Parlamento esaminerà ora l'accordo e deciderà sul consenso durante il nuovo anno». Intanto, «i leader dei gruppi politici al parlamento europeo si incontreranno lunedì 28 dicembre alle ore 10 per discutere i risultati dei negoziati Ue-Regno Unito», nel formato della Conferenza dei presidenti, presieduta del presidente David Sassoli. Lo scrive su Twitter Jaume Duch, portavoce del parlamento europeo, precisando che un «invito è stato recapitato alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier».

Soddisfatti i ministri italiani

Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio quello raggiunto è un «accordo positivo per cittadini e imprese Ue e Uk. Difesi i nostri interessi; protetti i prodotti italiani; rispettato il 'level playing field'. Un nuovo inizio nei rapporti con il Regno Unito», dichiara congratulandosi con Michel Barnier e Ursula von der Leyen, in un tweet della Farnesina.

Per un altro ministro, quello dell’Economia Roberto Gualtieri, è stato «raggiunto un accordo equo ed equilibrato che tutela gli interessi di cittadini e imprese europee e getta le basi per una nuova partnership col Regno Unito. Complimenti a von der Leyen e Michel Barnier. Well done». Mentre, la collega Teresa Bellanova, titolare del dicastero Politiche agricole, alimentari e forestali, sottolinea che «l'Italia potrà continuare ad esportare prodotti agroalimentari senza dazi e senza quote e questo è un risultato importantissimo. È poi assicurata la prosecuzione della massima tutela alle indicazioni geografiche esistenti al 31 dicembre 2020, come previsto dall'accordo di recesso, e ci ripromettiamo di lavorare con i Paesi like-minded affinché adeguata protezione sia data anche alle future Ig (indicazioni geografiche) registrate dopo il definitivo abbandono del Regno Unito dall'Ue».

De Castro: salva libertà di circolazione di persone, beni e servizi

«Il precipizio di un'uscita del Regno Unito dall'Unione senza accordo è stato scongiurato, anche se la Brexit rimane un errore di cui presto gli amici inglesi si renderanno conto». Così Paolo De Castro, relatore sulle future relazioni commerciali tra Unione europea e Regno Unito per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, commenta l'accordo siglato dopo mesi di difficili negoziati e incomprensioni.
«La libertà di circolazione di persone, beni, servizi e capitali continuerà a esistere, e le merci italiane ed europee potranno continuare a essere esportate nel Regno Unito senza alcun dazio. Il tutto, nel rispetto da parte di entrambe le sponde della Manica dei più alti standard sociali e ambientali. Ora - prosegue De Castro - la palla passa al Parlamento europeo che si prenderà il tempo necessario per garantire un appropriato scrutinio democratico dell'accordo prima che possa entrare ufficialmente in vigore».
«L’Unione europea - conclude l'eurodeputato PD - ha dato prova della sua forza, grazie all'unita tra il Parlamento europeo e i 27 Stati membri e al pieno supporto al nostro capo-negoziatore, Michel Barnier: il suo lavoro e la sua perseveranza hanno permesso di raggiungere questo risultato fondamentale per i nostri cittadini e le nostre imprese».

Scordamaglia: per Filiera Italia salvo un mercato da 25 miliardi

Importanti le ricadute economiche. Infatti, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, ricorda che la Gran Bretagna rappresenta «un mercato che vale circa 25 miliardi di euro di esportazioni italiane di cui 3,4 miliardi solo di export alimentare». L'Inghilterra, infatti, per le esportazioni alimentari del nostro paese è il quarto mercato di sbocco. «Aver evitato dazi medi del 3% che per alcuni prodotti alimentari potevano raggiungere anche il 30% - prosegue Scordamaglia - è una vittoria per entrambe le parti». “Adesso vanno definiti i dettagli conseguenti anche all'applicazione del level playing field” sottolinea il consigliere delegato riferendosi al rispetto della normativa comunitaria da parte del Regno Unito che così potrà continuare ad esportare anche i suoi prodotti nel mercato Ue, già autorizzati la stragrande maggioranza di impianti inglesi e viceversa. A questo proposito Filiera Italia lancia un alert sottolineando che servirà particolare attenzione nel caso in cui il Regno Unito decidesse di chiudere accordi bilaterali con paesi come gli Stati Uniti “Dobbiamo essere certi che quel paese non diventi un punto di ingresso per prodotti di Italian Sounding e non a norma europea - conclude Scordamaglia - principio che l'accordo di partenariato vieterebbe ma come spesso accade il diavolo si nasconde nei dettagli”.

Assolatte: Regno unito mercato chiave

«Aspettavamo questo momento da tempo e abbiamo insistito in ogni sede per il raggiungimento dell'intesa» sottolinea Paolo Zanetti, presidente di Assolatte, a commento dell'annuncio dell'accordo sulla Brexit appena raggiunto. Il Regno Unito è un mercato chiave per il settore lattiero caseario nazionale, segnala Assolatte, ed è la terza destinazione per i formaggi italiani. Un mercato che assorbe (dati 2019) oltre 40 mila tonnellate di formaggi per un valore di 284 milioni di euro. «Eravamo molto preoccupati per un'ipotesi di hard Brexit, che avrebbe portato con sé dazi e quote per l'export - prosegue Zanetti -. Vedremo ora nel dettaglio i contenuti dell'accordo e il capitolo dedicato alla tutela delle nostre Dop, ma il solo fatto di aver messo la parola fine ad un confronto durato tanti mesi è di per sé un ottimo risultato».

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