IL VOTO DOMANI A STRASBURGO

Gialloverdi verso il sì a von der Leyen ma rischia di spaccarsi l’unità sovranista

Sia gli europarlamentari della Lega sia quelli dei Cinque Stelle potrebbero votare a favore dell’ex ministra tedesca della Cdu ma un appoggio del Carroccio alla popolare tedesca potrebbe aprire una frattura all’interno dei sovranisti di Identità e democrazia, il gruppo europeo di cui fa parte, oltre al Carroccio, Raggruppamento nazionale (Rassemblement National) di Marine Le Pen e l’Afd . Entrambe le forze politiche dovrebbero infatti votare no

di Andrea Carli e Manuela Perrone


Martedi' il voto, von der Leyen scommette sul via libera

3' di lettura

Lontani sul caso Russia, con Luigi Di Maio che chiede a Matteo Salvini di chiarire in aula e spinge per una commissione di inchiesta sui finanziamenti ai partiti, i due azionisti di maggioranza Lega e Cinque Stelle potrebbero confluire sulla stessa linea politica nel momento in cui, domani nel tardo pomeriggio, a Strasburgo si troveranno a decidere se confermare o meno la scelta del Consiglio Ue di affidare a Ursula von der Leyen la guida della nuova Commissione Ue. Entrambi potrebbero infatti votare a favore, ma le posizioni si andranno a definire in maniera più definitiva nelle prossime ore, anche perché il voto nella plenaria di Strasburgo - alle 18 - è oramai vicinissimo.

Un appoggio della Lega alla popolare tedesca potrebbe aprire una frattura all’interno dei sovranisti di Identità e democrazia, il gruppo europeo di cui fa parte, oltre al Carroccio, Raggruppamento nazionale (Rassemblement National) di Marine Le Pen e l’Afd . Entrambe le forze politiche dovrebbero infatti votare no.

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La candidata non incontra Identità e democrazia: la Lega non chiude
Nelle ultime ore gli eurodeputati del Carroccio, nonostante la decisione di von del Leyen di far saltare l’incontro con Identità e Democrazia, il gruppo a cui appartiene la Lega, e il suo presidente Marco Zanni, non hanno del tutto chiuso alla possibilità di votarla. Secondo fonti di Strasburgo, infatti, sono in corso contatti tra lo staff del gruppo sovranista al Parlamento europeo e quello della candidata. «Sulla riforma di Dublino e sul tema dell’immigrazione abbiamo avuto buoni riscontri», spiegano le stesse fonti. La parola finale sulla scelta dovrebbe arrivare questa sera, quando il gruppo Identità e Democrazia - del quale fa parte anche il Rassemblement National di Marine Le Pen - si riunirà per decidere la posizione di domani in Aula. Che un voto a favore non sia allo stato attuale escluso viene fuori anche dalle parole del neo ministro per gli Affari Ue Lorenzo Fontana, molto vicino a Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha confidato: «Non escludo che la Lega voti a favore». L’appoggio della Lega è legato all’assicurazione che l’Italia avrà un portafoglio di peso nella Commissione. un commissario all’Economia. Dal punto di vista della Lega, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti è la persona giusta per ricoprire quel ruolo, come ha confermato Salvini oggi. Aggiungendo però che «noi a scatola chiusa non votiamo niente e nessuno»: «Stiamo facendo le nostre valutazioni».

Verso sì dei pentastellati a von der Leyen
È atteso anche il sì dei grillini, anche se fonti M5S parlano di «posizione un po’ più sfumata» e chiariscono che l’appoggio pentastellato al presidente designato della Commissione europea «non è scontato. Valuteremo se sostenere o meno la sua candidatura dopo aver ascoltato le linee programmatiche che presenterà martedì prossimo al Parlamento europeo». Giovedì una delegazione di europarlamentari Cinque Stelle ha incontrato von der Leyen. Il faccia a faccia è durato mezz’ora. «L’incontro è andato molto bene - spiegano le stesse fonti - sono state ribadite delle aperture importanti sui nostri temi fondamentali, come il salario minimo, sui migranti a cominciare dalla necessità di riformare il regolamento di Dublino». Ciononostante, M5S si riserva di ascoltare l’intervento della, per poi decidere. È dunque vero che c’è una disponibilità «al dialogo, costruttiva», ma il sì dei pentastellati «non è affatto scontato».

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Obiettivo superare soglia 374 voti
La scelta dell’ex ministro della Difesa tedesco di non vedere i sovranisti, maturata nelle ultime ore, potrebbe nascere dal fatto che von der Leyen ha deciso di puntare su una maggioranza europeista, nella speranza che questa “scelta di campo” le consenta di superare la soglia di 374 voti su 747 deputati in carica di cui ha bisogno per essere eletta alla testa dell’esecutivo comunitario. Sarà un difficile e complesso esercizio di equilibrismo politico. In teoria Ppe (182 seggi), Pse (154) e liberali+macroniani del gruppo Renew Europe (108) sarebbero sufficienti, tuttavia il secondo gruppo (Socialisti&Democratici) è diviso: una quarantina di deputati sarebbe disposta a votare no. E anche in casa liberale ci sono parecchi mal di pancia a causa delle vaghe risposte della presidente candidata sulla questione della difesa dello Stato di diritto. Verdi e Sinistra Unita voteranno contro. Ci si aspetta che almeno una parte dell’Ecr la voti: i Conservatori e riformisti europei sono un gruppo euroscettico. La voteranno i popolari di Fidesz (partito di Orban). Domani il verdetto, su cui pende anche l’incognita del voto segreto e dei franchi tiratori.

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