ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEstremo oriente

Giappone, numero di bambini in calo da oltre 40 anni

Pubblicato per il giorno dell’infanzia report con dati storici sulla natalità: il biennio pandemico ha aggravato un trend in essere dagli anni Settanta

Italia-Giappone: Mario Draghi riceve il premier Kishida a Palazzo Chigi

2' di lettura

Scende per il 41esimo anno consecutivo il numero dei bambini sotto i 14 anni di età in Giappone, a fronte del prolungato declino delle nascite, esacerbato dagli ultimi due anni e mezzo di pandemia. I dati, pubblicati nell’ultimo censimento del ministero degli Interni, in concomitanza con la festività odierna che celebra il giorno dell’infanzia, vede una popolazione di 14,65 milioni di bambini e bambine, in calo di 250mila unità, e al livello minimo dal 1950, l’anno in cui iniziarono le statistiche. La percentuale dei minori sotto i 14 anni sull’intera popolazione del Sol Levante è dell’11,7%, inferiore rispetto al 12,9% dell’Italia e all’11,9% della Corea del Sud. Il boom delle nascite in Giappone venne registrato nel 1954, a quota 29,89 milioni, mostrando un’accelerazione intorno agli anni Settanta, per poi invertire la rotta dal 1982 a oggi.

Numeri che si innestano in un dibattito più ampio sulla demografia globale che, in qualche modo, riguarda anche l’Italia. Del tema, a 24 Mattino su Radio 24, ha parlato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo che si è comunque detto «ottimista» notando che «oggi c’è più attenzione e sensibilità anche dal mondo della politica» rispetto al problema delle nascite. «Credo che si possono fare delle cose e invertire le tendenze», ha detto dichiarato spiegando che «oggi il numero medio di figli per donna è di 1,25, quindi non si arriva a quel 2 figli per donna che servirebbe per il ricambio generazione, una situazione che va avanti dal 1977, quindi sono più di 40 anni che viaggiamo sotto il livello di ricambio. Se comunque dovessimo, con molto ottimismo, immaginare un rialzo da 1,25 a 1,9, il numero dei nati arriverebbe al mezzo milione, questo perché c’è un effetto struttura della popolazione, se ci sono pochi nati nel passato ci sono pochi potenziali genitori futuri».

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti