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Germania a crescita zero, corre la Spagna

Se l’Italia accelera, anche Spagna e Francia corrono, mentre la Germania arranca. è questo il quadro del Pil europeo nel secondo trimestre del 2022

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz (Reuters)

2' di lettura

Se l’Italia accelera, anche Spagna e Francia corrono, mentre la Germania arranca. È questo il quadro del Pil europeo nel secondo trimestre del 2022.

È in stallo la crescita tedesca: nel periodo marzo-giugno il Pil non è cambiato rispetto al trimestre precedente (0,0%). È quello che ha indicato l’Istituto di statistica generale Destatis, che ha tuttavia rivisto al rialzo le stime del primo trimestre da +0,2 a +0,8 per cento.

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I consumi delle famiglie e della pubblica amministrazione, in particolare, hanno contribuito a sostenere l’economia nel periodo aprile-giugno, mentre la bilancia commerciale l’ha frenata.
«Le difficili condizioni dell’economia globale, tra cui la pandemia COVID-19, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e la guerra in Ucraina, si riflettono chiaramente nell’andamento economico a breve termine», ha dichiarato Destatis.

È poi la crisi del gas a far temere, in caso di ulteriori tagli delle foniture da parte dei russi, che la Germania possa finire in una recessione.

Riparte la Francia

La congiuntura francese è decisamente migliore. Dopo un calo dello 0,2% nel primo trimestre, la Francia è invece tornata a crescere da aprile a giugno, registrando un rimbalzo più dinamico del previsto del Pil, che è cresciuto dello 0,5%. Lo indica l’istituto nazionale di statistica Insee. La crescita acquisita per il 2022 è stimata a +2,5 per cento.

Accelera il rialzo dei prezzi al consumo in Francia, con il tasso di inflazione che a luglio ha raggiunto il 6,1% su anno, contro il 5,8% di giugno. Lo ha reso noto l’istituto di statistica Insee nella stima preliminare. L’inflazione è stata trainata dall’aumento dei prezzi dei servizi, oltre che dai generi alimentari. Il rialzo dei prezzi energetici resta elevato ma si è registrata una decelerazione. Il tasso di inflazione rispetto a giugno regista una variazione del +0,3 per cento.

Inflazione record nell’area euro

L’inflazione nell’Eurozona tocca un nuovo record: a luglio è salita all’8,9%, dall’8,6% di giugno, livelli mai registrati dalla nascita dell’Unione economica e monetaria. Lo rende noto Eurostat nella sua stima flash. La corsa dell’inflazione media continua a essere trainata dalla dinamica dei prezzi dell’energia: +39,7% a luglio, rispetto al +42% di giugno. Seguono alimentari, alcol e tabacco (9,8%, rispetto all’8,9% di giugno), beni industriali non energetici (4,5%, contro il 4,3% di giugno) e servizi (3,7%, contro il 3,4% di giugno).

In Spagna Pil +6,3% su base annua

Buone notizie a Madrid. Il Pil della Spagna cresce dell’1,1% nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente. Lo indica l’Istituto di statistica nazionale Ine. Si tratta di un risultato decisamente superiore rispetto alle previsioni: nel primo trimestre la variazione congiunturale era stata dello 0,2 per cento. Rispetto allo stesso periodo del 2021, il Pil è cresciuto del 6,3 per cento.

Nell’Eurozona crescita dello 0,7%

«Crescita dell’Eurozona dello 0,7% nel secondo trimestre. Meglio del previsto. Bene in particolare Italia e Spagna. Non siamo in recessione, ma resta l’incertezza per i prossimi mesi e l’inflazione si mantiene a livelli record». Lo scrive in un tweet il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, commentando le stime flash di Eurostat su Pil e inflazione. La crescita oltre le attese è una «buona notizia», scrive ancora Gentiloni. Davanti all’incertezza che «rimane alta, dobbiamo mantenere l’unità ed essere pronti a rispondere a una situazione in evoluzione, se necessario».

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