PEGGIOR CALO DAl 2009

Germania, industria in forte frenata: a dicembre produzione a -3,5%. Male anche la Francia

A dicembre 2019 la produzione industriale è scesa del 3,5% rispetto al mese precedente, pari a un -6,8% su base annua. Non accadeva dal gennaio 2009, nel pieno della crisi finanziaria globale

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La cancelliera Angela Merkel in visita in Sudafrica, presso un impianto Bmw

A dicembre 2019 la produzione industriale è scesa del 3,5% rispetto al mese precedente, pari a un -6,8% su base annua. Non accadeva dal gennaio 2009, nel pieno della crisi finanziaria globale


2' di lettura

La locomotiva tedesca frena bruscamente a dicembre sulla produzione industriale - che registra il peggior cedimento in oltre un decennio - ma accelera sull'enorme surplus commerciale, mentre anche la Francia registra un netto calo dell’attività manifatturiera.

Nell'ultimo mese del 2019 la produzione industriale tedesca è scesa del 3,5% rispetto al mese precedente, un risultato molto inferiore alle attese che rappresenta il calo più accentuato dal gennaio 2009 (nel pieno della crisi finanziaria globale). A livello tendenziale (su base annualizzata) la produzione è scesa del 6,8 per cento.

Sempre a dicembre, il surplus commerciale tedesco si è attestato a 19,2 miliardi di euro, sopra le attese degli analisti che indicavano una quota di 14 miliardi, in presenza di un aumento delle esportazioni peraltro limitato a un modesto +0,1%, cui fa riscontro una discesa delle importazioni dello 0,7 per cento.

Sulla Francia il peso degli scioperi
Negative le notizie anche dalla Francia, dove la produzione industriale ha registrato a dicembre 2019 una contrazione del 2,8% rispetto a novembre e del 3% nei confronti dello stesso mese del 2018 (-2,6% mese su mese) : dati inferiori alle previsioni degli analisti, su cui sembrano aver pesato in parte le diffuse proteste e scioperi contro la riforma pensionistica promossa dal presidente Macron. Male anche la produzione in Olanda e Spagna. A Madrid a dicembre la produzione industriale in teoria risulta in aumento dell'1,7% a dicembre rispetto a un anno prima, dopo il -0,8% anno su anno registrato a novembre, a se aggiustato a fattori stagionali e al numero delle giornate lavorative il dato di dicembre risulta in calo dell'1,4% su novembre. Nell'intero 2019 per la Spagna il risultato è a +0,6% (minimo in sei anni, ma sesto anno consecutivo di espansione).

Debolezza dell’industria
Si conferma dunque la debolezza dell'industria manifatturiera tedesca, già evidenziata ieri dai dati sugli ordinativi all'industria in dicembre, scesi del 2,1% rispetto al mese precedente, specialmente a causa di una debolezza della domanda da parte di altri Paesi europei. Sui mercati valutari non a caso si stanno registrando pressioni al ribasso sull'euro nei confronti del dollaro.

Da tempo l'economia tedesca, che è riuscita a evitare per poco una recessione, soffre per le conseguenze delle tensioni commerciali internazionali, delle incertezze legate alla Brexit e del rallentamento di una industria automobilistica in fase di grande trasformazione.

Surplus eccessivo
Se la locomotiva tedesca rallenta, anche altri Paesi europei ne subiscono le conseguenze: nel quarto trimestre l'l'Eurozona ha frenato fin quasi a fermarsi, sulla scia delle contrazioni del Pil in Francia e Italia. Per contro, l'enorme surplus commerciale tedesco, che si riflette sulla bilancia dei pagamenti, è considerato da molti economisti un fattore negativo di squilibrio in Europa: di recente anche l'opinione pubblica tedesca sembra orientarsi più che in passato a chiedere al governo di allargare i cordoni della Borsa , utilizzando parte dell'ampio spazio fiscale a disposizione, per supportare una economia ormai a rischio di stallo, anche per via dei nuovi fattori negativi emersi di recente come l'epidemia da coronavirus (pericolosa, sul fronte manifatturiero, specialmente per l’industria automobilistica). La coalizione che sostiene Angela Merkel è divisa tra chi invoca tagli alle tasse e chi preferisce investire in infrastrutture il surplus del budget statale.

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