emergenza coronavirus

Germania in lockdown duro a Natale per domare la pandemia e salvare vite

«La situazione è disastrosa, estremamente grave», ha ammonito il presidente tedesco Steinmeier, per convincere la popolazione a limitare al massimo gli incontri durante le festività

di Isabella Bufacchi

La Merkel chiude tutto, lockdown duro da mercoledi'

4' di lettura

Salvare vite umane. Salvare la salute dei cittadini. È semplicemente ma tragicamente questo il duplice obiettivo del nuovo lockdown varato domenica scorsa, con entrata in vigore il 16 dicembre fino al 10 gennaio, dal governo di Angela Merkel. La stretta è dura: da mercoledì chiuderanno scuole, asili nido, tutti i negozi al dettaglio per beni non essenziali, compresi parrucchieri e centri di bellezza. Per i giorni del 24, 25 e 26 dicembre le nuove restrizioni sono mirate alle riunioni private a casa che vengono ridotte e circoscritte al solo ambito della stretta cerchia dei familiari.

«Una situazione disastrosa» per il presidente Steinmeier

Lo scopo principale della seconda stretta sul lockdown introdotto lo scorso 2 novembre è ridurre al massimo i contatti, che è il modo migliore per domare la pandemia. E quindi «salvare vite umane, mantenere la salute, che è ciò che conta», ha detto il presidente federale Frank-Walter Steinmeier alla vigilia del nuovo lockdown che «limiterà la vita privata e pubblica come non è mai successo nella storia della Repubblica Federale».

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«La situazione è disastrosa, estremamente grave», ha ammonito Steinmeier, per convincere la popolazione a limitare al massimo gli incontri durante le festività perché il numero dei pazienti contagiati da Covid in terapia intensiva aumenta, ma «non dobbiamo arrivare al crollo del sistema sanitario».

La Germania ha 81,2 milioni di abitanti contro i 60,4 in Italia, secondo le statistiche Eurostat. Il 14 dicembre i letti in terapia intensiva, secondo le statistiche riportate dal Robert Koch-Institut e DIVI e basate su una piattaforma elettronica alla quale partecipano 1.290 ospedali, erano 27.106, di cui 22.020 occupati e 5.086 liberi pari. I ricoverati in terapia intensiva per Covid-19 erano 4.670 di cui 2.668 (57%) con ventilazione assistita. Su un totale di 38.976 pazienti Covid-19 usciti dalla terapia intensiva, 9.479 sono deceduti.

I due obiettivi di Merkel: meno terapie intensive e 50 casi settimanali

Salvare vite umane: questo è stato fin dall’inizio della pandemia l’obiettivo primario della cancelliera, che in tutti i suoi appelli - soprattutto l’ultimo discorso carico di emotività ed empatia al Bundestag la scorsa settimana - ha messo al primo posto la protezione della salute e quindi della vita dei cittadini.

Per Angela Merkel sono due i punti fermi per controllare il coronavirus: la tenuta del sistema sanitario (e quindi limitare i contatti per non sovraccaricare le terapie intensive e portare gli ospedali al collasso); tornare alla soglia massima dei 50 nuovi casi su 100.000 abitanti nell’arco di una settimana, che consente di tracciare, testare e isolare e quindi di domare la pandemia, mentre adesso la soglia risulta sforata a quota 176,1 che porta le autorità a perdere il controllo, a non poter più monitorare con precisioni i nuovi contagi per poter far staccare l’isolamento.

Il fattore di riproduzione R su base settimanale continua ad essere sopra 1: era 1,12 il 13 dicembre, e questo significa che i contagi continuano a salire perchè 10 infettati ne contagiano 11,2. Ma anche quando questo fattore è sceso sotto 1, il governo non si è dichiarato convinto perchè quel che conta è il numero dei nuovi casi su 100.000 abitanti alla settimana che deve essere inferiore a 50.

Situazione tuttavia meno disastrosa in Germania rispetto ad altri Paesi

La Germania continua a registrare andamenti su contagi, ospedalizzazioni e decessi per Covid-19 nella seconda ondata tra i meno violenti in Europa e nel mondo. Su un totale di 1.337.078 casi da inizio epidemia, il numero dei guariti è 984.208 mentre i positivi in circolazione sono pari a 330.895 (contro i 700.000 circa dell’Italia) che si calcolano sottraendo ai totali positivi i guariti e 21.975 decessi per Covid-19.

Ma il fatto che in Germania stia andando meglio rispetto ad altri Paesi non è il metro utilizzato da Berlino per misurare l’efficacia delle recenti misure di contenimento. La cancelliera e il governo di grande coalizione Cdu/Csu e Spd guardano al plateau dei nuovi contagi, che si è assestato su numeri troppo elevati.

Il picco dei nuovi contagi giornalieri la Germania lo ha toccato l’11 dicembre a quota 27.875 casi. Quel giorno un altro record: 598 morti per coronavirus. E questo cinque settimane dopo l’avvio il 2 novembre del lockdown lite varato per contrastare la seconda ondata, troppo «moderato» secondo Merkel.

La cancelliera da fine ottobre è impegnata in un braccio di ferro con i governatori dei 16 Länder, che non hanno condiviso fin dall’inizio della seconda ondata la sua posizione basata sulla necessità di introdurre misure di contenimento molto severe per evitare la crescita esponenziale dei contagi.

Merkel evidenzia con ostinazione il numero dei casi Covid-19 in terapia intensiva, che il 14 dicembre erano 4.670, per il 57% con ventilazione assistita, rispetto ai 602 dello scorso 14 ottobre.

Il nuovo lockdown salvavita natalizio

Il lockdown che entrerà in vigore il 16 dicembre e durerà almeno fino al 10 gennaio prevede la chiusura di scuole, asili e negozi al dettaglio che non vendono beni di prima necessità. Chiusi anche parrucchieri e centri estetici.

Resteranno aperti: mercati all’aperto di frutta e verdura, supermercati, farmacie, vendita di alcolici, forniture mediche, ottici, benzinai, uffici postali, tintorie, edicole, articoli sanitari e per neonati, negozi per animali, rivenditori di alberi di Natale (la tradizione in Germania vuole che l’albero di Natale in casa venga fatto il 24 dicembre), officine per riparare auto e biciclette.

La Germania dal 2 novembre aveva già chiuso del tutto ristoranti, bar, pub, teatri, musei, cinema, palestre, piscine.

In quanto ai contatti, la misura più controversa riguarda il numero minimo di contatti in casa: dal 2 novembre massimo cinque persone provenienti da due nuclei familiari (esclusi i minorenni sotto i 14 anni); il 24-25-26 dicembre massimo 1 nucleo familiare al quale si possono aggiungere al massimo quattro persone (sopra i 14 anni) provenienti anche da 4 nuclei familiari ma comunque parenti stretti.

Tra le misure più difficili da accettare per i tedeschi è il divieto a fuochi d’artificio e botti il 31 dicembre, uno dei giorni dell’anno in cui solitamente al popolo tedesco è consentito di lasciarsi andare per godersi spettacoli grandi e piccoli di giochi pirotecnici per festeggiare il nuovo anno.

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