incontro con il cardinale parolin

Gentiloni: «Una Ue più debole accresce i rischi di conflitti »

di Carlo Marroni

(ANSA)

2' di lettura

Dialogano strette, Italia e Santa Sede, sulle molte sfide multilaterali della geopolitica, che sta di nuovo facendo i conti con i rischi di un vero conflitto nucleare. «In un mondo in cui la realtà è sempre più frammentata, in cui prendono piede populismi, la Santa Sede si presenta come un autentico attore globale, un importante punto di riferimento con il suo sguardo sul mondo» dice il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni , che ha incontrato il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il “primo ministro” del Papa, nella conferenza dedicata a “Lo sguardo di Magellano, la diplomazia dei ponti in un mondo di muri”, nella sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede, in occasione
dell'uscita del numero 4000 della rivista dei gesuiti “La civiltà cattolica”, diretta da padre Antonio Spadaro.

«In questa fase di guerra mondiale a pezzi - aggiunge Gentiloni - Papa Francesco propone con realismo visionario la sua diplomazia della misericordia». Siamo alla vigilia del G-7 che vede l’Italia avere la presidenza di turno, e quindi si deve far carico di estendere la sua azione di politica estera in chiave europea. «Una Europa con meno capacità di attrazione, più debole, non porta con se solo rischi di carattere elettorale, ma più in generale fa aumentare i rischi di conflitto politico-religioso, penso alle tensioni dei Balcani occidentali» ha aggiunto il premier. «Presto (la prossima settimana, ndr) incontrerò i leader di Russia e Cina. A loro ricorderò la necessità di spingere sul dialogo e sulla solidarietà, perchè questa è l'Italia. Il nostro ruolo è avvicinare questi grandi protagonisti all'Europa».

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Un incontro sulle strategie diplomatiche dei due stati, in un campo privilegiato come Palazzo Borromeo, dal 1929 ambasciata presso il piccolo stato, retta da Daniele Mancini. Il Segretario di Stato Pietro Parolin, ha illustrato come in quattro anni di pontificato Papa Francesco abbia portato nelle periferie del mondo il suo messaggio di pace e di concordia, a partire dal valore dello «sguardo sulla realtà a partire dagli ultimi». Per Parolin «il mondo visto dalle periferie, geografiche e umane si vede meglio. Il Papa sin dalla sua prima uscita a Lampedusa ha messo l’accento sull’uomo e i suoi doveri nei confronti del suo prossimo per battere quella che ha chiamato la «globalizzazione dell'indifferenza».

L’ultimo viaggio del Papa è stato al Cairo, e nel prossimo fine settimana sarà per due giorni a Fatima, per la beatificazione dei pastorelli a cento anni dalla prima apparizione: in calendario per il 2017 c'è anche la Colombia a settembre e molto probabilmente anche l'India e il Bangladesh, ma probabilmente anche il Sud Sudan, come confermato dallo stesso Segretario di Stato.

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