Eurozona a +0,2%

La Germania paga i dazi: il Pil torna negativo (-0,1%): recessione alle porte

Germania a rischio recessione tecnica. Il Pil si è contratto nel secondo trimestre dello 0,1% rispetto al primo trimestre, a causa dell'export che è calato più rapidamente delle importazioni: la contrazione era prevista ed è in linea con il consensus, anche se per la Bundesbank il calo sarebbe potuto arrivare a -0,2%

dal nostro corrispondente Isabella Bufacchi


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Auto Volkswagen pronte per l’esportazione dal porto tedesco di Emden (Reuters)

2' di lettura

FRANCOFORTE - Germania a rischio recessione tecnica. Il Pil si è contratto nel secondo trimestre dello 0,1% rispetto al primo trimestre, a causa dell'export che è calato più rapidamente delle importazioni: la contrazione era prevista ed è in linea con il consensus, anche se per la Bundesbank il calo sarebbe potuto arrivare a -0,2%.

La recessione tecnica (due trimestri consecutivi negativi) è alle porte in Germania: nel terzo trimestre, i primi dati economici in arrivo rilevano un clima della fiducia sempre più deteriorato e una produzione industriale molto debole, anche se restano solidi i consumi interni e il mercato del lavoro.Secondo i dati diffusi dall'Ufficio di statistica Destatis, la contrazione del Pil tedesco nel secontro trimestre (uguale a quella registrata nel terzo trimestre 2018) è dovuta principalmente alle esportazioni che sono calate più delle importazioni.

GERMANIA A RISCHIO RECESSIONE

Germania, variazione percentuale del Pil sul trimestre precedente (Fonte: Destatis)

L'economia tedesca è stata comunque sostenuta da maggiori consumi privati, più spesa pubblica e investimenti cresciuti, sia pur se al di fuori del settore trainante delle costruzioni. Rispetto all'anno precedente, Destatis rileva che il Pil reale è stagnante: +0,4%, dove il secondo trimestre 2019 ha un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso trimestre del 2018. Il primo trimestre 2019 ha registrato un Pil in crescita dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In quanto all'occupazione, il secondo trimestre di quest'anno si è chiuso con 45,2 milioni di occupati, con un aumento di 435mila unità equivalente a + 1% rispetto al 2018.

Secondo l'economista di KFW (la Cdp tedesca) Dr Klaus Borger, la Germania ha così spalancato le porte alla recessione. «L'escalation della guerra commerciale degli Usa, il sempre più probabile caos su Brexit e un'economia mondiale più debole sono la tempesta perfetta che ha iniziato a montare dalla scorsa estate. L'economia tedesca dipende dall'export e sta peggiorando di conseguenza, e ora rischia di cappottarsi in acque agitate. Dopo il dato della contrazione nel secondo trimestre, la porta per l'ingresso di una recessione come minimo tecnica si è ora spalancata», ha commentato Borger.

Frena anche l’Eurozona. Nel secondo trimestre 2019 il Pil è salito dello 0,2%. Nel trimestre precedente era cresciuto di 0,4% nella zona euro e di 0,5% nell’Ue-28. Lo rileva Eurostat, che conferma la sua stima flash del 31 luglio. Per l’Italia si conferma la crescita zero nel secondo trimestre, secondo dato peggiore dopo la Germania.

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