PROFILI DI INCOSTITUZIONALITÀ

Germania, l’ultradestra di Afd nel mirino dei servizi: minaccia la democrazia

di Alb.Ma.

Picchiato selvaggiamente a Brema deputato di ultradestra Magnitz


3' di lettura

Alternative für Deutschland, il partito di destra populista tedesco, è stato classificato come un «caso da verificare» dall’Ufficio federale della Protezione della costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz, o Bfv), l’agenzia di intelligence nazionale che monitora le attività di terrorismo ed estremismo. Il presidente della Bfv, Thomas Haldenwang, ha spiegato in una conferenza stampa che il partito presenta «le prime evidenze di una politica diretta contro l’ordine libero e democratico», dalle sparate anti-islamiche ai toni pesanti sull’immigrazione. Al momento però, ha precisato Haldenwang, non ci sono i presupposti per avviare un’analisi «con i metodi dell’intelligence». La Bfv cataloga come «casi sospetti» anche il gruppo giovanile Junge Alternative e un gruppo collegato all'area che fa capo al deputato della Turingia, Bjoern Hoecke. Già in settembre lo stato della Turingia aveva avviato accertamenti sulle attività dell’Afd nel territorio, ipotizzando tratti di incostituzionalità di una forza che orbita nel cosiddetto sovranismo. Nei giorni scorsi, il partito era tornato al centro dell’attenzione con la proposta di chiedere il divorzio fra Germania e Unione europea in caso di «mancata riforma» dell’Europa secondo le sue proposte, inclusa l’abrogazione dell’intero parlamento europeo.

L’Afd: pressing politico, ci muoveremo per vie legali
L'Afd, dal canto suo, sta valutando un'azione legale contro l’inchiesta da parte dell'Agenzia federale per la protezione costituzionale. «Consideriamo questa decisione sbagliata», hanno detto i due leader del movimento Alexander Gauland e Alice Weidel. Entrambi si sono detti convinti che la decisione della Bfv sia stata spinta da qualche «pressione politica», facendo notare il cambio di rotta dell’agenzia rispetto agli anni di Hans-Georg Maaßen: il capo dell’intelligence ritenuto vicino alla destra radicale, rimosso dall’incarico dopo aver giudicato «una montatura» i video che riprendevano aggressioni a migranti nella cittadina di Chemnitz. «Ecco perché se ne doveva andare» commentano dalla Afd, lasciando intendere che il suo addio abbia spianato la strada a un atteggiamento di censura verso il partito.

I “sospetti” sull’estremismo politico della Afd
Fondato nel 2013 come scissione a destra della Cdu, Alternative für Deutschland è cresciuta fino a conquistare un totale di 92 seggi al Bundestag. Le sue parole-chiave in campagna elettorale sono chiusura ai migranti, sferzate alla «vecchia politica» di Angela Merkel e una dose moderata di euroscetticismo, ora più calcato in vista di un voto per le europee che potrebbe garantire al partito un exploit rispetto al 2014. I media tedeschi scrivono che la Bfv ha analizzato i contenuti di dichiarazioni pubbliche e i collegamenti del partito con l’Identitarian movement («Movimento identità»), un’organizzazione internazionale di ultradestra che rientra nei filoni di neofascismo e suprematismo bianco. Heiko Maasa, il ministro degli Esteri tedesco, ha dichiarato via Twitter di essere vicino agli inquirenti. «Chiunque discrimini persone in base alle proprie origini è razzista e nazionalista. Parte dell’Afd è un caso per i servizi domestici di intelligence - ha scritto - Osservarli non basterà a risolvere i problemi. Prima di tutto abbiamo bisogno di rapportarci all’Afd oggettivamente e politicamente». Il partito sta facendo di tutto, almeno ufficialmente, per scrollarsi di dosso le affiliazioni con la destra radicale. Di recente il gruppo ha espulso membri sospettati di aderenze ad ambienti neonazisti, salvo allinearsi comunque alla «internazionale populista» che sta prendendo piede in vista del voto di maggio. Fra i suoi partner ideali, per il momento, ci sono il Partito della libertò austriaco e la Lega di Matteo Salvini.

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