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Gestione dei costi e competitività, imprese italiane alla ricerca del tempo perduto

Emerge un “ritardo cronico” ma ora le imprese si stanno aprendo a nuovi approcci e a nuovi strumenti. Alberto Bubbio: «Quadro tutto sommato positivo»

(pressmaster - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il cost management, ovvero una gestione evoluta dei costi aziendali finalizzata a migliorare efficienza e competitività, si sta diffondendo anche tra le imprese italiane. Tuttavia non mancano le criticità, come una quota di ritardo rispetto alle realtà di altri paesi.

È quanto emerge dalla ricerca condotta dal Centro su Costi e Performance della Liuc Business School di Castellanza (Varese), realizzata fra aprile e settembre 2022, che ha visto coinvolte più di 500 imprese. Nella quasi totalità dei casi le imprese erano di natura privata, con qualche eccezione rappresentata da realtà a partecipazione statale o non profit.

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Qualcosa si muove

«A distanza di oltre 30 anni dai primi contributi in materia – spiega Alberto Bubbio, direttore del Centro su Costi e Performance della Liuc Business School - qualcosa si sta muovendo nelle pratiche di costing anche nelle imprese italiane. Il ritardo temporale è quello cronico. È stato così anche nell'area Planning e control per il Budget. Purtroppo alle nostre aziende sembra che sia necessario arrivare ad una qualche forma di obbligo per l'introduzione di nuove prassi. Non si riesce a prevenire, ad intervenire prima».

Secondo lo studio, circa la metà delle imprese analizzate ha già introdotto in azienda una soluzione di cost management. «Un risultato che può dirsi, soprattutto nella sua lettura evolutiva nel tempo, sufficientemente positivo» chiariscono dalla Liuc Business School.

L’importanza di conoscere i costi

Due i principali motivi per i quali le imprese hanno scelto il costing. Da un lato ci sono l'accresciuta complessità gestionale e la rilevanza assunta dai costi legati alla complessità stessa, vero nuovo driver dei costi che si va ad abbinare ai volumi. Dall'altro la necessità di conoscere i costi dovuti alla gestione dei clienti e di poter elaborare un conto economico completato, dopo i margini, dai costi dei processi sostenuti per gestire il cliente.

Tra gli svantaggi indicati dalle imprese, invece, emerge quello dei costi associati ai tempi lunghi, alla complessità del sistema, ai calcoli da effettuare e alla cultura da creare nella propria realtà aziendale.

Importante fattore competitivo

«I vantaggi – sottolinea Bubbio – riguardano prima di tutto l'elaborazione di conti economici più trasparenti e un maggior coinvolgimento dei responsabili di canale e di cliente in relazione al raggiungimento dei risultati desiderati. Inoltre, con l’adozione del cost management si diffonde e si condivide una cultura manageriale che muove dai risultati eco-fin e va alla ricerca dei driver di tali risultati. Si crea infine una maggior consapevolezza circa le “cose da fare” per raggiungere i risultati di budget».

In linea generale, chiarisce ancora Alberto Bubbio, il quadro generale può essere considerato positivo: «Le imprese italiane in materia di analisi e calcolo dei costi si stanno aprendo a nuovi approcci e a nuovi strumenti che la teoria già da tempo ha messo a disposizione e che, in logica di confronto competitivo, molte imprese estere già hanno adottato».

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