consiglio dei ministri

Gentiloni presiede il Cdm. Ok definitivo ai decreti attuativi delle unioni civili

di Andrea Gagliardi

Foto Ansa

4' di lettura

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha lasciato sabato mattina alle 9 il policlinico Gemelli, dove era ricoverato da martedì notte per un intervento di angioplastica con impianto di uno stent a un’arteria periferica. E ha presieduto a palazzo Chigi il consiglio dei ministri che ha dato il via libera definitivo ai tre decreti attuativi delle unioni civili (tra l’altro, su uso del cognome e scioglimento). Primo esame preliminare in Cdm, invece, per otto decreti attuativi della riforma della scuola.

Il presidente Gentiloni presiede il Consiglio dei ministri

Prorogato comandante carabinieri Del Sette
Via libera inoltre ad alcune nomine. In particolare il Cdm su proposta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha prorogato l’incarico per il comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette (che risulta indagato nell’inchiesta condotta dalla procura di Napoli sugli appalti Consip), per il capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Danilo Errico. Gentiloni, che aveva manifestato nei giorni scorsi via twitter l’intenzione di tornare subito al lavoro, avrebbe intenzione anche di confermare l’agenda di incontri internazionali, a partire dal vertice di mercoledì a Berlino, presenziando con Angela Merkel al meeting Industria 4.0 con il gotha degli imprenditori italiani e tedeschi.

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«Buona scuola», esame preliminare per 8 decreti attuativi
A tre giorni dalla scadenza dei 18 mesi (vale a dire, un anno e mezzo di tempo) a disposizione del governo per completare l’ambizioso disegno riformatoredel sistema di istruzione italiano (la cosiddetta “Buona scuola” ) a oggi, nessuna delle nove deleghe attuative, previste dalla legge 107, è arrivata al traguardo. Oggi il Consiglio dei ministri ha esaminato in via preliminare 8 decreti legislativi. Le deleghe riguardano: inclusione scolastica; cultura umanistica; diritto allo studio; formazione iniziale e accesso all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado; istruzione professionale; scuole italiane all'estero; sistema integrato di istruzione dalla nascita fino a sei anni; valutazione, certificazione delle competenze ed Esami di Stato. I provvedimenti vanno ora in Conferenza Unificata per l'apposito parere e alle competenti commissioni parlamentari.

L'ABC delle Unioni Civili

Fedeli: ddl specifico per nuovo Testo Unico
«L’unica delega che è rimasta fuori, ma era oggettivamente impossibile inserirla, è quella che prevede la revisione generale del Testo Unico sulla scuola: ma faremo uno specifico disegno di legge che avrà altri tempi». Lo ha assicurato la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, intervistata da RaiNews24 dopo il Consiglio dei ministri.

Unioni civili, arrivano i decreti attuativi
Le unioni civili sono invece definitivamente uscite dal limbo del regime transitorio e sono entrate a pieno titolo nell’ordinamento italiano. Dal Consiglio dei ministri, infatti, è arrivato il via libera definitivo ai tre decreti legislativi che attuano la legge Cirinnà 76/2016 in vigore dal 5 giugno scorso. Dopo aver ricevuto il parere favorevole delle competenti commissioni parlamentari a inizio dicembre i testi tengono conto delle osservazioni espresse da Camera e Senato. Trovano dunque un assetto definitivo i due Dlgs che adeguano le norme sia di diritto internazionale privato sia di diritto penale e quello che disciplina l’ordinamento dello stato civile nell’era delle unioni omosessuali.

Unioni Civili, Orlando: concluso definitivamente iter
«Oggi si è concluso definitivamente il percorso di attuazione della legge sulle unioni civili. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato, in esame definitivo, i tre decreti legislativi che adeguano le norme dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e quelle di coordinamento in materia penale» ha scritto il ministro della Giustizia Andrea Orlando sulla sua pagina Facebook, dopo il Cdm.

Cirinnà: con decreti completato iter unioni civili
Soddisfatta anche la senatrice Monica Cirinnà (Pd), relatrice della legge a palazzo Madama. «Con l’approvazione dei decreti attuativi sulle unioni civili si completa il percorso normativo e ordinamentale della legge - ha spiegato -.Vengono così chiariti tutti i punti critici che sono emersi in fase di attuazione fissando principi e pratiche inderogabili, rispondendo, tra l'altro, pienamente alla disciplina prevista dalla legge Ue in base alla sentenza della Corte dei diritti dell'uomo del 21 luglio 2015». «I decreti chiariscono infatti - ha aggiunto - che, come per il matrimonio anche l’unione civile può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo. Si afferma poi che il matrimonio contratto all'estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell’unione civile. E che questo questo vale solo per i cittadini italiani mentre per lo straniero continua a valere la legge del suo Stato, in ossequio ai principi del diritto internazionale privato».

«Inoltre - ha sottolineato - viene chiarito un punto sul quale si sono verificate criticità con comportamenti difformi da parte dei sindaci e cioè che sarà sufficiente il certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l'orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l'omosessualità sia penalmente sanzionata». «Viene inoltre fissata - ha concluso - la possibilità di delega delle funzioni di ufficiale di stato civile per celebrare l’unione civile, così come avviene per il matrimonio, a consiglieri, assessori o privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali. Ed infine viene ben specificato che l'opzione facoltativa dell’adozione del cognome del partner non da seguito ad alcuna modifica dei dati anagrafici, quindi non vi è alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti».

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