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Germania nella trappola della stagnazione, crescita lenta anche nel 2020

Lo zero nero perseguita la Germania che stenta a uscire dalla stagnazione. Nel quarto trimestre 2019 il Pil tedesco segna 0% contro +0,1% atteso

di Isabella Bufacchi


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(dpa Picture-Alliance/AFP)

2' di lettura

Lo zero nero dell’economia perseguita la Germania, che stenta ad uscire dalla stagnazione. L’ufficio statistico Destatis ha confermato il dato atteso per il 2019, con una crescita debole a +0,6%, mentre il quarto trimestre 2019 in stagnazione è andato lievemente peggio delle attese: 0% rispetto al trimestre precedente, contro +0,1% atteso, e +0,4% anno su anno.

Questa lunga catena di zeri virgola, che ha segnato tutto il 2019, è destinata a prolungarsi anche nel primo trimestre del 2020, con un decollo dell’economia tedesca che si prevede lento nel primo semestre e in ripresa più vigorosa nella seconda metà dell’anno. E con l’incognita del coronavirus che rischia di tenere il freno tirato ulteriormente.

Dr Fritzi Köhler-Geib, capo economista di KFW (la Cdp tedesca) considera tuttavia la stagnazione del Pil nel quarto trimestre «un piccolo successo, tenuto conto che la produzione industriale da sola si è contratta del 2,3%» e consiglia «pazienza fino alla primavera per vedere la ripresa», perchè nel primo trimestre 2020 ci sono già segni notevoli di un rallentamento nell’economia cinese e dunque globale a causa del corona virus. La Germania ha un’economia molto esposta all’andamento internazionale e dunque anche alle ripercussioni del coronavirus, che fa calare la domanda dalla Cina e che danneggia le catene di valore.

La Commissione europea ieri, nelle previsioni economiche d’inverno, ha rivisto al rialzo la crescita della Germania per il 2020 e 2021 all’1,1% rispetto all’1% pronosticato in autunno. La ripresa del Pil tedesco dovrebbe continuare ad essere trainata dalla resilienza della domanda interna, dal settore delle costruzioni e da una politica fiscale più espansiva. Nel 2021 l’industria manifatturiera tedesca, in recessione, dovrebbe tornare a crescere, sempreché la domanda esterna sia robusta.

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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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