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Gestione del patrimonio: prodotti preconfezionati o consulenza per obiettivi? Modelli a confronto

Il Coronavirus, il lockdown come misura restrittiva, la scossa al mercato.
Come è cambiata la vita economica degli italiani e la gestione del risparmio in tempi di pandemia?

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Il Coronavirus, il lockdown come misura restrittiva, la scossa al mercato.
Come è cambiata la vita economica degli italiani e la gestione del risparmio in tempi di pandemia?


5' di lettura

Un'attenta osservazione delle tendenze rileva una pressione finanziaria tale da poter costringere i risparmiatori ad intaccare il proprio patrimonio o a rivedere progetti futuri.

Più ci si avvicina al pensionamento, più si è vulnerabili a condizioni di mercato avverse. Questo perché si ha meno tempo per riprendersi da tali battute di arresto.
Uno dei maggiori rischi per chi si avvicina all'età pensionistica è quello che viene chiamato “rischio di sequenza” o “rischio di sequenza di rendimento”. Ciò si riferisce al rischio di rimanere bloccati da potenziali perdite durante i periodi di scarso rendimento, proprio quando è necessario prelevare fondi dal proprio portafoglio; eventualità ancora più difficile da recuperare se si considera poi un pensionamento anticipato.
Una cattiva sequenza di rendimenti degli investimenti può costringere poi a ridurre drasticamente il proprio tenore di vita. Ci si potrebbe così trovare non solo a non poter lasciare alla propria famiglia il capitale duramente guadagnato durante la propria carriera, ma addirittura ad essere un peso economico per loro.
C'è chi ha subìto un ridimensionamento delle entrate, chi a fronte di crolli o perdite sui mercati azionari ha iniziato a guardare al futuro, convinto che sia necessario affidarsi all'esperienza di un professionista per far crescere i risparmi.
Il gestore della propria banca è in genere la prima soluzione che si prospetta, ma è davvero la scelta ottimale per non tradire le aspettative in materia di obiettivi personali, familiari e professionali?
Le decisioni vengono sempre prese nel miglior interesse del cliente?

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L’UNIONE EUROPEA TENTA DI PORTARE TRASPARENZA NEI MERCATI FINANZIARI CON LA NORMATIVA MIFID II
Le storture del mercato hanno spesso portato a un graduale allontanamento dei risparmiatori dal mondo degli investimenti, o perché delusi dai rendimenti, o perché sono state disattese le loro aspettative come clienti.
Diversi studi attestano come alcuni prodotti collocati nel mercato finiscano col gravare sul rendimento restituito al cliente, impedendogli così di raggiungere i propri obiettivi finanziari.
Per far fronte a queste distorsioni già dall'introduzione della normativa MiFID II, promossa per incrementare la trasparenza a favore degli investitori, si è cercato di apportare un modello di gestione del patrimonio più sostenibile e di rendere più consapevoli i clienti sui prodotti che vengono venduti loro. Ciononostante le relazioni di Consob e Banca d'Italia evidenziano non solo una persistenza del conflitto di interesse, ma anche l'assenza di chiarezza dei costi di collocamento di alcuni prodotti, a danno dei risparmiatori.
A ogni modo la normativa ha apportato di recente cambiamenti su diversi fronti, favorendo una maggior trasparenza riguardo i costi di consulenza, oltre a una comunicazione efficiente e un processo più snello tra intermediari e cliente finale.
Da un approccio “prodotto centrico” si è passati a riconoscere il ruolo chiave dei servizi offerti agli investitori, messi finalmente al centro della relazione e supportati anche da una maggiore trasparenza dei processi.
Lo stato di emergenza epidemiologica ci ha profondamente cambiati nei bisogni e nelle abitudini, ma sono divenuti anche un'occasione, un'opportunità per nuovi inizi, ecco perché Il modello della consulenza finanziaria offerta da società indipendenti da gruppi bancari o assicurativi si sta affermando sempre più, vera alternativa alla gestione tradizionale da parte di banche e reti di promozione finanziaria.

COME FUNZIONA IL MODELLO TRADIZIONALE DEL COLLOCAMENTO DI PRODOTTI FINANZIARI
Una banca che afferma di poter offrire, tramite dipendenti o consulenti delle proprie reti, il meglio per l'investitore non spiega al cliente, in realtà, che il più delle volte la scelta tra gli strumenti finanziari migliori sarà limitata a quelli effettivamente vendibili.
Un discorso facilmente traducibile con un esempio.
Immaginiamo che il miglior fondo d'investimento specializzato sulla borsa USA sia il fondo X, ma che la banca non abbia stipulato nessun accordo commerciale per il collocamento di quel prodotto.
La banca ha, al contrario, la possibilità di collocare il fondo Y, concorrente di X e dal buon andamento, ma non di certo un fuoriclasse, per cui cosa farà? Dirà al cliente che il miglior fondo è, ovviamente Y, senza menzionare il fondo X poiché non collocato dall'istituto bancario.
Inoltre, dato che alcuni fondi collocati retrocedono a banche o a promotori commissioni maggiori di altre, questo li rende profondamente differenti, ciò significa che dal punto di vista della consulenza finanziaria offerta dalla banca non sarà indifferente suggerire all'investitore il prodotto A o il fondo B visto che avranno ripercussioni diverse sulle “tasche” dell'istituto bancario o del consulente della rete, in base alla quote parte di commissioni pagate dal cliente.
Il dipendente bancario di fatto non lavora per il cliente, ma per la banca ovvero il soggetto che lo remunera. Pertanto il bancario lavora per un soggetto in conflitto di interessi.
Da anni la lente delle authorities si è focalizzata sui meccanismi di prelievi delle fee di over-performance, sulle commissioni di collocamento dei fondi e sul meccanismo distorsivo delle commissioni di transazione.

COME FUNZIONA IL NUOVO MODELLO DELLA CONSULENZA PER OBIETTIVI
Una società di intermediazione mobiliare (SIM) è una società di consulenza che offre servizi di investimento attraverso un modello basato sul raggiungimento di obiettivi e non su scopi, con relazioni costruite sulla trasparenza, sulla pianificazione finanziaria consapevole e sulla fiducia, grazie a una profonda conoscenza delle esigenze delle persone.
Una delle prime società in Italia ad offrire il servizio di consulenza per Obiettivi a grossi patrimoni, Copernico SIM ”, ha deciso adesso di offrire il medesimo servizio anche alla clientela retail che abbia almeno 300.000€ investibili.
Il cliente - fino ad oggi acquirente passivo di un prodotto imposto dal promotore di turno - tramite la Consulenza per Obiettivi diviene il protagonista attorno al quale pianificare e costruire la strategia di investimento più indicata, con un affiancamento continuo nella costruzione di un portafoglio dedicato.Copernico SIM ha introdotto un approccio completamente inedito sul mercato italiano, introducendo innovazioni significative volte a migliorare i risultati dei propri clienti:
•I consulenti di Copernico Sim studiano la situazione economica e i desideri di ogni cliente, elaborando una strategia di portafoglio che permetta di raggiungere i suoi obiettivi finanziari, siano essi un'integrazione della pensione oppure la protezione del patrimonio durante il passaggio generazionale.
•gli investimenti sono costantemente monitorati dal Comitato Scientifico di Investimenti, un pool esterno alla società, composto da esperti accademici che studiano la composizione dei portafogli esistenti, al fine di ottimizzarne i risultati. Un approccio innovativo e indipendente, grazie a cui la società elabora tramite il proprio ufficio studi il portafoglio del cliente, senza vincoli qualora quest'ultimo si trovasse a dover cambiare o riformulare gli obiettivi prefissati.
•ogni cliente dispone di un Consulente Dedicato, punto di contatto tra cliente e società, raggiungibile in ogni momento e incaricato di tenerlo costantemente aggiornato sulle scelte e sull'andamento dei titoli presenti nel portafoglio.
In un momento di crisi come questo, la gestione del patrimonio da parte di una società di intermediazione mobiliare permette di tratteggiare i contorni delle priorità, di prendere coscienza di chi opera senza pressioni commerciali, agendo nell'esclusivo interesse del cliente.
Copernico SIM è nata nel 2000 e nei suoi valori fondanti già si parlava di multibrand, di non avere prodotti di bandiera o di casa, di lavorare nell'interesse del cliente senza budget o pressioni commerciali”, ci racconta Saverio Scelzo presidente dell'azienda che si è quotata in Borsa Italiana nel 2019.

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