il Trilaterale

Giappone-Cina-Corea del Sud: sì a free trade e denuclearizzazione

di Stefano Carrer


Svolta tra le Coree, presto la pace e stop al nucleare

2' di lettura

Promuovere il libero commercio internazionale e cooperare attivamente per arrivare alla denuclearizzazione della penisola coreana: Giappone, Cina e Corea del Sud hanno concordato a Tokyo, nel corso di un vertice trilaterale (il primo in due anni e mezzo), su due delle questioni fondamentali per l'Asia nordorientale e per il mondo intero. Si tratta del sesto vertice trilaterale, che dovrebbe essere annuale ma che ha avuto interruzioni seguendo l'andamento oscillante dei rapporti tra i tre Paesi, che appaiono migliorati.

Coree, incontro storico con stretta di mano tra Kim e Moon

Il summit tra il primo ministro giapponese Shinzo Abe, il premier cinese Li Keqiang e il presidente sudcoreano Moon Jae-in avviene in un momento di frenetiche attività diplomatiche riguardanti il futuro della penisola coreana, giunto a una possibile svolta dopo il vertice tra Moon e il leader nordcoreano Kim Jong-un e in attesa di quello tra Kim e il presidente americano Donald Trump. «Giappone, Cina e Corea del Sud devono, in collaborazione con l'intera comunità internazionale, premere sulla Corea del Nord perché intraprenda azioni concrete (verso una completa denuclearizzazione)», ha detto il premier Abe, secondo il quale i leader di Pechino e Seul hanno espresso il desiderio che sia risolta anche una questione che sta molto a cuore ai giapponesi, quella dei cittadini rapiti dai nordcoreani negli anni 70 e 80. Moon ha sottolineato come molto importante il supporto di Cina e Giappone sulla strada della pace nella penisola coreana e nell'intera Asia orientale.

Sul fronte economico, i tre leader hanno concordato di accelerare sui negoziati in corso per due trattati di libero scambio multilaterale: una Free tre agreement a tre tra Giappone, Cina e Corea del Sud da un lato; dall'altro la Regional Comprensive Economic Partnership che comprende in totale 16 nazioni dell'area Asia-Oceania (tra cui quelle dell'Asean, l'India e l'Australia, ma non gli Usa). «Desideriamo lavorare con Giappone e Corea del Sud per mantenere la stabilita' regionale e spronare lo sviluppo dei tre Paesi, come contributo alla pace e prosperità mondiale», ha dichiarato il premier Li, che nel pomeriggio presenzia al bilaterale Cina-Giappone, anche in occasione delle celebrazioni per i 40 anni del trattato di Amicizia.

Vari analisti hanno sottolineato che Tokyo è interessata a migliorare i rapporti con i suoi vicini sia per non esser tagliata fuori dai rapidi sviluppi della situazione coreana sia per contrastare i venti di protezionismo resi forti dall'atteggiamento dell'amministrazione Trump. Il presidente americano ha minacciato tutti e tre i Paesi asiatici di sottoporre il loro commercio con gli Usa a nuovi dazi per ottenere concessioni che riducano il deficit commerciale statunitense. Seul ha ceduto su alcuni punti, accettando modifiche al Free trade agrement bilaterale, il Korus. Tokyo fa resistenze all'avvio di negoziati bilaterali con gli Usa, che non l'hanno esentata dai dazi su acciaio e alluminio. Tra Washington e Pechino sono in corso dure trattative, con il rischio di una guerra commerciale che sarebbe molto dannosa per l'intera economia globale.

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