Gli investitori

Germania, alleanza “Giamaica” la preferita dai mercati

Favorita degli investitori istituzionali e degli imprenditori tedeschi perché tra tutte è considerata la più vicina all’industria e alla tradizione dell’economia sociale di mercato

di Isabella Bufacchi

Articolo aggiornato il 27 settembre alle ore 8.00

Germania, l'ultimo comizio di Angela Merkel

4' di lettura

Giamaica, Germania, Semaforo, Kenya: mercati stabili, Borsa al rialzo, rendimenti dei Bund piatti o in lieve aumento. Coalizione rosso-rosso-verde: Borsa in calo e rendimenti dei Bund in netto rialzo.

Mercati e mondo delle imprese hanno già votato. Tra le coalizioni a tre partiti ipotizzate negli scenari politici futuri dopo il voto del 26 settembre, è la Giamaica (nero, verde, giallo) formata da Cdu-Csu, Die Grünen e i liberali Fdp quella che piace di più ai mercati in assoluto: è la favorita degli investitori istituzionali e degli imprenditori tedeschi perché tra tutte è considerata la più vicina all’industria e alla tradizione dell’economia sociale di mercato.

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Coalizione Giamaica

I verdi entrerebbero in un governo tripartitico che sarebbe guidato dal leader della Cdu Armin Laschet, che notoriamente ha un debole per i liberali e che punterebbe principalmente sull’appoggio dell’Fdp: questa coalizione garantirebbe maggiori progressi verso la neutralità climatica, aumentando gli investimenti pubblici per la modernizzazione verde e la digitalizzazione del Paese, limitando il ricorso al debito pubblico.

Poco probabile la coalizione “Germania” Cdu-Spd-Fdp

Ai mercati e alla Borsa va bene anche la coalizione Germania (nero, rosso, giallo) perché Cdu, Spd e Fdp sono stati già partner di governo sotto la guida della cancelliera Angela Merkel: è una garanzia di continuità e stabilità. Ma questa coalizione è considerata tra le meno probabili.

Coalizione Semaforo

Il mondo finanziario e le imprese, a eccezione del mercato immobiliare, sono oramai pronti ad accettare anche uno scenario con l’Unione Cdu-Csu all’opposizione. La coalizione “semaforo” (rosso, giallo, verde) con un governo guidato dal moderato socialdemocratico Olaf Scholz può infatti modernizzare la Germania e traghettarla verso la neutralità climatica senza una politica sociale troppo aggressiva, perché l’Fdp sarebbe lì a tirare il freno.

In questa coalizione la Germania aumenterebbe investimenti pubblici e debito pubblico per imprimere un’accelerazione alla transizione verde e alla digitalizzazione: i mercati confidano nella capacità di Scholz di arginare le pressioni dall’ala più a sinistra dell’Spd e dei Verdi con debito eccessivo. La politica fiscale di un governo Scholz userebbe tutta la flessibilità possibile per potenziare gli investimenti, mantenendosi dentro la cornice della disciplina di bilancio, puntando al ritorno al pareggio e alla riduzione futura del debito/Pil: traguardi di medio-lungo periodo che rassicurano i mercati.

I mercati sono pronti ad accogliere una coalizione Kenya (nero, rosso e verde), che sarebbe una grande coalizione GroKo come quella attuale, potenziata con il turbo verde: ma questo scenario, per i commentatori politici tedeschi, è tra i meno probabili.

Tedeschi ai seggi per le elezioni federali in Germania

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Elezioni all’insegna dell’incertezza

Altra variabile di queste elezioni, poco gradita ai mercati, è l’alto e diffuso grado di incertezza. Incertezza che assume varie forme. La ricerca del compromesso e la stesura di un accordo di governo tra tre partiti, la prima volta dal dopoguerra, rischia di durare molto a lungo, con la formazione del governo protratta fino agli inizi del 2022. I mercati non possono dimenticare che per dare vita all’attuale GroKo ci sono voluti quasi sei mesi: l’Spd aveva deciso di rifiutare la grande coalizione per andare all’opposizione, ma ha dovuto cambiare posizione «per il bene del Paese» dopo il fallimento delle trattative della coalizione giamaicana.

In passato, solo nel 2013 il governo è stato formato dopo due mesi dalle elezioni: le coalizioni a due partiti precedenti, dal 1990, sono state messe a segno dopo una trattativa che si è conclusa entro una forchetta tra 3 e 6 settimane.

Le previsioni degli economisti

Tomasz Wieladek, international economist a T. Rowe Price, si aspetta un aumento della spesa finanziata dal debito pubblico compresa tra 0,5% e 1,5% all’anno rispetto al Pil perché «Spd e Verdi hanno fatto promesse importanti su redistribuzione e sicurezza sociale». Un aumento della spesa pubblica, e delle emissioni di titoli di Stato, farebbe salire il rendimento dei Bund dal 2022, a prescindere dalla politica monetaria della Bce. Per Andreas Billmeier, economista europeo presso Western Asset (Franklin Templeton) i rendimenti dei titoli di stato tedeschi aumenteranno in quasi tutti gli scenari: il rialzo potrebbe essere maggiore nelle coalizioni senza l’Fdp.

Se si esclude lo scenario della coalizione rosso-rosso-verde, perché altamente improbabile, queste elezioni non dovrebbero destabilizzare più di tanto i mercati: sia che il divario tra Cdu-Csu e Spd si dovesse ridurre attorno al 2% (dando all’Unione la possibilità di formare il governo e nominare il cancelliere anche dal secondo posto) sia con una netta vittoria dei socialdemocratici guidati da Scholz, perché per i mercati riuscirà a “domare” l’ala di sinistra del suo partito.

I timori del real estate

L’unico mercato che non sta dormendo sonni tranquilli alla vigilia del voto e che vede rischi con Spd e Verdi al governo è il real estate: perché teme un aumento pesante dei costi e regole più severe nell’housing. Berlino, che ha collaudato per mesi un tetto imposto sugli affitti e terrà il 26 settembre un referendum sull’espropriazione degli immobili residenziali, non è tuttavia la Germania. Un governo dominato da Spd e Verdi non imporrebbe tetti sugli affitti, mandando in tilt il mercato, ma potrebbe introdurre una moratoria. Scholz ha promesso in campagna elettorale un incremento della costruzione di immobili residenziali dagli attuali 300.000 all’anno a 400.000: soluzione ben vista dal mercato.

Scholz farà tesoro della sua esperienza da sindaco di Amburgo: riuscì ad evitare l’impennata degli affitti intervenendo con un aumento dell’offerta e non bloccando a gamba tesa i prezzi. I Verdi intendono calmierare il rincaro degli affitti ancorandoli all’aumento dell’inflazione. L’Fdp è l’unico partito ad aver promesso incentivi per stimolare gli investimenti privati immobiliari.

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