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Giappone in recessione ma il Pil (-0,9%) è migliore delle attese

Dopo un semestre a passo del gambero, le proiezioni sono molto peggiori per il trimestre il corso per gli effetti dell’epidemia

di Stefano Carrer

Il Giappone revoca lo stato d'emergenza, ma non a Tokyo e Osaka

Dopo un semestre a passo del gambero, le proiezioni sono molto peggiori per il trimestre il corso per gli effetti dell’epidemia


2' di lettura

Il Giappone è entrato ufficialmente in recessione per la prima volta in 4 anni e mezzo, dopo che nel primo trimestre il Prodotto interno lordo si è contratto a un ritmo annualizzato del 3,4%, pari a un -0,9% sull'ultimo trimestre del 2019 (quando il calo annualizzato del Pil era stato del 7,3% sulla scia dell'aumento dell'Iva dall'8 al 10% scattato il primo ottobre).
Il Sol Levante, dunque, era piombato in recessione anche prima della dichiarazione di emergenza nazionale (effettuata in ritardo rispetto a quanto fatto altrove, solo in aprile) determinata dall’epidemia da coronavirus.

Meglio delle attese
La performance di inizio anno appare comunque migliore delle aspettative medie degli analisti (intorno al -4,6% su base annualizzata) e di quella di molti altri Paesi che rispetto agli ultimi tre mesi dell'anno scorso hanno accusato contrazioni superiori (-1,2% gli Usa, -2,2% Germania, 5,8% Francia, —1,4% Corea, -6,8% Cina, -4,7% Italia).
Il peggio deve però ancora arrivare, visto che le restrizioni su base volontaria introdotte dal governo alle attività economiche sono cominciate appunto agli inizi del secondo trimestre, con una emergenza scattata il 7 aprile e parzialmente allentata il 14 maggio con la rimozione nella maggior parte delle province (non, però, a Tokyo e a Osaka). Secondo le proiezioni del Jcer, nel secondo trimestre 2020 l’economia nipponica dovrebbe contrarsi del 5,8%, a un tasso annualizzato quindi che arriva al -21%.

Export peggio che dopo lo tsunami
Tutti negativi i parametri annunciati oggi nella stima preliminare sul Pil di gennaio-marzo nella terza economia mondiale: i consumi sono scesi su base trimestrale dello 0,7%, gli investimenti di capitale si sono contratti dello 0,5% e quelli residenziali del 4,5%. Le esportazioni sono calate del 6% (il peggior ritmo di flessione dai tempi dello tsunami del 2011) e le importazioni del 4,9 per cento. In termini nominali, il Pil è sceso dello 0,8% rispetto agli ultimi tre mesi del 2019, a un tasso annualizzato di -3,1%.

Manovra al 20% del Pil
L'esecutivo guidato dal premier Shinzo Abe ha deciso di varare una manovra di sostegno equivalente a oltre il 20% del Pil, mentre la Banca del Giappone ha introdotto misure di politica monetaria ulteriormente espansive: gli investitori scrutano con attenzione tempi e modi di attuazione del pacchetto, che prevede tra l’altro l’erogazione di 100mila yen a tutti i residenti che ne facciano richiesta.

Il governo ha finora reso noto che i casi di contagio da coronavirus ammontano a oltre 16mila, con 756 decessi: numeri inferiori a quelli di molti altri Paesi, anche se è opinione diffusa che i contagi siano più numerosi, visto che il numero di tamponi effettuati resta molto più contenuto che altrove.

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