conferenza nazionale della cooperazione

Gentiloni: «Non vogliamo un ritorno di protezionismi e frontiere chiuse»

(ANSA)

4' di lettura

«L'attività di cooperazione è una componente fondamentale delle relazioni internazionali di cui noi oggi abbiamo bisogno. È il mondo che il Paese vuole e che non vogliamo farci scippare da un ritorno di nazionalismi, di protezionismi, di chiusure all'interno di singole frontiere». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni alla conferenza nazionale della cooperazione all’Auditorium parco della musica di Roma.

Italia era fanalino coda,ora quarta in aiuti sviluppo
«L'Italia è passata dallo 0,14% del Pil allo 0,27% in aiuti pubblici allo sviluppo con l'obiettivo di arrivare allo 0,30% entro il 2020», ha detto il premier. «Raddoppiare le risorse - afferma Gentiloni - significa raddoppiare le speranze e possiamo esserne orgogliosi. L’Italia era un po' il fanalino di coda tra i Paesi più ricchi. Oggi, andando avanti su questo cammino, sarà il quarto paese donatore
nell'ambito del G7».

Loading...

La cooperazione italiana: manifesto per cambiare il futuro

Visualizza

L’Ue che invecchia ha bisogno di migranti
«L'Italia è orgogliosa dei risultati» raggiunti nella gestione dei flussi migratori, «abbiamo salvato l'onore dell'Europa e mostrato la strada su come passare da
flussi gestiti dai criminali a flussi sicuri». Non dobbiamo avere il timore di dire che «di questo tipo di migrazione, che non mette in pericolo vite umane, c'è bisogno nell'Europa che invecchia e che noi vogliamo difendere», sia «dal punto di vista economico che culturale», ha detto il premier.

«Aiutiamoli a casa loro» è un atteggiamento di chiusura
«Spesso sento un'espressione che non mi piace, “aiutiamoli a casa loro” che più che essere sintomo di generosità è spesso copertura di un atteggiamento di chiusura, di chi vorrebbe risolvere miracolosamente il problema flussi migratori: non è questa l'impostazione di un grande Paese come l'Italia», ha detto il presidente del Consiglio. «Ma certo - ha assicurato Gentiloni - noi aiutiamo e dobbiamo moltiplicare l’aiuto all’Africa e in generale ai Paesi che hanno bisogno del nostro contributo».

Alfano, in Africa Italia fa grande investimento politico
«Abbiamo fatto in Africa un grande investimento politico, noi siamo amici, siamo fratelli e questo Mediterraneo non ci dividerà mai», ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano. «Non abbiamo fatto solo investimenti economici - ha aggiunto - ma dato una cifra politica anche al raddoppio delle risorse»,
destinandole non solo alla sicurezza ma allo sviluppo. «C'è un investimento politico - ha concluso Alfano - oggi rappresentato dal fatto che abbiamo aperto la nostra prima ambasciata in Niger, abbiamo reinviato l'ambasciatore a Conakry (capitale della Guinea, ndr), deliberato aprire di l'ambasciata
in Burkina Faso».

Giro, la paura è un demone che genera il razzismo
«I sospetti e la diffidenza» verso il mondo delle ong impegnate nei salvataggi dei migranti «hanno fatto male al nostro Paese perché hanno suscitato quella paura
che è il vero demone del nostro tempo che sta producendo il razzismo», ha detto il vice ministro degli Esteri Mario Giro, durante la conferenza nazionale dedicata alla cooperazione. «Come si fa oggi a parlare di razza bianca, di civiltà superiore - si è domandato Giro - se non sappiamo costruire la civiltà del convivere. L'attacco al mondo del fare bene rende il Paese moralmente e culturalmente sottosviluppato. Noi vogliamo un'Italia senza paura: siamo italiani e ci teniamo alla nostra identità ma ci chiediamo: si possono umanizzare gli inferni di
questo mondo? Noi pensiamo di sì».

Il manifesto della cooperazione
Al termine della Conferenza è stato presentato il documento “La cooperazione italiana: manifesto per cambiare il futuro”. In vista della riconvocazione nel 2021 la Cooperazione Italiana s'impegna ad alcuni passi concreti:
- Favorire una diffusa consapevolezza nazionale in merito alla portata dell'Agenda 2030 di sviluppo sostenibile, attraverso capillari campagne di sensibilizzazione rivolte a tutti gli strati della popolazione;
- Istituire un riconoscimento annuale per giornalisti e comunicatori che premi produzioni innovative che raccontino i tanti volti della cooperazione;
- Monitorare periodicamente la comprensione da parte dell'opinione pubblica nazionale dei temi della cooperazione allo sviluppo, attraverso ricerche demoscopiche e sulla copertura del tema da parte dei media;
- Iniziare il percorso per garantire la coerenza delle politiche pubbliche con gli obiettivi di cooperazione, attraverso la pubblicazione di uno studio nazionale a cura del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo che identifichi le maggiori criticità;
- Istituire tirocini retribuiti per studenti universitari presso gli uffici dell'Agenzia Italiana di Cooperazione;
- Inserire una rappresentanza di giovani, delle diaspore e di parlamentari all'interno del Consiglio Nazionale di Cooperazione;
- Prevedere all'interno dei progetti finanziati dall'Agenzia, la possibilità di inserire risorse umane junior o in formazione;
- Rafforzare le competenze delle associazioni della diaspora attraverso la formazione e l'assistenza tecnica per garantire una loro capacità d'iniziativa autonoma nella progettazione in cooperazione internazionale;
- Supportare la formazione delle Pmi italiane volta a facilitare la loro partecipazioni alle procedure di evidenza pubblica anche con la creazione di una piattaforma delle iniziative pubblico-private per favorire l'incrocio tra domanda e offerta tra profit e non profit;
- Individuare modalità per il finanziamento di studi di fattibilità per facilitare la nascita d'iniziative di partenariato pubblico privato con effetti positivi sullo sviluppo;
- Promuovere la costituzione di un fondo da parte di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) a supporto degli investimenti per interventi in infrastrutture, Pmi e sul cambiamento climatico nei Paesi partner che farà leva su risorse pubbliche nazionali, europee e su quelle messe a disposizione da Cdp. «Un'Italia aperta al mondo che prepara un futuro più giusto è una grande opportunità, questa Italia migliore è una nostra responsabilità».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti