Assistenza

Gestione della manutenzione cruciale per i fleet manager

Tempi certi, interventi svolti a regola d’arte, preventivi rispettati e fermi auto ridotti: sono questi i principali «ingredienti» per un programma efficiente di riparazione delle flotte

di Simonluca Pini

(Sychugina Elena - stock.adobe.com)

2' di lettura

Tempi certi, interventi svolti a regola d’arte, preventivi rispettati e fermi auto ridotti. Sono questi i principali “ingredienti” per un programma efficiente di manutenzione delle flotte. L’allargamento dei parchi auto, la crescita dei privati, la crescita di vetture con sistemi Adas e l’aumento di vetture ibride ed elettriche hanno elevato le complessità legate alla riparazione e ai programmi manutentivi. A cui si aggiunge la necessità di preventivi competitivi sul fronte dei costi. Tutti questi fattori sottolineano come per le flotte la corretta gestione della manutenzione sia di fondamentale importanza, arrivando in alcuni casi a crearsi internamente un ciclo chiuso di riparazione. Un esempio? Unipol Rental, società di noleggio del Gruppo Unipol, può contare sui servizi offerti da UnipolService e dai suoi centri di riparazione sparsi sul territorio italiano. In questo modo l’utilizzatore deve interfacciarsi con una sola entità per la completa risoluzione del guasto senza inutili fermi auto tra pre-authority, ricerca del ricambio, intervento e consegna della vettura.

Se il caso di Unipol rappresenta un ecosistema a 360 gradi che spazia dalla fornitura di auto all’erogazione della manutenzione, un’altra alternativa per i fleet manager è quella di appoggiarsi a network di officine non collegate ai costruttori automobilistici come nel caso della rete A Posto di Rhiag. Anche in questo caso la gestione della manutenzione spazia dalla meccanica alla carrozzeria, potendo contare su strutture multiservice. Con la diffusione dei sistemi di assistenza alla guida Adas, composti da un lungo elenco di componenti tra sensori e radar, la riparazione ha aumentato il suo livello di complessità e per questo motivo è fondamentale appoggiarsi a centri in grado di intervenire su ogni aspetto della vettura.

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Naturalmente la tecnologia sarà sempre più di supporto alla manutenzione, grazie ad auto connesse e all’interno di ecosistemi digitali. Tutto questo verrà amplificato dall’arrivo delle reti 5G e da città sempre più connesse, in grado di avvertire la vettura di eventuali pericoli tra cui sconnessioni dell’asfalto. Proprio dagli pneumatici ci sarà un “boost” tecnologico.

La connettività tra gommista e automobilista non sarà appannaggio soltanto delle auto di ultima generazione, perché è sufficiente uno smartphone, un apparecchio collegato alla presa OBD della vettura e dei sensori montati sugli pneumatici per avere una connessione continua. Questo si traduce per il gommista in una manutenzione predittiva - una delle più tangibili applicazioni dell’Internet of Things - cioè il poter intervenire prima del guasto; grazie a questa possibilità il gommista diminuirà la durata del fermo vettura. Entrando nello specifico delle nuove coperture connesse, i nuovi pneumatici saranno in grado di fornire all’autovettura dati relativi al modello di copertura, chilometraggio, carico dinamico e, per la prima volta, situazioni potenzialmente pericolose del manto stradale, dalla presenza di acqua alla scarsa aderenza. Sulla base di queste informazioni l’auto sarà in grado di adeguare i propri sistemi di controllo e assistenza alla guida migliorando notevolmente i livelli di sicurezza, comfort e performance e potrà, inoltre, fornire le stesse indicazioni ad altri veicoli e all’infrastruttura.

Con le auto elettriche il concetto di manutenzione predittiva raggiungerà il punto più alto, merito dell’importanza del software e dell’ambiente connesso sui cui si muove la vettura.

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