Post Merkel

Germania, tempi lunghi per il governo. All’Italia un ruolo più forte nella Ue

La permanenza della Merkel come cancelliera per il disbrigo degli affari correnti potrebbe rappresentare un'occasione più che mai utile a Roma

di Gerardo Pelosi

Elezioni in Germania, come si nomina il cancelliere

4' di lettura

Si prospettano tempi lunghi per le trattative necessarie a formare un nuovo Governo in Germania. Ma, paradossalmente, la permanenza della Merkel come cancelliera per il disbrigo degli affari correnti potrebbe rappresentare un'occasione più che mai utile all'Italia che assumerebbe nei prossimi mesi, con il premier Mario Draghi, un ruolo di indiscussa leadership nell'Unione europea rafforzato dalla presidenza del G20 e favorito da una Francia sempre più attenta alle prossime scadenze elettorali.

Merkel al potere fino a dicembre?

Il risultato consegnato domenica dalle urne in Germania vede la Spd partito di maggioranza relativa nel prossimo Parlamento con il 25,7% dei voti. La Spd ha sconfitto i conservatori della Cdu-Csu che hanno ottenuto il 24,1% dei voti segnando il peggior risultato elettorale della sua storia. Ai Verdi il terzo posto con il 14,8%, seguiti dal partito liberale Fdp con l’11,5%.

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Sia il conservatore Armin Laschet sia il socialdemocratico Olaf Scholz hanno dichiarato che vorrebbero un nuovo Governo prima di Natale ma tutti gli osservatori concordano nel prevedere tempi lunghi, pari se non superiori a quelli che furono necessari per la formazione dell'ultimo governo, ossia 8 mesi. Se le previsioni verranno rispettate Angela Merkel potrebbe superare il record attualmente detenuto da Helmut Kohl e diventare la leader rimasta più a lungo al potere nel Paese. Per superare Helmut Kohl, dovrebbe rimanere al governo fino al 17 dicembre.

Il rapporto di amicizia e stima tra Draghi e Scholz

Il ministro delle Finanze uscente e possibile cancelliere Olaf Scholz può vantare un rapporto di amicizia e stima con Mario Draghi consolidato quando l'attuale presidente del Consiglio era presidente della Bce. Scholz ha anche esercitato un ruolo decisivo per l'approvazione l'anno scorso del Next Generation Ue che ha assegnato proprio all'Italia la parte maggiore del sostegno finanziario europeo con una mutualizzazione del debito tra i Paesi europei. Ma vediamo nel dettaglio quali saranno le aree più critiche per il futuro dell'Unione europea che dipenderanno dal nuovo esecutivo tedesco.

Scholz, uno dei padri del Next generation Ue

Scholz può considerarsi uno dei padri del Next Generation Ue. Si tratta ora di implementare lo strumento, spendere al meglio tutti i soldi disponibili su progetti che abbiamo una rilevanza europea e diano slancio alla crescita e all'occupazione dei 27. Il futuro del Next Generation sarà probabilmente uno degli argomenti del negoziati tra i partiti tedeschi in vista della formazione del nuovo Governo.

Patto di stabilità, applicazione senza cambiare i trattati

Dopo la sospensione del Patto causata dalla pandemia fino al gennaio 2023 la battaglia sul futuro delle regole fiscali entra nel vivo. Con l'Eurogruppo e l‘Ecofin di Kranj, in Slovenia se ne è avuto un primo assaggio. Con una lettera gli otto Paesi “frugali” guidati dall'Austria (ma comprendente anche la Germania) ha segnalato al consiglio dei ministri finanziari dell'Ue la propria contrarierà alla modifica dei trattati per allentare le regole su deficit e debito pubblico.

Resta però la possibilità, senza intervenire sui trattati, di rivedere le modalità di applicazione delle norme, partendo dalle aggiunte introdotte con i regolamenti Six Pack e Two Pack che impongono il sentiero di riduzione del debito pubblico in eccesso e limiti ai deficit un po' più severi rispetto alla regola del 3%.

La trattativa tra i 27 è appena all'inizio e la posizione tedesca risulterà fondamentale. L'Spd vorrebbe escludere gli investimenti pubblici dalle regole fiscali che impongono un budget bilanciato. I Verdi vorrebbero una maggiore spesa e, sebbene l'Fdp miri a maggiori investimenti, li finanzierebbe attraverso risparmi e tassazione.

Green economy, principale preoccupazione degli elettori

La Merkel ha già fatto progressi per rendere la politica ambientale ed energetica tedesca più sostenibile abbandonando in anticipo il nucleare dopo il disastro di Fukushima del 2011. I sondaggi hanno mostrano che l'ambiente è la principale preoccupazione per gli elettori, quindi questa sarà probabilmente l'area in cui si vedranno i maggiori cambiamenti, indipendentemente da quale sarà la coalizione al Governo.

Difesa comune Ue, possibile ruolo anche per l’Italia

Il dibattito sulla difesa comune europea e la nascita di un vero esercito europeo è stato reso più attuale dal ritiro delle truppe dall'Afghanistan portando all'attenzione di Bruxelles il tema dell'autonomia strategica della Ue nei rapporti con Nato e Usa. C'è chi immagina al riguardo un ruolo guida della Francia come unico Paese Ue che siede nel Consiglio di sicurezza dell'Onu e che dispone dell'arma nucleare.

A guidare il cambiamento saranno ancora una volta Francia e Germania ma anche l'Italia (grazie anche alla forte integrazione con altri colossi europei dell'industria della Difesa) potrà avere voce in capitolo. Secondo il presidente della Commissione Esteri della Camera Piero Fassino così come fu riconosciuto un ruolo guida alla Germania per l'euro occorre riconoscere ora alla Francia un ruolo guida per la difesa europea.

Energia, le necessarie sinergie europee per ridurre i costi

L'agenzia europea dell'energia ha sollecitato di recente maggiori sinergie per ridurre i costi di approvvigionamento energetico. Secondo il premier Mario Draghi la buone esperienze maturate in Europa con l'acquisizione dei vaccini potranno essere utilizzate anche per ottenere gas a prezzi più competitivi dalla Russia abbattendo quei costi che stanno facendo lievitare le bollette.

Ma la Germania ha sull'energia un rapporto privilegiato con Mosca. Nord Stream 2, l'infrastruttura architettata dall'ex cancelliere Gerhard Schroeder che collega la Russia direttamente alla Germania, potrà cominciare a trasportare gas già entro la fine dell'anno. Risultato anche dell'azione della cancelliera Merkel che ha convinto il presidente americano Joe Biden ad approvare il completamento del gasdotto Nord Stream 2 che gli Stati del Baltico e la Polonia oltre all'Ucraina interpretano tuttavia come una violazione palese alla loro sicurezza nazionale.

Immigrazione, le decisioni sulla distribuzione dei migranti

Angela Merkel sarà ricordata anche per il suo gesto coraggioso di spalancare le porte del paese a quasi un milione di rifugiati nel 2015. Sempre lei è stata la regista dell'accordo tra Ue e Turchia che prevede 6 miliardi di euro a Erdogan per l'accoglienza dei migranti soprattutto siriani che seguono la rotta balcanica. Il nuovo Governo tedesco dovrà chiarire la sua posizione sul piano di azione per l'immigrazione messo a punto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen in particolare per quanto riguarda la distribuzione dei migranti tra i vari Paesi Ue.

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