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Giappone campione di crescita tra i Paesi che importano più vino al mondo

La Francia guida le vendite, l’Italia è seconda: Vinitaly-Nomisma presenta le stime 2019

di Micaela Cappellini

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La Francia guida le vendite, l’Italia è seconda: Vinitaly-Nomisma presenta le stime 2019


2' di lettura

Il Giappone è sempre più una mecca per i produttori di vino. Complice l'accordo commerciale firmato con la Ue, esecutivo dal 1° febbraio di quest'anno, tra i dieci principali mercati della domanda mondiale di vino quello giapponese si sta rivelando campione di crescita. L’aumento atteso nel 2019 per le importazioni sarà infatti del 16%, per un controvalore record di quasi 1,65 miliardi di euro.

La stima è un’anticipazione dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor che verrà presentato lunedì 25 novembre a Veronafiere, in occasione di wine2wine, la due giorni di formazione e networking B2b organizzata da Vinitaly. L'Osservatorio fornirà a Verona un focus sull’export 2019 delle sette sorelle del vino, cioè dei sette principali Paesi produttori: Francia, Italia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Cile e Usa.

In Giappone i vini francesi continuano a fare la parte del leone, con circa il 55% delle quote di mercato e quasi 950 milioni di incasso. Ma l’Italia mostra il suo sprint: per i nostri produttori la crescita attesa è di oltre i 17% e il vino italiano si conferma al secondo posto nelle preferenze dei consumatori giapponesi, nonostante la rapida ascesa del vino made in Usa (che si conquista il terzo posto) e la tenuta di quello cileno, quarto in ordine di gradimento.

Per il responsabile dell'Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini, «sono molte le note positive della performance italiana: il gap con i francesi è compensato dal consolidamento del vantaggio sul diretto competitor, il Cile, mentre crescono ben sopra la media le nostre bollicine, sebbene la tipologia resti dominata dagli Champagne. La nota stonata arriva invece dal prezzo medio, in contrazione del 1,6% a fronte di un incremento generale del valore al litro di quasi il 7%».

«Quello giapponese è il mercato asiatico più occidentale – ha osservato il ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani – in grado di guidare le tendenze anche dei paesi limitrofi. Il Giappone sarà anche uno dei Paesi buyer più presenti a novembre 2020 per Wine to Asia, la nostra prima fiera organizzata a Shenzhen (Cina) che vedrà la presenza espositiva di aziende italiane, europee ma anche dalla Cina e dal Nuovo Mondo».

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