Covid 19

Germania, Corea e Cina registrano nuovi segnali di criticità

I tedeschi, primi a riaprire le attività, registrano un aumento dell’indice RO

di Redazione Esteri

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(ANSA)

I tedeschi, primi a riaprire le attività, registrano un aumento dell’indice RO


3' di lettura


Luci e ombre in quella che viene definita Fase 2 dell'emergenza Covid-19. A livello internazionale è difficile riscontrare un comune denominatore, ma nelle ultime ore i segnali di preoccupazione sono riemersi.
La Germania che comunque rimane uno dei Paesi più virtuosi nella gestione dell'emergenza, ha registrato un aumento dell'indice R0 - quello che definisce la capacità di contagio – a quota 1,13. I tedeschi, va ricordato, sono stati i primi ad avere allentato le restrizioni che erano state adottate per contrastare la propagazione di coronavirus.

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Sul fronte asiatico arriva qualche preoccupazione dalla Corea del Sud, che ha registrato 35 nuovi casi di coronavirus, il livello più alto dal 9 aprile, con le infezioni collegate alla vita notturna dei locali di Itaewon, a Seul, salite a 79. Yoon Tae-ho, funzionario del Central Disaster and Safety Countermeasures Headquarters, ha rimarcato i rischi di una ripresa dei focolai. I contagi accertati su scala nazionale sono saliti a 10.909.
La Cina che rimane “sorvegliato speciale” ha riportato 17 nuovi casi di coronavirus, toccando i massimi delle ultime due settimane, di cui 7 importati relativi nella Mongolia interna e 10 domestici, suddivisi tra le province di Hubei (5), Jilin (3), Liaoning (1) e Heilongjiang (1). I casi dell'Hubei fanno capo al capoluogo Wuhan, il focolaio della pandemia: sono asintomatici, ha detto la Commissione sanitaria provinciale, che si aggiungono all'infezione registrata sabato nel distretto di Dongxihu, la prima dal 4 aprile, dove il livello sanitario d'allerta è stato rialzato a basso a medio.

In America Latina è molto preoccupante il quadro registrato in Brasile dove il presidente Jair Bolsonaro rilancia provocazioni e non dissimula il suo assoluto scetticismo sul tema Covid-19. «Ho invitato 1.300 persone, ma se saranno di più le farò entrare », ha annunciato due giorni fa con riferimento a una maxi grigliata. Il presidente del Brasile ha ironizzato nuovamente sul distanziamento sociale affermando che la grigliata avverrà nel palazzo dell'Alvorada, a Brasilia.
La dichiarazione è arrivata dopo che giovedì era stato criticato dai media e sui social per aver reiterato la sua posizione di Covid-scetticismo.
Un gruppo di sostenitori di Bolsonaro ha criticato i giornalisti presenti davanti al palazzo dell'Alvorada, accusandoli di «attaccare il presidente». Sono 496 i morti per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile, per un totale di 11.123. Lo ha annunciato il ministero della Salute. I nuovi contagi sono 6.760, per un totale di 162.699.

E' sempre più ampia la divaricazione tra il presidente e i governatori che invece sono molto preoccupati. Aumentano infatti le restrizioni in vari Stati del Brasile, in concomitanza con la crescita dei casi di coronavirus: a San Paolo - la città con il maggior numero di contagi e decessi legati al Covid-19 - il sindaco, Bruno Covas, ha annunciato misure “estreme”, mentre altre capitali, come Fortaleza e Salvador de Bahia, prevedono il rafforzamento del distanziamento sociale. “Situazioni estreme richiedono misure estreme”, ha affermato Covas. Da oggi, grazie alle targhe alterne nella megalopoli, può circolare solo il 50% dei veicoli privati e, per compensare i cittadini per la riduzione, sono stati aggiunti al servizio di trasporto mille autobus ai quali potrebbero aggiungersene altri 600 in caso di necessità, ha spiegato il sindaco. Nel frattempo, la seconda più grande città del Paese, Rio de Janeiro, è “sull'orlo del collasso” sanitario.

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