verso una nuova grosse koalition

Germania, Merkel trova l’accordo per il governo: Esteri a Schulz, alla Spd anche Finanze e Lavoro

di Redazione Online

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Angela Merkel stamattina mentre lascia il quartier generale della CDU a Berlino

2' di lettura

A cinque mesi dalle elezioni del il 24 settembre, e dopo un’ultima lunga notte di negoziati, all’alba in Germania i partiti Cdp-Csu e Spd hanno trovato l'accordo per formare il nuovo governo. Angela Merkel potrà così iniziare il suo quarto mandato ma prima gli i scritti della Spd si dovranno pronunciare sull’accordo, un passaggio non scontato visto che tre settimane fa alla riunione dei delegati, il leader Schultz aveva ottenuto un sì sofferto alle trattative: la minoranza guidata dai giovani del partito aveva infatti votato no.

Germania, i volti della Grosse Koalition

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Intanto però oggi la notizia è la ripartizione dei ministeri che servirà a Schultz per gestire il dissenso interno. La novità più interessante è che il partito di Merkel ha ceduto ai socialdemocratici il ministero degli Affari Esteri e i portafogli di Finanze e Lavoro. Fino a settembre, titolare delle Finanze era Wolfgang Schaeuble, esponente della Cdu e sacerdote del rigore nell’Eurozona ora presidente del Bundestag, il parlamento tedesco.

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I socialdemocratici hanno dunque ottenuto nella trattativa tre ministeri pesanti: Esteri, Finanze e Lavoro. La Cdu otterrebbe Economia e Difesa, e Horst Seehofer della Csu, partito di Merkel, diventa ministro dell'Interno, secondo Bild online. Il leader della Spd, M artin Schulz, già presidente dell'Europarlamento, sarà ministro degli Esteri, secondo indiscrezioni rilanciate da diversi media tedeschi.

Henrik Enderlein, professore di politica econo0mica all’Hertie School of Governance, scrive su Twitter che a fare le «maggiori concessioni è stata Angela Merkel perché ha rinunciato a ministeri chiave a beneficio sia dell’ SPD sia della bavarese CSU». Una decisione che «provocherà brontolii» nel partito della cancelliera al potere dal 2005.

Il socialdemocratico Olaf Scholz, attualmente sindaco di Amburgo, dovrebbe diventare il nuovo ministro delle Finanze.

Se questa Grosse Koalition vedrà la luce, uno degli sconfitti sarà chi ha detto no a Merkel. A fine novembre infatti, quando si tentava un governo «Giamaica» dai colori dei partiti che avrebbero formato la coalizione - Cdu-Csu, liberali e verdi - è stato il trentaseienne leader della Fdp, il liberale Christian Lindner, a far fallire le trattative. «Meglio nessun governo che un cattivo governo» disse. E fece così saltare il compromesso per le divergenze su diversi temi, immigrazione e ambiente soprattutto. Ma Lindner e i liberali avevano fatto una campagna elettorale euroscettica, soprattutto sui conti. E invece adesso, la Germania che ha approvato una settimana lavorativa di 28 ore, si ritroverà con un ministro delle Finanze socialdemocratico.

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