Incontri

Gianni Crespi: «Così rilanceremo il design di Nava»

L’ad di Smemoranda Group racconta la strategia del rilancio dello storico marchio milanese, che al Supersalone ha presentato uno zaino innovativo disegnato da Stefano Boeri

di Giulia Crivelli

3' di lettura

La pandemia ha rallentato il rilancio di Nava e di Smemoranda Group per un mix di fattori, tra i quali chiusura dei negozi e crollo degli spostamenti per lavoro e nel tempo libero. Per un marchio di pelletteria di design – come per l'intero settore degli accessori, oltre che per l'abbigliamento – il Covid «è stato un disastro», dice con chiarezza Gianni Crespi, amministratore delegato e socio di maggioranza di Smemoranda. Il rilancio progettato tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020 e gli obiettivi, per Nava e per il gruppo, «sono solo stati spostati in avanti di almeno un anno». Crespi resta convinto delle potenzialità del marchio in Italia e all'estero e ha colto il recente SuperSalone del mobile di Milano per riportare l'attenzione sul legame di Nava con il mondo del design.

Sono molti i designer che hanno incrociato la storia di Nava. Ma la prossima collaborazione è forse la più milanese e allo stesso tempo la più globale di tutte.
«Nava nacque a Milano nel 1970, come progetto degli eredi di Aldo Nava, che nel 1922 aveva fondato un'azienda di arti grafiche. Non credo ci siano molti marchi, in questo segmento, con una storia, di fatto, tanto lunga e che incarnano il legame tra pelletteria e progettazione, tra funzionalità e creatività. Sono felice che Stefano Boeri abbia accolto l'invito a disegnare per Nava e la felice coincidenza con il SuperSalone è il migliore degli auspici: Boeri, il sindaco Beppe Sala e tanti operatori del settore hanno fortemente voluto e investito in questo evento, a Rho e con il Fuorisalone in città, e il coraggio sta premiando tutti».

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Stefano Boeri (nella foto) ha disegnato lo ziano Bodypack per Nava

Cosa ha disegnato Stefano Boeri, che è anche presidente della Triennale, per Nava?
«Si chiama Bodypack, e ha due versioni, Poncho-Bag e Vest-Bag: li considero accessori rivoluzionari, che hanno in sé versatilità e flessibilità, grazie a un sistema di contenitori di varie funzioni e dimensioni. Ogni persona potrà giocare con il suo BodyPack, cambiando la configurazione, a seconda delle sue preferenze ed esigenze.

Un prodotto non basta a rilanciare un marchio. Quali altri progetti avete?
«Nava non è solo borse, porta pc o tablet. È un marchio famoso per le collezioni di taccuini, agende, porta carte di credito. Nei mesi della pandemia, volendo vedere un lato positivo, abbiamo lavorato su ogni dettaglio delle nuove collezioni e perfezionato idee e progetti di collaborazione, come quello con l'Inter, che presenteremo tra qualche settimana. Non era scontato che il mondo della carta sopravvivesse alla rivoluzione digitale, ma è stato così e lo vediamo anche con Smemoranda, che resta l'agenda più venduta in Italia. Poi, certo, abbiamo dovuto inventarci anche l'app, perché dobbiamo restare in sintonia con i più giovani, che sono i clienti di oggi di Smemoranda e domani, speriamo, quelli di Nava».

Sketch di Stefano Boeri per Nava

La distribuzione come evolverà?
«Il negozio di Milano è in via Durini, una strada dove ci sono i più grandi nomi dell'arredo-design, ma vorremmo trovare uno spazio a Roma e a Shanghai. Abbiamo inoltre siglato accordi con piattaforme di e-commerce in Cina, Corea e Giappone».

La priorità è l'Asia?
«La priorità è crescere all'estero, oltre che in Italia, e la Cina, come sappiamo, traina ogni tipo di consumo e ci sono decine di milioni di persone appassionate, direi affamate, di design italiano. Noi dobbiamo farli entrare nell'universo Nava».

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