sale in zucca

Germogli di primavera dall’economia cinese

di Giancarlo Mazzuca


Cina, Xi Jinping: Trasparenza lungo le Nuove Vie della seta

2' di lettura

Tra tante nuvole sul fronte economico e politico che hanno ingrigito il cielo di questo “lungo ponte” di fine aprile, buone notizie sono arrivate dalla Cina. Tutto è cominciato con i tagli ai dazi sulle importazioni che possono rendere più competitivi i prodotti del mondo occidentale, compresa l'Italia che ha appena aperto la “via della seta” con Pechino. Tali misure, arricchite da altri provvedimenti interni (è il caso dei piani di urbanizzazione), sono culminate con i dati sulla crescita economica in marzo (11,6% anno su anno) che hanno favorevolmente sorpreso i mercati. Se aggiungiamo che, sempre nel mese scorso, la Cina ha fatto anche registrare un'impennata della crescita del credito (8% contro il 7,3 di febbraio), il quadro appare decisamente migliorato.

A questo punto, è lecito ipotizzare che una parte consistente di tale “trend” vada a beneficio del settore privato, con riflessi positivi per la congiuntura internazionale . In effetti, con un decennale cinese che adesso è pari al 3,35%, gli addetti ai lavori appaiono più ottimisti, nonostante tutto: l'Estremo Oriente potrebbe fare sul serio da battistrada per il resto del mondo. Anche perché, nell'ultima settimana, hanno fatto un deciso passo avanti le interminabili trattative commerciali tra la stessa Cina e gli Stati Uniti.

Ma se il quadro congiunturale appare migliorato, dobbiamo ugualmente procedere con una certa prudenza: basta intervistare Alberto Forchielli che, vivendo da anni tra Shangai ed Hong Kong, è diventato un grande esperto del “pianeta giallo”. Una cautela necessaria che viene predicata anche dalle grandi istituzioni: è il caso del Fondo monetario internazionale che ha appena rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita globale ora attestate al 3,3% , con ulteriori rischi di calo. Pure gli ultimi responsi della Fed americana sono apparsi piuttosto prudenti anche perché non c'è alcuna certezza sull'andamento futuro dei tassi.
E nel Vecchio Continente, a parte l'incognita delle elezioni europee di fine maggio, la Bce attenderà comunque giugno per fornire dettagli sulle prossime emissioni dei TLTRO, i nuovi prestiti di Francoforte per le banche dell'Eurozona. Dovremmo, insomma, aspettare l'estate per sapere se l'economia mondiale ha davvero voltato pagina. Speriamo bene.

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