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Gentiloni: «Più veloce l’asilo, più chiari i rimpatri»

di Nicoletta Cottone


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Il ministro dell’Interno Marco Minniti e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (Ansa)

3' di lettura

Oggi il governo rende «più rapidi i processi di concessione del diritto d'asilo ai rifugiati, più trasparenti i meccanismi di accoglienza facilitando con diverse misure i meccanismi necessari per i rimpatri». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni dopo l'approvazione del decreto in consiglio dei ministri del pacchetto di misure sull’immigrazione. Il provvedimento approvato dal governo vuole “trasformare” quelle dei migranti «da fenomeno irregolare gestito da organizzazioni criminali in un fenomeno regolare dove si arriva in un modo sicuro e in misura controllata nel nostro Paese», ha spiegato il premier. Immigrazione, servizio civile, degrado delle città i temi all’ordine del giorno.

Non chiudiamo le porte, ma migrazione regolare
«L’obiettivo strategico non è chiudere le nostre porte ma trasformare sempre più i flussi migratori da fenomeno irregolare a fenomeno regolare, in cui non si mette a rischio la vita ma si arriva in modo sicuro nei nostro paesi e in misura controllata».

Arrivano i nuovi Cie
Nuovi Centri per rimpatriare chi non ha diritto a rimanere in Italia, lavori socialmente utili a titolo gratuito per i richiedenti asilo, incentivi per i comuni che accolgono lavori di pubblica utilità per i richiedenti asilo: sono questi i principali ingredienti del pacchetto immigrazione predisposto dal ministro dell’Interno Marco Minniti. I vecchi Cie «non ci saranno più, diventeranno Centri permanenti per il rimpatrio», ha annunciato il ministro dell'Interno Marco Minniti. I nuovi Cie saranno strutture di piccole dimensioni, con 80-100 posti, fuori dai centri urbani e vicine a autostrade e aeroporti, «con una governance trasparente e poteri di accesso illimitato per il Garante dei detenuti», aveva anticipato il ministro Minniti.

Lavori volontari per i richiedenti asilo
«Bisogna abbattere i tempi di riconoscimento del diritto d'asilo, gli attuali 2 anni sono troppi: abbiamo quindi deciso di sopprimere un grado di giudizio per i ricorsi, di assumere 250 specialisti per rafforzare le Commissioni d'asilo e, d'intesa tra prefetture e Comuni, puntiamo all'utilizzazione volontaria gratuita per lavori socialmente utili dei richiedenti», ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, al termine del Consiglio dei ministri, ribadendo che saranno creati al posti dei vecchi Cie nuovi Centri permanenti per il rimpatrio, uno per regione, per complessivi 1.600 posti.

Riorganizzazione della Difesa: 40% del personale verso altri lavori
Il Consiglio dei ministri ha anche approvato la riorganizzazione del ministero della Difesa. «La messa in comune degli assetti nella capacità difensiva può essere una delle risposte in avanti per l' Ue sulle difficoltà che attraversa», ha detto il premier Paolo Gentiloni per introdurre il provvedimento approvato in consiglio dei ministri che trae spunto dal libro bianco della difesa. La ministra Roberta Pinotti ha spiegato che «i primi 7 articoli sono immediatamente applicabili, poi ci sono alcune deleghe, una particolarmente importante per le forze armate che riguarda il personale». Ha sottolineato che oggi «l’82 per cento dei militari ha un contratto a tempo indeterminato. Questo produce un effetto invecchiamento drammatico, l'età media dei militari è di 38 anni. Abbiamo voluto immaginare un modello di 60 e 40, cioé il 60% delle persone starà per sempre nella carriera militare e il 40% saranno accompagnati a lavori diversi, certamente non abbandonati o lasciati soli». Un’altra novità riguarda una figura, quella del segretario generale degli armamenti «che sarà un civile», ha detto la ministra.

Via libera al servizio civile universale
Il Consiglio dei ministri ha approvato il servizio civile universale. Si tratta del primo decreto della delega sulla Riforma del terzo settore.

Primo esame del correttivo del Codice degli appalti
Primo giro di tavolo anche per il decreto correttivo del Codice appalti, « in Consiglio dei ministri per un primo esame», come ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. «Pubblicheremo subito la bozza di decreto sul nostro sito - ha spiegato Delrio - per aprire una veloce consultazione pubblica e poi portare il testo in Consiglio dei ministri per l'adozione». Lo schema di Dlgs deve essere adottato dal Consiglio dei ministri, sottoposto ai pareri delle commissioni parlamentari e infine approvato in via definitiva dallo stesso consiglio dei ministri. Questo decreto correttivo del codice deve essere approvato definitivamente entro il 18 aprile prossimo, termine di scadenza previsto dalla legge delega per la correzione del Codice (Dlgs 50 del 18 aprile 2016).

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