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Germania, aumenti salariali dell’8,5% per i metalmeccanici

di Isabella Bufacchi

La protesta. Una delle tante manifestazioni (qui a Ludwigsahfen) indette dal sindacato IG Metall negli ultimi due mesi di vertenza contrattuale

3' di lettura

Dopo undici ore di trattative, e la minaccia di un’ulteriore escalation di scioperi dopo che oltre 900.000 lavoratori avevano già incrociato le braccia negli ultimi due mesi, in piena notte tra domenica e lunedì il potente sindacato IG Metall e i datori di lavoro Südwestmetall dell’industria siderurgica ed elettronica nel Baden-Württemberg hanno firmato un accordo “pilota” di compromesso: un aumento salariale per un lavoratore qualificato dell’8,5% su base permanente, pari in media a circa 7.000 euro totali in più in busta paga stando al calcolo del sindacato, nell’arco di due anni.

L’intesa, definita «dolorosa ma responsabile», è stata raggiunta all’inizio del quinto round di trattative anche grazie all’inclusione nei termini dei 3.000 euro esentasse concessi dal governo federale alle imprese per elargire premi una tantum di compensazione dell’inflazione. Sindacati e datori di lavoro sono riusciti a trovare un punto di incontro tra due posizioni molto distanti: i lavoratori, senza un accordo salariale dal 2018, hanno perso potere d’acquisto con l’inflazione a due cifre e il caro-bollette; gli imprenditori dall’altro lato sono alle prese con la crisi energetica, le strozzature nelle catene di approvvigionamento per la guerra in Ucraina e per la pandemia, le condizioni del credito più strette, la carenza di manodopera e l’arrivo della recessione.

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Nel dettaglio, l’accordo che durerà fino al 30 settembre 2024 prevede quattro tappe: un primo premio per la compensazione dell’inflazione pari a 1.500 euro sarà versato nel febbraio 2023, seguito da un aumento del 5,2% da giugno 2023, un secondo premio anti-inflazione di 1.500 euro nel febbraio 2024 e un ulteriore aumento del 3,3% da maggio 2024. Un aumento annualizzato del 4,2%, circa la metà dell’8% per 12 mesi chiesto inizialmente da IG Metall. Gli apprendisti, in tirocinio, avranno due premi da 550 euro.

L’accordo siglato dalla contrattazione collettiva nel Baden-Württemberg è “pilota” in quanto verrà replicato in tutti gli Stati federali, coinvolgendo 3,9 milioni di dipendenti dell’industria metallurgica ed elettrica. IG Metall aveva chiesto un aumento salariale dell’8%, la più alta richiesta dal 2008, su un periodo di soli dodici mesi.

I datori di lavoro inizialmente hanno respinto l’aumento permanente puntando sul solo premio una tantum da 3.000 euro esentasse, ma successivamente hanno rilanciato con un’apertura ad aumentare i soldi in busta paga in maniera permanente, purché su un arco di 30 mesi. Alla fine l’accordo è stato raggiunto su un periodo di 24 mesi.

Per Südwestmetall si è trattato di un «compromesso doloroso»: è stato accettato perché ha dato alle aziende sicurezza nella pianificazione coprendo un arco di 24 mesi. Inoltre, il sindacato ha accettato di applicare condizioni diverse per le aziende in difficoltà. E i datori di lavoro possono decidere di posticipare o anticipare il premio anti-inflazione esentasse, in base alle proprie esigenze.

Il leader del distretto IG Metall Roman Zitzelberger ha dichiarato dopo le undici ore di trattative: «Abbiamo combattuto e negoziato duramente, ma alla fine abbiamo trovato un compromesso accettabile».

La pressione per raggiungere un accordo nell’industria metallurgica ed elettronica è cresciuta a seguito dell’accordo salariale raggiunto nell’industria chimico-farmaceutica, dove il sindacato IG BCE e l’associazione dei datori di lavoro BAVC hanno concordato a metà ottobre un aumento salariale in due fasi (3,25% in due tranches) del 6,5%, oltre al premio (in due tranches da 1.500 euro) contro l’alta inflazione utilizzando anche in questo caso i 3.000 euro esentasse messi a disposizione dal governo federale per il caro-bollette. Il contratto collettivo di lavoro per il settore chimico ha una durata di 20 mesi, scade il 30 giugno 2024: secondo il sindacato, tutto questo si traduce in una compensazione molto estesa degli attuali tassi di inflazione a due cifre.

Per Barclays, questo accordo è in linea con le aspettative di un aumento dei salari in Germania e non costituisce un caso allarmante di quelli che possono alimentare la spirale salari-prezzi-salari temuta dalla Bce.

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  • Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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