ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl confronto con Bruxelles

Gentiloni: «Su Pnrr aperti a cambiamenti sugli investimenti, ma su riforme inflessibili»

Il commissario Ue all’Economia ha ricordato anche come con il Next generation Eu «finora abbiamo erogato 137 miliardi di cui 64 miliardi all'Italia».

di Marzio Bartoloni

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3' di lettura

La Ue sarà aperta a cambiamenti sul Pnrr di fronte a «circostanze oggettive» come l’inflazione o la difficoltà a reperire le materie prime. Ma sulle «riforme non possiamo essere flessibili perchè dipendono da una volontà politica: se si devono fare riforme su giustizia, concorrenza o lavoro nero questo dipende da una volontà politica e non da circostanze oggettive». Queste le parole del commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni che ha ricordato anche come con il Next generation Eu «finora abbiamo erogato 137 miliardi di cui 64 miliardi all'Italia».

I cambiamenti devono essere «circoscritti» e su investimenti

«Sul Pnrr non ci sono ritardi, tutti gli incontri» hanno mostrato la tabella di marcia dell'Italia «e anche il governo Meloni ha confermato di voler rispettare la tabella di marcia. So benissimo che non sarà facile far rispettare gli impegni ma il Governo farà rispettare i tempi», ha chiarito Gentiloni intervenendo a “in Mezz'Ora in Più' condotto da Lucia Annunziata su Rai 3. «Tra gennaio e marzo riceveremo emendamenti da moltissimi Paesi e siamo aperti. Però gli emendamenti devono rispettare due condizioni: devono riguardare degli obiettivi circoscritti, devono essere giustificati non possiamo dire che siccome c’è l’inflazione dobbiamo rifare tutto daccapo e secondo devono riguardare gli investimenti dove sicuramente la mancanza di materie prime e l’inflazione possono aver pesato, ma i cambiamenti non possono riguardare le riforme».

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Ue inflessibile su riforme che dipendono da volontà politica

Il commissario europeo agli Affari economici chiarisce infatti che «l’inadempienza» sulle riforme non possono essere accettate: «Non possiamo essere flessibili perchè dipendono da una volontà politica: se si devono fare riforme su giustizia, concorrenza o lavoro nero questo dipende da una volontà politica e non da circostanze oggettive». Anche perché secondo Gentiloni «i tempi supplementari sono sempre pericolosi e sul Pnrr ci sono le condizioni per raggiungere gli obiettivi in tempo». Tra l’altro ricorda ancora il commissario «nel prossimo anno aggiugeremo» al Pnrr «un capitolo per l'energia per tutti i Paesi, e per l'Italia ci saranno circa 2,5 miliardi di trasferimenti».

«Il Pnrr non è una grana, ma strepitosa occasione»

«Sul Pnrr fin qui non ci sono ritardi, il governo Draghi ha rispettato gli obiettivi e il governo Meloni ha confermato l'intenzione di rispettare la tabella di marcia per la fine di quest'anno. È complicato, perché non è facile in Italia attuare questi investimenti ma l'impegno del governo è rispettare i tempi», così ha continuato ancora il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, durante il suo collegamento a «Mezz’ora in più» su Rai 3. «Cerchiamo di non vedere il Pnrr come una grana - ha aggiunto ancora il commissario Ue - ma cerchiamo di vederla come una strepitosa occasione per il paese. Chi non viene della Norvegia sa che per cogliere questa occasione ci vuole uno sforzo tremendo, ma è un'opportunità per l'Italia per darsi una scossa dopo anni di crescita molto molto bassa», aggiunge Gentiloni.

Vicenda Qatar e Parlamento Ue «è vergognosa»

«È una cosa gravissima, se quello che emerge da prime decisioni procura Bruxelles fosse confermato si tratterebbe di esponenti del Parlamento ed attivisti che avrebbero ricevuto soldi per chiudere un occhio sulle condizioni di lavoro in Qatar. Una vicenda vergognosa e intollerabile. Se si confermera' che qualcuno ha preso soldi per cercare di influenzare l'opinione del Parlamento europeo penso che sara' veramente una delle piu' drammatiche storie di corruzione di questi anni», ha aggiunto ancora Gentiloni. Che parla di «danno di reputazione molto serio. Il Parlamento europeo è sempre stato la punta di diamante dal punto di vista dei diritti, magari non ha avuto poteri sufficienti ma sui principi è sempre stato un punto di riferimento».

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