cerimonie ufficiali d’ingresso

Giappone: 900mila giovani neoassunti in un giorno solo. E per tutti cerimonie d’ingresso

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

Giappone: 900mila neoassunti in un giorno solo

3' di lettura

TOKYO - Inizio di aprile in Giappone: si rinnova in modo esplosivo il ciclo della natura con la fioritura dei ciliegi (sakura), ma anche quello delle aziende. Comincia l'anno finanziario e, secondo le stime prevalenti, ben 890mila giovani entrano tutti assieme nelle aziende.

Lo fanno in modo formale: tutti vestiti di scuro, partecipano alle “nyushashiki”, le cerimonie ufficiali di ingresso.
È un giorno in cui ascoltano direttamente dalla bocca del Chief executive le direttive-guida e imparano orgoglio e regole aziendali.

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Quest'anno il mercato del lavoro è ancora migliorato: in generale il tasso di disoccupazione è sceso al 2,8% e secondo il ministero del Lavoro già a fine gennaio il 90,6% dei neolaureati aveva trovato occupazione, così come il 94% dei neodiplomati.

Carenze di personale sono spiccate in vari settori dell'economia, dall'industria delle costruzioni a quelle dell'assistenza e della distribuzione, complici anche le molto ristrette maglie dell'immigrazione.

Tra i grandi gruppi, solo Toshiba - in piena crisi finanziaria a causa dei problemi alla controllata nel nucleare Westinghouse - ha rinunciato ad assumere. Toyota Motor ha assunto 2.633 persone, contro 2.581 dell'anno scorso. Alla Panasonic sono stati 780, mentre alla Hitachi 670, lo stesso numero dell'anno scorso ma con un incremento all'8% delle nuove leve non giapponesi (da 40 a 60).

Giappone: 900mila neoassunti in un giorno solo

Nel suo messaggio di incoraggiamento, il chief executive di Hitachi, Toshiaki Higashihara, ha ricordato anzitutto che quarant'anni fa era toccato a lui affacciarsi con trepidazione in azienda, senza lontanamente immaginare che ne sarebbe diventato il capo. Ha poi rievocato brevemente la storia di una impresa che ha 107 anni e cerca di seguire lo spirito del fondatore Namihei Odaira: nel 1910 il Giappone doveva importare praticamente tutto e fu lui a avviare la manifattura tecnologica.

Oggi le sfide sono diverse: in particolare, si chiamano globalizzazione e Internet delle Cose e quindi passaggio dall'enfasi sul prodotto ingegneristico a quella sull'offerta alla clientela di soluzioni integrate sempre più avanzate.
Ovviamente Higashihara non ha parlato delle acquisizioni in Italia - una delle quali, Ansaldo STS, sta dando grattacapi a causa delle rimostranze del principale azionista di minoranza, il fondo americano Elliott - ma ha citato il comparto ferroviario come un esempio di come Hitachi sia in grado ora di offrire non tanto e non solo un prodotto come il treno, ma soluzioni complesse integrate, dal segnalamento ferroviario a varie applicazioni di Information technology.

L'obiettivo per tutti e per ciascuno, ha sottolineato, è aiutare Hitachi a diventare la prima società al mondo nel guidare le transizioni tecnologiche. Dopo di lui ha preso la parola uno dei neoassunti alla Social Innovation Business Division, Daisuke Ando, spiegando perché ha scelto Hitachi e leggendo una sua personale “dichiarazione”. «Ho scelto Hitachi perché voglio migliorare la qualità della vita nel mondo attraverso collaborazioni tra differenti campi di attività», ha detto. Anche nel suo caso, dunque, non enfasi sul prodotto o sulla specializzazione in nicchie ingegneristiche, ma apertura alla multidisciplinarietà e grandi ambizioni.

Elementi confermati nella “dichiarazione” con cui ha nientemeno che sottolineato il «metodo scientifico per tutto» accompagnato da una prospettiva multilaterale, per concludere al plurale: «Saremo persone che guidano Hitachi, il Giappone, il mondo».

Per lui e i 669 neocolleghi, la giornata è proseguita nel pomeriggio con lezioni di altri top manager: una sulla “Identità di gruppo alla Hitachi”, un'altra su “Strategia di Management e Business Outiline”. Alla sera, un messaggio del presidente Nakanishi e un Welcome party collettivo. Benvenuti nell'azienda giapponese che cambia. In un mondo che cambia ancora di più.

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