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Ghana, ecco il campus Eni che forma 800 futuri «buoni contadini»

Il centro è il cuore del progetto Ghana che punta a creare un modello di cooperativa auto-sostenibile con l’impiego di personale locale e generazione di reddito dalle attività agricole

di Celestina Dominelli

Marcegaglia: Eni raggiungerà la neutralità di emissioni carboniche nel 2030

Il centro è il cuore del progetto Ghana che punta a creare un modello di cooperativa auto-sostenibile con l’impiego di personale locale e generazione di reddito dalle attività agricole


2' di lettura

L’obiettivo è già nero su bianco nel nome “Okuafo Pa” che significa il “buon contadino”. Perché il campus interamente sviluppato da Eni con il governo del Ghana e inaugurato a Kyeremasu, regione di Bono, giovedì 28 novembre dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in visita nel paese e accompagnato dall’ad di Eni Claudio Descalzi e dalla presidente Emma Marcegaglia, è un centro di formazione professionale nell’agri- business per 800 studenti con aule, laboratori, servizi che fungono da laboratori agricoli per il training pratico. Ma anche ulteriori spazi che serviranno alle attività agricole come fonte di reddito principale per l’autosostentamento del campus.

Il modello di cooperativa auto-sostenibile
Il centro è il cuore del progetto Ghana che punta a creare un modello di cooperativa auto-sostenibile basandosi sull’impiego di personale locale, generazione di reddito dalle attività agricole e sviluppo delle filiere dei prodotti agricoli identificati. Le attività agricole si focalizzeranno su alcune coltivazioni, con un focus particolare su quelle che oggi, come il pollame e i pomodori, rappresentano due prodotti importanti del mercato ghanese e una leva fondamentale per ridurre la dipendenza del Ghana dall’import.

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Gli studenti, selezionati attraverso dei criteri specifici, hanno un’età compresa tra i 18 e i 40 anni con l’obbligo di frequenza e una diaria giornaliera di 6 dollari che servirà a garantire ai giovani e alle famiglie una fonte di sostentamento durante il programma di formazione.

Il progetto Africa: un investimento da 3 miliardi
Il tassello ghanese, che vede in questa ultima fase di sviluppo anche il coinvolgimento di Coldiretti e Bonifiche Ferraresi per supportare le filiere agricole, rappresenta la sperimentazione pilota di un programma più ampio: il progetto Africa. Quest’ultimo punta a stimolare la diversificazione economica nel settore agricolo e zootecnico trasferendo competenze tecniche attraverso la formazione professionale, sostenendo l’accesso al mercato del lavoro, promuovendo nuovi investimenti e start-up nonché l’imprenditoria locale.

L’obiettivo è raggiungere un milione di persone in tutta l’Africa in 4 anni con la creazione di 200 consorzi agricoli auto-sostenibili come quello ghanese in grado di trasferire competenze tecniche e sviluppare le filiere economiche. L’investimento complessivo per il progetto è di circa 3 miliardi che saranno individuati tramite fonti internazionali di finanziamento.

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