L’afd elegge meuTHEN

Germania: i socialdemocratici virano a sinistra, traballa la coalizione con Merkel

Il partito socialdemocratico Spd vira asinistra e fa traballare la GroKo, eleggendo la coppia Norbert Walter-Borjans e Saskia Eskens alla guida del partito. Battuto il tandem più di centro formato dall’attuale ministro delle Finanze Olaf Scholz e Klara Geywitz. AfD intanto ha rieletto il “moderato” Jörg Meuthen

di Isabella Bufacchi


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3' di lettura

Il partito socialdemocratico Spd, afflitto dal crollo dei consensi che lo collocano negli ultimi sondaggi attorno al 14% - quasi allo stesso livello di AfD - , ha reagito alla crisi profonda che lo relega dopo Csu-Cdu e Verdi imprimendo una netta virata a sinistra alla sua leadership ed eleggendo due nuovi leader emersi dall’ala più a sinistra: un esito, dopo un serrato testa a testa tra i quattro contendenti finali, non del tutto scontato e che avrà ripercussioni importanti sulla Grande Coalizione.

AfD intanto ha rieletto sabato 30 novembre il “moderato” Jörg Meuthen alla guida del partito, affiancato dal nuovo co-leader Tino Chrupalla, anche lui considerato lontano dall’ala dell’estrema destra .

I nuovi leader Spd e il futuro della GroKo
La coppia Norbert Walter-Borjans e Saskia Eskens, che ha concentrato la campagna elettorale proponendo un nuovo programma di governo con budget più espansivi e una possibile uscita dalla coalizione con Cdu-Csu , è stata eletta alla guida del partito sabato 30 novembre, raccogliendo il 50,3% dei voti espressi dai 425.630 membri. Sconfitto l’attuale ministro delle Finanze Olaf Scholz, che era entrato nella corsa alla leadership in ritardo e malvolentieri (sostenendo di essere troppo occupato a fare il ministro per potersi dedicare anche del partito) assieme alla candidata Klara Geywitz.

Walter-Borjans e Eskens, che dovranno essere confermati leader al congresso Spd che si terrà il 6-8 Dicembre, subito dopo essere stati eletti hanno fatto appello all’unità del partito: i due perdenti Scholz-Geywitz hanno a loro volta prontamente confermato la loro piena cooperazione con la nuova leadership. Le divisioni interne, che permarranno nonostante le dichiarazioni di unità, rischiano di indebolire ulteriormente un partito già in forte crisi.

Il primo banco di prova già dal prossimo fine settimana sarà la scelta strategica sul modo in cui l’Spd deciderà di stare o non stare nella Grande Coalizione. I due nuovi leader, sostenuti dalla sezione dei giovani Jusos già contrari nel 2018 ad entrare nella GroKo con Cdu-Csu, hanno detto in campagna elettorale che l’Spd deve ottenere una modifica del contratto di coalizione e mirare ad un allentamento dei cordoni della spesa pubblica: servono più risorse da destinare al cambiamento climatico, alle infrastrutture e a sanare il crescente divario tra ricchi e poveri.

Se queste richieste non dovessero essere soddisfatte dalla GroKo, resta da vedere se l’Spd farà il grande passo facendo cadere il governo, compreso il suo ministro delle Finanze Scholz e il ministro degli Esteri Heiko Maas. Scholz ha dichiarato, nel corso della campagna elettorale per la leadership del partito, di aver fatto un buon lavoro aumentando gli investimenti senza far salire il debito pubblico ma anzi riducendo il debito/Pil sotto il 60%. E ha difeso la GroKo. Alcuni commentatori politici tedeschi sono convinti che se l’Spd dovesse uscire dalla GroKo, sparirebbe presto dal panorama dei grandi partiti in Germania.

La virata a destra di Cdu-Csu, il ripudio del nazismo di AfD
AfD ha rieletto sabato 30 novembre il “moderato” Jörg Meuthen, che sarà affiancato ora da un nuovo co-leader , Tino Chrupalla, anche lui considerato lontano dall’ala di più estrema destra del partito. Meuthen ha confermato la sua posizione, contraria a tollerare derive di ultra destra e filo-naziste: intende ripulire l’immagine del partito per poter ambire ad entrare nei governi regionali ed poi a livello federale.

La Cdu, preoccupata per l’aumento dei consensi a favore di AfD che nelle regioni ex-Germania Est ha raggiunto il 20%, sta a sua volta virando a destra con l’attuale leader Annegret Kramp-Karrenbauer e con i potenziali nuovi candicati alla guida del partito e alla cancelleria tra i quali Friedrich Merz, Jens Spahn e Markus Söder leader della Csu in Baviera.

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