SPECIALE PITTI UOMO

Giappone cliente leader per Pantaloni Torino

di Filomena Greco


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Romanzo breve abbinato a tutti i modelli della collezione

2' di lettura

PT Pantaloni Torino mette in tasca ai capi della nuova collezione un romanzo e attraversa con la creatività epoche e continenti. Un messaggio di aperture alle altre culture, racconta l’ad Edoardo Fassino, «per dire che aprirsi agli altri non è mai un problema». La scelta di presentare la nuova collezione in abbinamento a un’opera letteraria nasce dall’incontro con lo scrittore e artista torinese Vittorio Mattia Lorenzi – questo il suo pseudonimo – a cui la maison ha commissionato la stesura di “Io mi Fermo qui”, un romanzo breve in cinque capitoli, tascabile e presente in tutti i nuovi modelli.

L’azienda punta a chiudere un 2018 in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, un trend costante che conferma nel Giappone il primo mercato, testimonia un forte radicamento in Italia (36-37% del fatturato) e un mercato americano che ha raggiunto i 3 milioni di euro, «con Barneys New York – aggiunge Fassino – che ci ha comunicato il 95% di sell out sulla merce». La fedeltà alla scelta originaria del brand di disegnare soltanto pantaloni resta confermata, come ribadisce Fassino, così come resta forte il legame con l’Oriente. «Avere nel Giappone il nostro primo mercato – spiega – è insieme un onore e una grandissima scuola, perché si tratta di un paese che sperimenta moltissimo, dunque è necessario restare al passo e fare continuamente ricerca». Sui materiali, sugli accostamenti, sui particolari.

E così la proposta per la linea PT01 nasce come un racconto che attraversa paesi ed epoca, quasi a seguire il viaggio del protagonista del romanzo breve, il giovane Arturo, che emigra dall’Italia agli inizi del secolo scorso per andare in Argentina a cercare fortuna, e si ritrova a New York degli anni del proibizionismo – PT realizzati in lane dal gusto anni ’30 e sofisticati cotoni con dettagli retrò per fodere e cinture – più tardi sceglie Boston – per indossare un capo gentleman’s fit con coulisse in vita, realizzati nelle flanelle della tradizione biellese in colori inaspettati, giallo, viola, rosa antico, arancione bruciato – per approdare poi a Parigi, durante la contestazione studentesca. Tappa di vita a Londra, dove arriva negli anni Settanta – tartan inglesi e tessuti jacquard, creste punk e Union Jack, vestibilità skinny – e finire poi il suo viaggio in Italia.

Il denim invece resta il linguaggio della linea PT05 che, insieme alla proposta per la donna, aggiunge Fassino, «crescono sul mercato in maniera vivace». Il denim con lavorazioni sofisticate, dai lavaggi vintage alla ricerca su bittoni e cotoni per le finiture. Una proposta «per viaggiatori veri – sottolinea Fassino – e intendiamo per la dimensione del viaggio l’incontro con altre culture».

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