La richiesta di rinvio a giudizio

Gianfranco Fini a rischio processo. La Procura di Roma: «Con Tulliani ha riciclato denaro illecito»

di Ivan Cimmarusti

2' di lettura

La presunta «consapevolezza» che il denaro ricevuto dalla Global Starnet ltd di Gianluca Corallo - monopolista in Italia nelle slot machine - era di natura «illecita» porta l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, a rischio processo. La Procura della Repubblica di Roma, infatti, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex leader di Alleanza nazionale, con l’accusa di riciclaggio. L’istanza riguarda anche la compagna Elisabetta Tulliani, il padre e il fratello di lei, Sergio e Giancarlo, oltre all’imprenditore Corallo. Il procedimento è stato istruito dal pm Barbara Sargenti e dallo Scico della Guardia di Finanza.

Conti correnti offshore
Gli accertamenti hanno subito uno sprint dopo che il sostituto procuratore Sargenti (ora alla Direzione nazionale antimafia) ha arrestato Corallo - accusato in concorso con l’ex deputato Pdl Amedeo Laboccetta - di aver «riciclato» denaro anche attraverso conti correnti offshore riconducibili a Fini, alla moglie Elisabetta Tulliani e al fratello e al padre di lei, Giancarlo e Sergio. L’inchiesta ha consentito di accertare come Fini abbia sostanzialmente stretto un presunto «accordo» per aiutare Corallo a diventare il numero uno in Italia nella gestione di slot e video lottery. In cambio avrebbe ottenuto, tra il 2008 e il 2015, circa 4 milioni 200mila euro erogati attraverso le società del gruppo Corallo. Denaro che in parte proverrebbe dal Preu, il prelievo erariale unico legato allla tassazione sulle vincite delle slot machine.

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La scalata di Corallo nel settore slot e video lottery
Stando agli inquirenti, Fini avrebbe facilitato la scalata di Corallo, anche attraverso l’emanazione del decreto 78 del 2009, che avrebbe consentito all’imprenditore di diventare monopolista nel settore delle scommesse. Ci sono due versamenti dalla società di Corallo su conti correnti dei Tulliani a entrare direttamente in connessione con il decreto legge n. 78 del 2009 pubblicato il primo luglio di quell’anno. Il sette luglio successivo «vengono versati a Giancarlo Tulliani 200mila euro», mentre il 24 novembre 2009 sul conto di Sergio Tulliani arrivano 2 milioni 400mila euro. Ed è proprio quest’ultimo versamento ad attirare l'attenzione, perché nella «causale del trasferimento a Sergio Tulliani» si fa «riferimento al decreto 78/2009».

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